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mercoledì 7 ottobre 2009

Riorganizzazione delle scuole, si pronuncia il Consiglio di Stato

Vico Equense - La riorganizzazione degli edifici scolastici voluta dall’Amministrazione guidata dal sindaco Gennaro Cinque può continuare. A deciderlo è stato il Consiglio di Stato che, con decreto numero 4976 del 6 ottobre 2009, su ricorso presentato dal Comune di Vico Equense, ha accolto l’istanza cautelare e, per effetto, ha sospeso la sentenza impugnata (Tar Campania numero 4844 del 2009) fino alla trattazione nel merito. La riorganizzazione a cui ha lavorato l’Amministrazione ha previsto la chiusura di plessi pericolosi e frequentati da pochissimi alunni. La scuola di Montechiaro, infatti, registrava un numero di iscritti pari a 34 (scuola primaria), Fornacelle 38, Ticciano 35, Sant’Andrea 49. “Abbiamo voluto dare ai ragazzi la possibilità di andare presso vere scuole lasciando definitivamente strutture inadeguate. Il nostro obiettivo è stato quello di ridurre i plessi presenti nel territorio ma potenziandoli, rendendoli più sicuri e dotandoli di nuove e maggiori attrezzature”, afferma il sindaco Gennaro Cinque. “Sono stati realizzati interventi di adeguamento funzionale e normativo - aggiunge l’assessore all’edilizia scolastica Francesco Coppola – sugli edifici di Sconduci, S. Andrea, Massaquano centro, Massaquano materna, Moiano Caulino, scuole elementari di Arola, oltre alla messa in sicurezza del tratto di via Raffaele Bosco interessato allo spostamento degli alunni. I lavori eseguiti hanno consentito la realizzazione di opere che, in condizioni normali, avrebbero richiesto tempi di circa un anno. E' stato finalmente posto rimedio a una situazione di inerzia, inefficienza e abbandono che ha caratterizzato gli ultimi 15 anni”. (Ufficio Stampa Città di Vico Equense)

domenica 4 ottobre 2009

La scuola e il Tar

Vico Equense – I cancelli delle scuole di Ticciano e Montechiaro rimangono chiusi. Genitori e nonni non si danno più il cambio, davanti all' ingresso degli edifici, per evitare lo sgombero. Terminati pure i pellegrinaggi di solidarietà politica: gli ultimi in ordine di tempo, sono stati il consigliere regionale Amato e la senatrice Armato (PD), membro della commissione antimafia, che doveva interpellare, con urgenza, il ministro dell’Istruzione Gelmini e il ministro della Giustizia Alfano. I democratici locali sono stati accusati, dalla maggioranza di centro destra, di fomentare la protesta e di cavalcarla senza alcun ritegno né onesta intellettuale, strumentalizzando pesantemente, con fini partitici, parecchi genitori inconsapevoli. Da un lato l’amministrazione comunale che considera necessario il superamento delle pluriclassi, “a dieci anni dal duemila, è una dimostrazione di civiltà e di progresso” e non intende tornare sui propri passi. Dall´altro il Tar che, con la sua prima sentenza, ha già sposato le tesi dei cittadini, disponendo che il comune non ha competenze in materia scolastica, perché spetta alla regione decidere il ridimensionamento scolastico. In mezzo i bambini, che nel frattempo sono rientrati “provvisoriamente” in aula. I genitori hanno deciso di mandare i figli negli istituti previsti dalla riorganizzazione attuata dal Comune, specificando che non si tratta di “acquiescenza” dei provvedimenti impugnati, ma semplicemente di evitare ai bambini altri disagi oltre quelli già causati dalla mancata esecuzione della sentenza del Tar. Finanche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato raggiunto da una lettera del comitato “Insieme per la scuola”. L’altro ieri è sopraggiunta una nuova sentenza del Tar che annulla, previa sospensione dell'efficacia, la nota sindacale n. 24505 del 4.09.2009 di piano dimensionamento scolastico territoriale. In quell’occasione il Sindaco spiegò ai dirigenti che dovevano predisporre tutti gli atti necessari perché le scuole iniziassero così come previsto dal piano di riorganizzazione previsto dal Comune. I Giudici amministrativi hanno al contrario “ritenuto – si legge nel dispositivo - che il ricorso presenta consistenti profili di fondatezza, tali da indurre all’accoglimento dell’istanza cautelare, specie con riguardo al fatto che l’atto impugnato dispone che siano resi operativi gli interventi di trasferimento-accorpamento dei plessi scolastici adottati da provvedimenti che, al momento dell’emissione dell’impugnata determinazione sindacale, risultavano annullati mediante la sentenza n. 4844\2009 di questo TAR; il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione quarta, accoglie l’istanza cautelare in epigrafe, e, per l’effetto, sospende il provvedimento impugnato. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.” Cosa succederà adesso?

venerdì 2 ottobre 2009

Scuola, seconda bocciatura del Tar

Vico Equense – Il filone giurisdizionale, relativo al taglio degli istituti di collina, assegna anche il secondo round al comitato dei genitori. Infatti, il Tribunale amministrativo della Campania ha accolto un nuovo ricorso delle mamme. Malgrado il Tar, il 28 agosto, avesse stabilito che l’amministrazione comunale non è competente in materia di accorpamento scolastico, il Sindaco, ad inizio settembre, fece recapitare una disposizione scritta ai dirigenti scolastici, da cui si deduceva chiaramente che non cambiava nulla. L’amministrazione, disponeva che fossero resi operativi gli interventi di trasferimento/accorpamento dei plessi scolastici così come adottati e deliberati dal consiglio comunale, e di tutti quegli atti correlati. In sintesi, meno edifici scolastici ma dotati di nuove e maggiori attrezzature così come programmato dall'amministrazione. E proprio questa comunicazione è stata impugnata dinanzi ai Giudici amministrativi. Il legale dei genitori ha chiesto di annullare tutti gli atti conseguenti alla delibera già bocciata, a fine agosto, dal Tar.

domenica 27 settembre 2009

Scuola, la Senatrice del PD Teresa Armato incontra i genitori di Ticciano

Vico Equense – Il cancello della scuola elementare di Ticciano è stato chiuso, d’intesa con le autorità di polizia, dopo la tensione di mercoledì pomeriggio. I genitori dei bambini presidiavano, come fanno da settimane, l' ingresso della loro scuola, per evitare che venissero portate via sedie e banchetti. «Dalla nostra parte c' è una sentenza del Tar, che il sindaco non tiene in alcun conto» spiegano le famiglie dei bambini trasferiti. «E dato che quella sentenza va eseguita entro la fine del mese, fino a quel giorno impediremo che le aule vengano smantellate». Ma pochi giorni fa il sindaco aveva dato indicazioni perché il materiale scolastico venisse portato via e si è presentato di persona, da qui l’alterco con i genitori presenti. Ieri mattina, la senatrice Teresa Armato, membro della commissione antimafia, e il consigliere regionale Tonino Amato sono venuti a portare la loro solidarietà ai genitori e ai cittadini di Ticciano. Amato ha ribadito l’assurdità che un primo cittadino arrivi allo scontro fisico con dei genitori che stanno protestando civilmente per veder garantito il diritto allo studio dei propri figli, chiedendo, semplicemente che venga eseguita la sentenza del TAR Campania. L’avvocato Angela Aiello ha fatto il punto della situazione sottolineando che ormai siamo arrivati a uno scontro istituzionale tra la Regione Campania e il comune di Vico Equense: nonostante il TAR ha disposto che il comune non ha competenze in materia scolastica, perché spetta alla regione decidere il ridimensionamento scolastico, l’amministrazione del comune di Vico Equense non intende tornare sui propri passi. L’ass. Gabriele aveva, tra l’altro, già ribadito la disponibilità di fondi regionali eventualmente destinabili allo scopo di favorire la conservazione dei plessi scolastici di Ticciano e Montechiaro per la penisola sorrentina. La senatrice Armato ha espresso sconcerto rispetto alla situazione: il sindaco ha disposto la chiusura di due plessi ma gli edifici che devono ricevere gli alunni provenienti da questi risultano inadeguati in termini di spazi, igiene e sicurezza dei luoghi; siamo inoltre in presenza di un vero e proprio circolo vizioso in quanto si è verificato un esodo degli alunni verso istituti viciniori, proprio a seguito della non esecuzione della sentenza da parte del primo cittadino (molti “nulla osta” sono stati richiesti e concessi addirittura ad anno scolastico già iniziato) con ulteriore depauperamento della popolazione scolastica dei plessi suddetti. La senatrice si occuperà, perciò, di interpellare, con urgenza, il ministro dell’Istruzione Gelmini e il ministro della Giustizia Alfano, nonché il Prefetto di Napoli, affinché realizzi al più presto un incontro con i rappresentanti dei genitori dei due plessi scolastici interessati. «Invito tutti ad abbassare i toni, – replica il sindaco Gennaro Cinque - abbattere gli steccati ed eliminare le contrapposizioni pregiudiziali che non servono a nulla. Mettiamo al centro del confronto l’interesse più importante che è quello dei bambini, la loro crescita umana e culturale. Siamo andati avanti nell’attuazione del piano di razionalizzazione predisposto per le scuole solo perché, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, restava l’unica soluzione logica perseguibile per assicurare il diritto allo studio ai nostri bambini».

venerdì 25 settembre 2009

“La scuola tiene uniti i nostri figli e la comunità”

Vico Equense – “I giorni del presidio – scrive una mamma sul sito Ticciano in Rete - mi hanno dato le chiavi per far luce definitivamente sulla questione scuola... non c'è logica politica che tiene insieme persone così diverse tra loro, non c'è nessuna maestra in grado di poter sobillare una ventina di genitori che prima di questa vicenda non avevano nessun tessuto comune oltre la scuola. Oltre all'ingiustizia che sentiamo in modo forte e chiaro di fronte ad una sentenza del Tar che ci dà ragione, oltre all'ingiustizia di essere spostati in un plesso che migliore del nostro non ha niente, c'è tanto altro. Ho letto negli occhi, nelle voci, nella rabbia, nelle emozioni di tutti uno scopo comune un sentimento comune: la vita dei nostri bambini per fortuna non muore a Ticciano, chi vuole può offrire infinite possibilità ai propri figli- teatro, palestra, piscina, cinema e altro - ma la vita del nostro paese "muore" perde la sua anima e la sua identità senza la scuola. La scuola tiene uniti i nostri figli e la comunità, io personalmente tante persone le ho conosciute quando mio figlio è andato a scuola; la scuola è un punto di aggregazione sociale e culturale per un paese che non ha molto altro... molti bambini non si conosceranno quasi più. Ho vissuto un'esperienza intensa conoscendo la forza, la caparbietà, l'allegria di tutti quelli che hanno condiviso questa esperienza. Potremo perdere la nostra scuola, - conclude il genitore - ma non avremo rimpianti perchè ci siamo quasi aggrappati fisicamente e romanticamente alle sue mura giorno e notte per non farcela strappare e mi dispiace per chi non capisce”.

Scuola. Il Sindaco: nessuna violenza a Ticciano

Abbassiamo i toni e lavoriamo insieme nell’interesse dei bambini

Vico Equense - “Sulla situazione delle scuole in città continua la costante strumentalizzazione politica contro la verità dei fatti e l’interesse generale – ha detto il Sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque -. Anzitutto, nella giornata di martedì non c’è stato alcun atto di violenza nei confronti di chicchessia nei presi della scuola di Ticciano, dove alcune persone, da settimane, impedivano ai dipendenti comunali l’accesso all’edificio scolastico. Quando sono intervenuto per consentire l’ingresso ai locali erano presenti alcuni uomini della polizia di stato e del corpo dei vigili urbani. Invito tutti ad abbassare i toni, abbattere gli steccati ed eliminare le contrapposizioni pregiudiziali che non servono a nulla. Mettiamo al centro l’interesse più importante che è quello dei bambini, della loro crescita umana e culturale. Siamo andati avanti nell’attuazione del piano predisposto dal Comune per le scuole solo perché a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico restava l’unica soluzione logica perseguibile al fine di assicurare il diritto allo studio ai nostri alunni. Tengo a precisare che alla base delle scelte fatte c’è una programmazione che punta ad offrire una formazione adeguata in ambienti idonei. E’ importante non guardare alle singole variazioni, ma al progetto in cui sono inserite. Un progetto che ha come obiettivo il rilancio della condizione generale delle scuole a Vico Equense. E questo sia in termini di strutture, sia per quanto riguarda l’offerta formativa. Il resto è il solito stantio chiacchiericcio, alimentato ad arte e strumentalizzato da chi vive nella logica del tanto peggio, tanto meglio” (Francesco Di Maio Portavoce del Sindaco)

giovedì 24 settembre 2009

Scuola, scontro tra il sindaco e i genitori

Vico Equense - Violento alterco, ieri pomeriggio, nella frazione di Ticciano, tra il sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, e il gruppo di genitori che presidia da settimane le scuole dei borghi collinari, al fine di scongiurare la «soppresione» dei plessi stabilita dall'amministrazione comunale. Nel parapiglia, un genitore ha lamentato un colpo alla testa ed è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del 118. È stato quindi trasportato in ospedale per accertamenti. Una donna, invece, ha chiesto di essere visitata dai sanitari in servizio sull'autoambulanza. Sull'episodio indagano gli agenti del commissariato di Sorrento, presenti sul posto insieme agli agenti della polizia municipale. (il Mattino)

Scala scrive al Prefetto: Sulla Scuola di Vico Equense nessun passo indietro

Regione Campania - "Non si facciano passi indietro – afferma in una nota Tonino Scala consigliere regionale - in merito all'accorpamento degli istituti scolastici a Vico Equense. Da centro benessere a palestra di pugilato? Quelle strutture non possono essere un ring dove a pagarne le conseguenze negative sono soltanto gli studenti. Nelle prossime ore scriverò al Prefetto. Le scuole del territorio non possono essere abbattute. L’accorpamento va scongiurato perchè porterebbe disagi e creerebbe a una formazione monca. La formazione non fa parte di una categoria di serie B. La scuola è il biglietto da visita di una società civile, per questo deve essere una priorità nell’agenda politica e programmatica di ogni amministrazione pubblica…incluso il Comune di Vico Equense".

martedì 22 settembre 2009

Scuola, si torna in classe

Vico Equense - I bimbi di Ticciano e Montechiaro, rientrano “provvisoriamente” in aula. I genitori hanno deciso di mandare i figli negli istituti previsti dalla riorganizzazione attuata dal Comune. Non si tratta di “acquiescenza” dei provvedimenti impugnati – si legge nella diffida inviata all’amministrazione, ma semplicemente di evitare ai bambini ulteriori “disagi oltre quelli già causati dalla mancata esecuzione della sentenza del Tar”. “La nostra battaglia continua nelle aule della giustizia e, quando sarà il momento, chiederemo il risarcimento dei danni subiti dall’illegittimo comportamento assunto dall’amministrazione comunale”.

lunedì 21 settembre 2009

Riorganizzazione degli edifici scolastici, parlano i numeri

I plessi chiusi erano frequentati da pochissimi alunni. La scuola di Montechiaro registrava un numero di iscritti pari a 34, Fornacelle 38, Ticciano 35, Sant’Andrea 49

Vico Equense - “E’ una vergogna che le passate Amministrazioni non si siano mai preoccupate di migliorare concretamente le condizioni delle strutture scolastiche dove ogni giorno si recano i nostri ragazzi”. Parole dure ed esplicite quelle utilizzate dal sindaco Gennaro Cinque durante il consiglio comunale, svoltosi in mattinata, nel corso del quale si è parlato della riorganizzazione degli edifici scolastici: meno plessi ma dotati di nuove e maggiori attrezzature. “A parlare sono i numeri – continua il sindaco – e ve ne darò dimostrazione. Il provvedimento da noi adottato ha la finalità di migliorare le condizioni generali delle strutture per offrire ai nostri ragazzi ambienti conformi, igienicamente sani, in edifici sicuri. Durante i mesi estivi abbiamo realizzato lavori di adeguamento e potenziamento dei plessi. I ragazzi avranno la possibilità di andare presso vere scuole lasciando definitivamente strutture che possono essere definite “container”. I vantaggi supereranno di gran lunga i piccoli disagi o cambi di abitudine di un ristretto numero di persone. I plessi chiusi erano frequentati da pochissimi alunni. La scuola di Montechiaro, infatti, registrava un numero di iscritti pari a 34 (scuola primaria), Fornacelle 38, Ticciano 35, Sant’Andrea 49. Per non parlare della didattica. A Montechiaro c’erano le pluriclassi ma per sviluppare percorsi didattici idonei è necessario dividere classi per fasce d’età e questo non lo dico io ma esperti del settore”. Del resto, all’accorpamento degli edifici aveva già pensato nel ’98 quella classe politica che oggi è all’opposizione e grida contro la chiusura dei plessi scolastici. A metterlo in evidenza è stato il consigliere Antonio Di Martino che ha letto la delibera numero 80 del 13/08/’98 nella quale l’allora assessore alla pubblica istruzione Marianna De Martino proponeva di “mantenere quattro dirigenze scolastiche dell’obbligo con i due circoli didattici e le due scuole medie con la graduale soppressione dei plessi molto piccoli che non possono offrire opportunità formative adeguate e nel contempo realizzare poli scolastici con servizi ed attrezzature ottimali secondo le leggi vigenti”. “Del futuro utilizzo degli edifici che si libereranno – aggiunge il sindaco Gennaro Cinque – se ne potrà parlare tutti insieme. Abbiamo dato delle indicazioni ma nulla è definitivo. Siamo aperti al dialogo con genitori e amministratori”. Dell’ intervento di adeguamento funzionale e normativo sugli edifici ha parlato l’assessore all’edilizia scolastica Francesco Coppola. “I plessi interessati sono stati quelli di Sconduci, S. Andrea, Massaquano centro, Massaquano materna, Moiano Caulino, scuole elementari di Arola – spiega l’assessore Coppola – oltre alla messa in sicurezza del tratto di via Raffaele Bosco interessato allo spostamento degli alunni. I lavori eseguiti, con turni di straordinario anche nei giorni festivi e prefestivi hanno consentito la realizzazione di opere che in condizioni normali avrebbero richiesto tempi di circa un anno. E' stato finalmente posto rimedio a una situazione di inerzia, inefficienza e abbandono che ha caratterizzato gli ultimi 15 anni. Risalgono, infatti, agli anni 1991-95 gli ultimi interventi, degni di tale nome”. (Ufficio stampa Città di Vico Equense)

domenica 20 settembre 2009

Scuole vediamo di fare ancora più chiarezza!

Vico Equense - “Il PD locale – affermano i consiglieri di maggioranza con un nuovo manifesto sulla scuola - dopo aver fomentato la protesta continua a cavalcarla senza alcun ritegno né onesta intellettuale, strumentalizzando pesantemente, con fini partitici, parecchi genitori inconsapevoli. Il PD opera una campagna di profonda retroguardia culturale e becera conservazione che, fomentata da alcuni insegnanti militanti e dalla solita stampa, ha carpito la buona fede di onesti genitori al punto da convincerli che sarebbe meglio che i loro figli fossero parte di classi in cui si dimezza o si divide per tre il tempo di insegnamento invece di frequentare una scuola normale. Cittadini, chi conosce bene la realtà scolastica è dalla parte dell’amministrazione comunale. Il superamento delle pluriclassi, a dieci anni dal duemila, è una dimostrazione di civiltà e di progresso. Fomentare una falsa battaglia per la conservazione di realtà scolastiche di poche decine di alunni, dalla prima materna alla quinta elementare, è un’azione tesa solo a conservare privilegi di pochi a discapito dei figli dei semplici cittadini, che comporta anche un insensato spreco delle preziose risorse pubbliche utili al miglioramento dell’offerta formativa. Cittadini, - continua la maggioranza - la scelta di razionalizzare la rete scolastica comunale e di superare una didattica obsoleta e dannosa è una scelta che rivendichiamo, è una scelta coraggiosa di progresso, di civiltà e di vera emancipazione sodale e formativa.”

Scuola, i genitori scrivono al Presidente della Repubblica

Vico Equense - I genitori del Comitato "Insieme per la scuola", scrivono al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Con la presente, siamo costretti, attestiamo il mancato intervento delle autorità competenti verso il sindaco della nostra città, che, pervicacemente, disattende l’ordine giudiziario reso dal T.A.R Campania, come dalla sentenza che alleghiamo. Il plesso di Ticciano, presso il quale abbiamo iscritto i nostri figli alla Scuola dell’Infanzia e Scuola primaria, risulta tutt’oggi chiuso perché destinato alla realizzazione di una pista BMX. Pertanto i bambini non stanno usufruendo del servizio pubblico, nonostante la sentenza si esprima, in modo chiaro ed inequivocabile, a favore dell’apertura della scuola, che costituisce l’unico punto di riferimento socio-culturale per tutti i cittadini. Chiediamo, per questo, alla S.V., di inoltrare il presente comunicato alle istituzioni preposte e di intervenire al fine di consentire la riapertura del nostro plesso scolastico, così come disposto dal T.A.R., per garantire ai nostri figli un sereno e giusto inizio delle attività scolastiche. Confidiamo in un Vostro celere intervento, Vi ringraziamo anticipatamente.”

Vico Equense - Scuola, lettera di una mamma di Montechiaro: ghettizzati i nostri figli

venerdì 18 settembre 2009

Scuola, il Sindaco incontra l’opposizione

Vico Equense – I genitori degli alunni rimangono sempre barricati sotto le scuole anche di notte proteggendosi con sacchi a pelo, mentre si è formata una catena d’aiuto per cibo e vettovaglie. Ieri pomeriggio, riunione tra il Primo Cittadino e i consiglieri d’opposizione. “Il Sindaco si è detto pronto a fare un passo indietro e riaprire almeno le materne di Ticciano e Montechiaro – spiega il consigliere comunale Marianna De Martino al quotidiano Metropolis – nei prossimi giorni si dovrebbe sapere qualcosa in più. Lunedì invece – continua – Cinque ha annunciato che presenterà il ricorso al Consiglio di Stato”. In questi giorni è emersa un’altra importante novità con la formazione di un comitato di genitori nella borgata di Arola a sostegno del piano di riorganizzazione proposto dal Comune. “Crediamo nell’operato dell’amministrazione comunale e nell’articolazione del suo progetto scolastico, compresa la previsione dell’imminente avvio dei lavori per realizzare la nuova scuola media nella borgata di Arola” hanno scritto in un documento sessanta genitori. Tutto ciò con l’obiettivo di dar voce “a quanti non accettano l’opera di strumentalizzazione politica in corso, alla luce dei recenti avvenimenti sul trasferimento del plesso scolastico della scuola media di Arola dai locali di proprietà della parrocchia a quelli di Fornacelle di proprietà del Comune”. “Vorrei sapere se sono di Arola queste mamme - ribatte Marianna De Martino - intanto sono una minoranza, visto che già a gennaio avevamo raccolto 800 firme contrarie. In ogni caso noi siamo fermi ad Arola nella protesta e nella condivisione della stessa con Ticciano e Montechiaro.”

giovedì 17 settembre 2009

Scuola. La posizione del Sindaco

Le lezioni riprendono in modo regolare, si forma un comitato di genitori ad Arola a sostegno del piano proposto dal Comune

Vico Equense - “Le lezioni sono riprese in modo sostanzialmente regolare su tutto il territorio cittadino – ha detto il sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque - gli alunni delle scuole materne di Arola sono entrati nei locali dell’edificio parrocchiale, mentre quelli delle medie hanno seguito le lezioni nel plesso di Fornacelle, anche gli alunni della scuola primaria di Montechiaro sono entrati nel plesso capoluogo, così alla fine la stragrande maggioranza dei genitori ha accettato quanto stabilito nell’accordo siglato in Prefettura lo scorso 15 settembre con il dirigente scolastico regionale, il parroco Don Mimmo Leonetti e l’amministrazione comunale. Questo anche per fare giustizia dell’opera di disinformazione scellerata fatta negli ultimi giorni”. “ Per quanto riguarda, poi, il piano di razionalizzazione predisposto dal Comune chiariamo che non c’è nessuna speculazione affaristica in corso che punta a chiudere le scuole per realizzare centri benessere o altro – ha continuato il primo cittadino – questa è disinformazione scellerata e strumentale. Si tratta di vicende distinte e separate. Le scuole che sono state chiuse non avevano il numero di alunni richiesti da una legge che è del ’98. Nella scuola elementare di Montechiaro erano iscritti per l’anno in corso 36 bambini, in quella di Fornacelle 39, 34 alunni, invece, a Ticciano. Il numero ridotto ha determinato la necessità di organizzare la didattica in pluriclassi, quindi mettendo insieme alunni di età diverse e cumulando tra loro vari percorsi educativi con un’offerta formativa considerata da tutti gli esperti del settore a dir poco superata. Gli alunni dei plessi chiusi- quindi quelli di Ticciano e Montechiaro - potranno utilizzare il servizio di trasporto messo a disposizione dal Comune al costo di 5 euro mensili e così percorrendo solo pochi chilometri avranno modo di frequentare scuole dotate di strutture adeguate e con programmi adatti a ciascuna fascia di età. Per quanto riguarda i progetti di finanza, invece, si tratta di alcune ipotesi presenti nel piano triennale delle opere pubbliche, nel quale sono state operate scelte solo indicative, ed il cui obiettivo è quello di realizzare momenti di sviluppo economico per le borgate in strutture di proprietà comunali. Come amministrazione siamo aperti anche ad altri suggerimenti. Da ultimo mi preme far presente che il trasferimento delle scuola media di Arola nel plesso di Fornacelle è finalizzato a realizzare un polo scolastico nella stessa borgata. Ciò al fine di consentire la costruzione di una nuova scuola ad Arola in grado di ospitare gli alunni delle materne, medie ed elementari nel giro di due anni. Non si tratta di chiacchiere, come dice qualche seminatore di zizzania, visto che il progetto preliminare per dieci nuove aule è stato approvato. A questo punto attendiamo il passaggio in commissione edilizia il prossimo cinque ottobre e siamo fiduciosi di assegnare i lavori entro gennaio del prossimo anno. Il tutto avendo già reperito i fondi necessari. In questi giorni è emersa un’altra importante novità con la formazione di un comitato di genitori nella borgata di Arola a sostegno del piano di riorganizzazione proposto dal Comune. “Crediamo nell’operato dell’amministrazione comunale e nell’articolazione del suo progetto scolastico, compresa la previsione dell’imminente avvio dei lavori per realizzare la nuova scuola media nella borgata di Arola” hanno scritto in un documento sessanta genitori. Tutto ciò con l’obiettivo di dar voce “ a quanti non accettano l’opera di strumentalizzazione politica in corso, alla luce dei recenti avvenimenti sul trasferimento del plesso scolastico della scuola media di Arola dai locali di proprietà della parrocchia a quelli di Fornacelle di proprietà del Comune”. (Francesco Di Maio – Portavoce del Sindaco)

Classi da trasferire a Vico c’è l’accordo

Sulle aule resta l’ombra della speculazione

Vico Equense - Lo spiraglio di un accordo, formalizzato in prefettura per la riapertura della scuola media ad Arola, non smorza la protesta dei genitori che rivendicano, invece, il rispetto della sentenza del Tar della Campania che ha accolto il ricorso presentato nella scorsa primavera per scongiurare la chiusura dei plessi delle frazioni collinari di Montechiaro e Ticciano, con il trasferimento degli alunni in scuolabus, rispettivamente, al centro di Vico Equense e a Moiano. Sullo sfondo una accusa di speculazione lanciata dal consigliere regionale Tonino Scala: «Nei plessi lasciati liberi a Montechiaro vogliono realizzare anche una beauty farm». La «fiera dei sogni», prevista dal piano triennale delle opere pubbliche attraverso i project financing per realizzare il centro estetico, un parcheggio ed una pista di pattinaggio nelle aree attualmente occupate dalle scuole di Montechiaro e Ticciano, alimenta il fronte del no alla razionalizzazione dell’assetto scolastico sul territorio, elaborato dall’amministrazione comunale. «Anzitutto chiariamo che non c’è alcuna speculazione affaristica in corso che punta a chiudere le scuole per realizzare centri benessere o altro – spiega il sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque – Si tratta di vicende distinte e separate. Le scuole sono state chiuse perché non hanno il numero di alunni richiesti da una legge che è del 1998». Per quest’anno, nelle scuole elementari di Montechiaro risultavano iscritti 36 alunni e 34 a Ticciano. «Negli ultimi anni – aggiunge il sindaco di Vico Equense – il numero ridotto di alunni ha determinato la necessità di organizzare la didattica in pluriclassi, mettendo insieme alunni di diverse età, con un’offerta formativa considerata dagli esperti del settore a dir poco superata. Gli alunni dei plessi chiusi potranno utilizzare il servizio di trasporto comunale al costo di 5 euro mensili e percorrendo pochi chilometri avranno modo di frequentare scuole dotate di strutture adeguate e con programmi adatti a ciascuna fascia di età». Il sindaco di Vico Equense allarga, quindi, il discorso sulle ipotesi dei project financing: «Si tratta di ipotesi – sottolinea Gennaro Cinque - presenti nel piano triennale delle opere pubbliche, che ha operato scelte solo indicative ed il cui obiettivo è quello di realizzare momenti di sviluppo economico per le borgate in strutture di proprietà comunali. Come amministrazione comunale siamo aperti anche ad altri suggerimenti. Da ultimo mi preme far presente che il trasferimento della scuola media di Arola nel plesso di Fornacelle è finalizzato a realizzare un polo scolastico nella borgata di Arola con la costruzione di una nuova scuola in grado di ospitare gli alunni delle materne, medie ed elementari nel giro di due anni». (Umberto Celentano il Mattino)

Scuola, i genitori diffidano il Sindaco

Vico Equense - I violenti acquazzoni, dei giorni scorsi, hanno messo a dura prova la resistenza fisica dei manifestanti. Ieri, i genitori, hanno inviato una diffida indirizzata al Sindaco, al Prefetto, al Ministero dell’Interno, ai dirigenti scolastici del primo e del secondo circolo didattico, chiedendo di “dare immediata esecuzione alla sentenza del Tar”. Nel contempo portano avanti i presidi, anche se ad Arola sembra non esserci più traccia dei manifestanti. Questa mattina l'autobus che doveva portare i ragazzi da Montechiaro a Vico centro non era sufficiente per tutti e vi era solo un accompagnatore, nonostante la presenza di un disabile. "Questo dimostra che il Comune non è neanche preparato ad attuare il suo piano - spiega una mamma -, siamo sconcertate. La soppressione della scuola creerebbe un disagio enorme per tutti e i nostri figli ancora non sanno dove andare a scuola." "Stiamo aspettando al più presto che vi sia un provvedimento definitivo dopo la vittoria del Tar - spiega l'avvocato Aiello -, ci sono dei tempi tecnici, trenta giorni dalla notifica, ma è evidente che la volontà dell'amministrazione è quella di non ottemperare, quindi spero venga attuato al più presto il provvedimento e si risolva questa impasse assurda." I genitori, su espressa richiesta dei dirigenti scolastici, hanno provvisoriamente iscritto i figli presso altri plessi scolastici, al solo scopo di evitare, nelle more dell’esecuzione della sentenza, ai propri congiunti di rimanere privi dell’istruzione obbligatoria. Lunedì 21 settembre alle ore 9, è stato convocato il Consiglio comunale, tra i punti all’ordine del giorno la richiesta di quattro consiglieri di minoranza di esaminare la vicenda dei tagli scolastici.

mercoledì 16 settembre 2009

Cesaro sconfessa il sindaco Gennaro Cinque

"Ascolti i cittadini". E smentisce interessi imprenditoriali del fratello

Presidente Luigi Cesaro, a Vico Equense i genitori protestano per la chiusura di tre scuole. Ma la sorpresa è scoprire che gli edifici saranno destinati a centri di benessere e palestre, un affare aperto ai privati in project financing. Ne sa qualcosa? «No, mi scuserà, ma di questa storia non so nulla. Davvero ci sono disagi per le famiglie di Vico Equense? Io sono il presidente della Provincia, li rappresento tutti, mi impegnerò». Scusi se insistiamo. Non solo il sindaco di Vico è del Pdl, Gennaro Cinque, ed ha avuto percentuali di consenso elevate. Ma voci malevole dicono che a quel business siano interessati proprio i suoi fratelli imprenditori. «Con ordine. Innanzitutto, mi chiamerò il sindaco Cinque: il primo cittadino deve sempre andare incontro ai propri concittadini. Oddio, non è che siamo proprio intimi, Cinque è più amico dei Martusciello, ma sempre lo stesso partito è». Le imprese dei suoi fratelli che costruiscono piscine e centri sportivi per molti enti locali sono interessate o no a Vico? «No. Lo escludo. Mi sembra assurdo. Anzi…. Guardi, io sono un politico trasparente, non ho segreti. Ora lo chiamo e glielo faccio sentire in diretta». Chiamare chi? «Sto chiamando mio fratello Aniello, eh, attenda, stia lì». Il presidente compone il numero, poi gli parla in presenza di altri testimoni. «Anie´, scusami. Ma tu per caso hai cose o progetti in vista a Vico Equense?», chiede il vertice della giunta provinciale al suo germano. Il sonoro non è in “viva voce”. Luigi Cesaro ascolta ciò che dice Aniello Cesaro per pochi minuti, senza replica. «Ah. Come immaginavo. No, niente a Roma non sono ancora andato». Poi torna ad offrirsi alle domande. Suo fratello non ha affari in corso a Vico. «Che vi dicevo? Non abbiamo segreti». Veramente, presidente, gira voce nel Pdl che ci sia un altro suo fratello, Antimo, ad occuparsi della polizia provinciale, il voluminoso corpo di sicurezza dell´ente da lei guidato. «No, quando mai. La sicurezza è in mano all´assessore Malvano». Sì, ma la delega alla polizia provinciale l´ha trattenuta lei, come mai? «Ah sì, ma perché vorrei fare una riforma che mi consentisse di distribuire qualche delega anche ai consiglieri». Magari per placare chi è scontento. «Anche. Certamente deve essere d´accordo il consiglio. Ci sono altre deleghe che si potrebbero dare». Per esempio, quella ai Grandi eventi che viene rivendicata con forza dal consigliere, nonché pupilla di Berlusconi, Francesca Pascale? «Esatto, anche quella delega lì. Ma sempre per merito, la Pascale è un consigliere che si impegna, ha il suo corso politico». Su Vico, per stringere: convocherà il sindaco? «Certo, lo scriva». Anche perché non si dica che nell´Italia di papi e veline serva più una beauty-farm che una scuola. «No, niente veline. Sono per la politica del fare. Come il nostro Presidente». (di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli)

Vico Equense, niente classi è meglio una beauty-farm

Il primo cittadino: "Rivendico la mia scelta"

I bambini sollevano i cartelli e stropicciano gli occhi sotto il sole di fine estate. «La scuola sta morendo e il nostro sindaco è uno degli assassini», dicono i loro slogan. Genitori e anche nonni si danno il cambio con loro per difendere le scuole che il Comune ha ormai chiuso, e si mobilitano tra le viuzze di Montechiaro e di Ticciano, che sono solo due delle tredici frazioni che formano il celebre paesaggio di Vico Equense. Il piccolo paradiso da una settimana è diventato insolito ring tra istituzioni. Da un lato il primo cittadino del Pdl, Gennaro Cinque, con la sua giunta e una rete di imprese private che plaudono al progetto di chiudere quei plessi fatiscenti per farne centri di benessere, parcheggio e piste sportive. Dall´altro il Tar che con la sua sentenza ha già sposato le tesi dei cittadini che protestano, e ancora i consiglieri dell´opposizione, e l´assessorato regionale di Corrado Gabriele. In mezzo, la prefettura di Napoli che ieri ha aperto un tavolo ma non ha ancora trovato un´intesa. Centinaia di cittadini, piccoli e grandi, impegnati in una partita più grande di loro: chiedono di conservare le loro aule sulla luce della collina, come sempre era stato per decenni, a pochi metri da casa, anziché sostenere il viaggio di cinque, sette o nove chilometri per essere «accorpati» ad altri istituti. A Vico si combatte infatti per le scuole elementari e materne di Ticciano e Montechiaro, e per la succursale di una media. In totale, 250 alunni costretti ad allungare i loro percorsi, con disagio per le famiglie. «La scuola a Vico è già morta», gridano le mamme, e alcuni nonni con la faccia rugosa da contadini. L´iperbole rende la rabbia, ma non la concretezza degli affari in corso, confermati dal sindaco. Le delibere già approvate scoprono idee precise: una beauty-farm, un ampio parcheggio, una pista per bici e motori. Girano anche i nomi di imprese interessate, anche della cosmesi. L´ipotesi è di affidare ai privati la gestione dei nuovi "gioielli" in project financing. I cittadini quasi costretti a dividersi sui servizi: scuola contro parcheggio, tempo libero contro istruzione? Ma si ribella al «can can strumentale montato dalla sinistra» il sindaco Gennaro Cinque, che risponde a Repubblica. «Magari trovassimo i privati interessati a investire, magari. Perché no? Perché devo subire la Santa Inquisizione per una scelta legittima e motivata da tutto quello che il ministro prescrive per la scuola e dal graduale abbassamento della natalità?». Veramente sindaco, è il Tar a ordinarvi di tornare indietro, per i giudici amministrativi avete fatto un errore, non potevate smembrare l´impianto scolastico sul territorio. «Intanto, se quella sentenza fosse arrivata prima sarebbe stato diverso... E comunque noi facciamo ricorso». Inoltre, sottolinea il sindaco, i bambini «sono pochi. Erano sessanta, siamo scesi a trenta. Ma perché dobbiamo vergognarci a immaginare un parcheggio o un centro benessere? Ai bambini è assicurato lo scuolabus, con pochi euro. Lo sa che l´80 per cento della popolazione di Vico si sposta a Sorrento per curare la forma?». La partita è ancora tutta da giocare. «Ma la scuola non può chiudere per fare posto alle beauty-farm e alle piste di bici, e ai parcheggi», denunciano i genitori, con l´avvocato Angela Aiello, che ha vinto la sua causa al Tar. Ieri, la riunione in prefettura - a cui ha partecipato la stessa Aiello, con il sindaco, il direttore scolastico regionale Alberto Bottino e perfino un sacerdote, non è servita a fare chiarezza. Lapidario il giudizio dell´assessore Gabriele: «I cittadini pagano il prezzo di affari decisi altrove. Bambini costretti a fare chilometri su strade non agevoli per favorire iniziative imprenditoriali e spartizioni». (Conchita Sannino, Repubblica Napoli)

martedì 15 settembre 2009

Scuola, accordo raggiunto in Prefettura tra Sindaco, dirigenti scolastici e genitori

Vico Equense - Questo pomeriggio si è tenuto un incontro presso la sede della prefettura in Napoli tra il capo gabinetto della Prefettura Dottoressa Basilicata, il sindaco di Vico Equense Gennaro Cinque, il dirigente scolastico regionale Alberto Bottino, il dirigente scolastico del II circolo di Vico Equense Benito Capossela, il parroco della borgata di Arola Don Mimmo Leonetti e l’avvocato Angela Aiello in rappresentanza del comitato dei genitori e un dirigente dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione. Al centro dell’incontro la difficile situazione che vive il mondo della scuola nella città di Vico Equense per la divergenza di posizioni che si è registrata sul piano di accorpamento scolastico posto in essere dall’amministrazione comunale al fine di assicurare una migliore offerta formativa in strutture ottimali agli alunni di alcune scuole cittadine. Tale piano è contestato da una parte dei genitori che non hanno fatto entrare i propri figli negli edifici scolastici. Dopo una lunga discussione è stato raggiunto tra le parti un accordo sottoscritto da tutti i presenti. L’intesa prevede l’impegno da parte dei genitori a consentire l’ingresso degli alunni negli edifici scolastici indicati nel piano del Comune. Dal canto suo, l’amministrazione comunale si impegna a realizzare – nell’arco di un mese – i lavori necessari per l’adeguamento dei locali posti al primo piano dell’edificio parrocchiale presente nella borgata in modo tale da consentire agli alunni della scuola materna, media ed elementare di rimanere nel plesso di Arola. Inoltre, l’accordo prevede l’autorizzazione per i dipendenti comunali ad entrare negli edifici scolastici di Ticciano e Montechiaro – ad oggi bloccati da alcuni genitori – per ritirare banchi e suppellettili. “ E’ un gesto di buona volontà e di pacificazione – ha detto il sindaco Gennaro Cinque – che intendiamo portare avanti con il pieno coinvolgimento dei genitori, che incontrerò nella giornata di sabato presso la scuola di Fornacelle per illustrare loro, fuori da ogni strumentalizzazione politica, i vantaggi ed i termini del programma predisposto dall’amministrazione comunale. Inoltre, tengo a precisare che il 19 giugno scorso abbiamo approvato il progetto preliminare per realizzare la nuova scuola media di Arola e reperito anche i fondi necessari. Questo per fare giustizia di tante illazioni prive di senso circolate in questi giorni” (Francesco Di Maio - Portavoce del Sindaco)

Scuola, Corrado Gabriele di nuovo a Vico Equense

Vico Equense - Prosegue anche oggi la pacifica protesta dei genitori degli studenti di Arola,Ticciano e Montechiaro in seguito all’ iniziativa del sindaco Gennaro Cinque che ha deciso comunque di rendere operativo il progetto di riorganizzazione della scuola sul territorio. Ieri con l’inizio dell’anno scolastico, nella frazione di Arola, circa un centinaio di cittadini sono scesi in piazza. Hanno improvvisato una lezione in strada, invece, i genitori dei ragazzini delle scuole di Montechiaro e Ticciano, che da giorni sono in presidio permanente innanzi agli istituti dismessi. "Attendiamo che si dia seguito alle decisioni del Tar – che ha dato la sospensiva contro la chiusura degli istituti ed era stato chiamato in causa quest´estate sia dalle famiglie degli scolaretti che dalla Regione – e chiediamo che in proposito si pronunci anche il prefetto", affermano i genitori. Il comitato “Insieme per la scuola” nato proprio per evitare la chiusura di alcuni plessi scolastici collinari non intende smobilitare, in forza del vittorioso ricorso al Tar. L’anno scolastico è invece cominciato in modo tranquillo a Moiano e in altri centri collinari, con gli spostamenti delle medie e delle materne a Massaquano e di tutte le elementari a Sant’Andrea. La protesta va avanti, oramai, da sei giorni. “Ripristinare subito la legalità. Bisogna garantire il diritto allo studio dei bambini e il rispetto della sentenza emessa dal Tar”. Queste le parole di Andrea Di Martino coordinatore provinciale di Sinistra e Libertà presente alla manifestazione di Arola. L’assessore regionale all´Istruzione, Corrado Gabriele, è arrivato da circa un’ora a Vico Equense. Immediatamente si è recato al presidio di Montechiaro con le telecamere al seguito di Rai e Metropolis. Alle 14 ci dovrebbe essere un incontro dei genitori con il Prefetto. "Non capisco come si possa togliere una scuola pubblica per poi andare a prendersi un locale in affitto – dice l’Assessore Gabriele -, ma non capisco neanche che si possa dare strutture ad usi privati, sono cose che verificheremo. Intanto l'avvocatura della Regione Campania ha sollecitato il Tar e la prefettura ad intervenire in qualche modo." Nel frattempo, in un manifesto l’amministrazione che nei giorni scorsi ha sottolineato i numerosi lavori di riqualificazione effettuati in molte scuole, ha illustrato il complesso dispositivo di trasporto con gli scuola bus che prevede abbonamenti mensili al costo di cinque euro per gli studenti provenienti dai plessi soppressi in seguito ai contestati provvedimenti sul riassetto scolastico.

(Foto Positano News)

lunedì 14 settembre 2009

Scuola, non si torna in aula

Vico Equense - Oggi primo giorno di scuola per la stragrande maggioranza degli studenti italiani. Per i bambini di Vico Equense bisognerà attendere ancora. Il Primo cittadino ha emesso un’ordinanza che posticipa di due giorni l’apertura della scuola primaria e dell’infanzia primo circolo, da lunedì 14 a mercoledì 16 settembre 2009. Le aule di Via Sconduci (foto) e della scuola dell’infanzia della SS. Trinità sono state interessate da operazioni di straordinaria manutenzione per migliorarne la funzionalità in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. I lavori sono stati ultimati l’11 settembre, pertanto per rendere tali locali idonei dal punto di vista igienico, prima dell’apertura della scuola, si rende necessario disinfestare e provvedere ad un’accurata pulizia di tutte le sedi del primo circolo didattico e dell’immobile della SS. Trinità e Paradiso. Continua, invece, senza sosta, la protesta dei genitori delle frazioni collinari di Montechiaro, Arola e Ticciano. Mamme e bambini, in modo pacifico, stanno bloccando, giorno e notte, gli ingressi degli edifici scolastici, per evitare che l’Amministrazione Comunale prosegua il proprio piano di sgombero delle scuole dismesse. I rappresentanti dei vari comitati di difesa della scuola hanno già fatto sapere che i presidi “occupati” andranno avanti."Il Tar ci da ragione e l'amministrazione della nostra Città non può fare di testa propria" affermano i genitori.

Scuola Napoli, la Gelmini contestata blocco stradale, il ministro a Nisida via mare