martedì 7 aprile 2026

Caso sanità a Vico, Cannavacciuolo scuote le istituzioni: "Basta risposte nebulose"

Michele Cannavacciuolo
Vico Equense - Oggi il mondo celebra la Giornata Internazionale della Salute. Si parla di prevenzione, di equità, di diritti universali nati nel solco dell’OMS del 1948. Ma mentre i palazzi istituzionali si riempiono di slogan e buoni propositi, a Vico Equense la salute non si festeggia: si aspetta. L’atto d’accusa di Michele Cannavacciuolo, del comitato la Tutela dei diritti dei cittadini, è un proiettile di realtà che squarcia il velo della retorica celebrativa. La domanda che pone è brutale nella sua semplicità: “A che serve un’ambulanza senza medico?”. È il paradosso del simulacro: abbiamo i mezzi, abbiamo le carrozzerie, abbiamo persino la sosta H24 che costa — per citare un “altissimo funzionario” — un “fottio di euro”, ma non abbiamo la sostanza. Abbiamo l’involucro, ma non l’anima. Il diritto alla salute nella Penisola Sorrentina sembra essere scivolato in un limbo burocratico fatto di “nebulose risposte”. Da un lato, il miraggio dell’Ospedale Unico di Sant’Agnello, un progetto che per molti appare come l’“irrealizzabile” utile solo a muovere decine di milioni di euro in commesse; dall’altro, lo smantellamento silenzioso del presidio De Luca e Rossano e la sordità cronica verso le richieste di un punto di primo soccorso a Moiano. C’è un cinismo di fondo che emerge dalle parole di Cannavacciuolo: l’idea che il cittadino, il “popolino”, sia diventato un costo da gestire invece che un diritto da tutelare. La politica locale e regionale sembra più interessata ai flussi di ossigeno finanziario — tra Terna, Tordigliano e il Faito — che al respiro affannato di chi, in emergenza, non sa a quale porta bussare. La diagnosi è infausta: la credibilità delle istituzioni è ai minimi storici, tanto che persino la protesta, il sit-in permanente, è stato abbandonato per sfinimento. Non si smette di lottare perché tutto va bene, ma perché il muro di gomma delle risposte vaghe ha prosciugato la speranza. In questa Giornata della Salute, Vico Equense ci ricorda che la sanità non è fatta di bilanci in pareggio o di grandi opere futuristiche, ma di presidi che funzionano qui e ora. Un’ambulanza vuota è il monumento allo spreco; un ospedale senza pronto soccorso è un tradimento del patto sociale. Se la salute è un diritto, allora non può avere il prezzo di un “fottio di euro” buttati nel vento mentre i cittadini restano a terra.

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