mercoledì 1 aprile 2026

DMO Penisola sorrentina, la sfida della governance turistica: parla il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello "Fare sistema senza perdere identità"

di Antonino Siniscalchi

Vico Equense - Nella costruzione di una strategia turistica moderna, capace di tenere insieme identità e sviluppo, Vico Equense rivendica un ruolo tutt’altro che marginale. Lo fa attraverso la voce del suo primo cittadino, Giuseppe Aiello (foto), oggi anche vicepresidente del distretto DMO della Penisola Sorrentina, impegnato in un percorso che punta a dare una regia condivisa al turismo locale. Sindaco Aiello, si parla sempre più spesso di DMO come strumento di governance turistica. Ma cosa significa, concretamente, per un territorio come Vico Equense? “Significa, innanzitutto, uscire da una logica frammentata. Per anni ogni Comune ha promosso sé stesso, spesso senza coordinamento. La DMO nasce per mettere a sistema le eccellenze, costruire una narrazione comune e, soprattutto, pianificare. Ma attenzione: questo non deve tradursi in una standardizzazione dell’offerta. Vico Equense ha una sua identità precisa, che va preservata e valorizzata”. Un’identità che affonda le radici nella storia e nelle tradizioni. Qual è, oggi, il valore di questo patrimonio? “È il nostro punto di forza più autentico. Qui convivono stratificazioni culturali che raccontano secoli di storia: dalle architetture religiose ai borghi collinari, fino a un patrimonio immateriale fatto di tradizioni popolari, enogastronomia e saperi artigianali. Non è un caso se Vico Equense viene percepita come una destinazione diversa, quasi “altra” rispetto ai circuiti più inflazionati”. Eppure, spesso, il rischio è che queste ricchezze restino sullo sfondo rispetto ai grandi flussi turistici della costiera. “È un rischio reale. Per questo il lavoro che stiamo portando avanti con la DMO deve essere anche critico e selettivo. Non possiamo inseguire modelli che non ci appartengono. Dobbiamo invece costruire un’offerta che metta al centro la qualità dell’esperienza: cultura, arte, paesaggio, ma anche autenticità. Il turista oggi cerca questo, non solo la cartolina”.

 

In questo senso, quale ruolo gioca la cultura? “Un ruolo centrale. La cultura non è un elemento accessorio, ma una leva strategica. Pensiamo agli eventi, ai percorsi storici, alle iniziative legate all’arte contemporanea: tutto questo contribuisce a destagionalizzare e a qualificare l’offerta. Ma serve continuità, serve una visione. E la DMO può aiutarci proprio in questo, mettendo insieme competenze e risorse”. Guardando avanti, quali sono le sfide principali? “La sfida più grande è tenere insieme sviluppo e sostenibilità. Vico Equense ha un bagaglio unico, ma anche fragile. Non possiamo permetterci una crescita disordinata. Dobbiamo governarla, con strumenti adeguati e con una forte collaborazione istituzionale. La DMO è un’opportunità, ma va riempita di contenuti concreti. Altrimenti resta solo un’etichetta”. Un percorso, dunque, ancora in divenire, che chiama il territorio a una responsabilità condivisa. Perché, come sottolinea lo stesso Peppe Aiello, «il turismo non è solo economia: è racconto, identità, visione. E Vico Equense ha tutte le carte in regola per giocare questa partita da protagonista, senza snaturarsi».

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