Respinto il ricorso di 18 imprenditori nautici contro le tariffe per regolamentare le operazioni
di Fabrizio Geremicca - Il Corriere del Mezzogiorno
Bacoli - Diciotto contro uno, ma alla fine è quest'ultimo che l'ha spuntata. Il Tar Campania ha infatti respinto il ricorso di tutti gli imprenditori del settore nautico che chiedevano l'annullamento di una serie di provvedimenti adottati dal Comune di Bacoli per regolamentare la messa a mare e l'alaggio delle barche nel porto di Baia. In particolare, l'amministrazione comunale ha previsto che le operazioni vadano pagate ciascuna con tariffe da un minimo di 25 auro ad un massimo di 300 euro euro, a seconda della lunghezza delle imbarcazioni e della condizione di residente o non residente. Ha inoltre stabilito che le operazioni vadano prenotate ed ha imposto un limite massimo giornaliero di 30. I provvedimenti non sono piaciuti agli operatori del settore e 18 tra essi hanno sfidato il sindaco Josi Della Ragione innanzi al Tribunale amministrativo, presentando ben 14 motivi di ricorso. Lamentavano tra l'altro l'incompetenza del Comune di Bacoli e la violazione dei princìpi di legalità, la carenza di motivazione, la disparità di trattamento. Invocavano poi tutela della libertà di iniziativa economica privata.
La sentenza del Tar conferma però la legittimità dei provvedimenti adottati dall'amministrazione di Bacoli. Argomentano, tra l'altro, i magistrati in relazione alle tariffe: «Per il primo aspetto testé detto, quello della lunghezza delle imbarcazioni, la scelta si mostra già a tutta prima ragionevole, essendo evidente che un'imbarcazione di maggiore lunghezza impegna un'area demaniale maggiormente estesa e lo fa anche per un tempo più lungo, onde non è censurabile la determinazione di assoggettare l'uso di imbarcazioni di maggiore lunghezza a un più alto onere economico». Sottolineano inoltre: «Non si palesa irragionevole la differenziazione introdotta tra residenti e non residenti, siccome correlata a una scelta di politica amministrativa di favore per coloro che risiedono stabilmente nel Comune, la quale non può dirsi certo illogica e irrazionale, se non a condizione che siano evidenziati macroscopici divari, con un peso economico ingiustificabile posto a carico dei non residenti. Ma nel caso di specie non è dato punto riscontrare siffatto divario». Le toghe promuovono anche l'argomentazione che era stata adottata dal Comune, a sostegno della sua scelta, circa la necessità di preservare le vie di fuga in caso di incremento del fenomeno bradisismico. «Si mostra ampiamente apprezzabile - scrivono - risultando di tutta evidenza che la congestione di un'area arrecherebbe un considerevole aumento del rischio, per l'ipotesi di esodo della popolazione». Commenta il sindaco Josi Della Ragione: «Tra Pasqua ed inizio novembre avevamo anche 180 passaggi al giorno per la messa a mare o l'alaggio nel porto di Baia. Si determinava un caos indescrivibile, avevamo perfino le scuole bloccate. Bacoli è il punto di messa a mare ed alaggio più vicino alle isole flegree e venivano tutti qui. Non era una situazione ulteriormente sostenibile e con i provvedimenti confermati dal Tar abbiamo messo un punto fermo. Ricaveremo inoltre un gettito di circa 100.000 euro all'anno e potremo spenderli per migliorare e manutenere le spiagge». Rispetto alle quali ci sono state e sono tuttora in corso altre sfide. Quella dei parcheggi si è conclusa anch'essa con la vittoria del sindaco, perché le chiusure imposte negli anni scorsi hanno retto al vaglio dei giudici amministrativi. «Molti si sono messi in regola con le autorizzazioni - dice Della Ragione - ed hanno riaperto o stanno per farlo. Altri sono ancora chiusi». La seconda sfida contrappone il primo cittadino ai militari ed è storia abbastanza recente. Il Comune alcune settimane fa aveva rimosso le delimitazioni intorno a circa 70.000 metri quadrati di spiaggia che in estate a capo Miseno sono ad uso dei militari e dei loro familiari. Aveva apposto cartelli indicanti che quella è spiaggia libera. La risposta dei militari non si è fatta attendere: nuove delimitazioni e perfino qualche cartello (invero straniante) con la scritta che trattasi di area militare ed il simbolo del soldato armato. A che punto è ora la querelle? «Io ho contestato loro - racconta Della Ragione - la mancanza di un formale atto amministrativo di consegna da parte del Demanio. Pare che si siano attivati per richiederlo ma, se lo avranno, noi ricorreremo al Tar. Servirebbe un po' di ragionevolezza. Per esempio potrebbero accontentarsi di un unico spazio da circa 35.000 metti quadrati e liberare tutto il resto per i cittadini. Si comportano come un circolo esclusivo, ma a Bacoli il mare non è per pochi».

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