di Antonio Vastarelli il Mattino
Napoli - «Un vasto progetto di rigenerazione urbana darà un serio sostegno alle imprese locali, soprattutto ora che stanno per terminare i lavori finanziati con i fondi del Pnrr. Per realizzare il piano, però, servono procedure amministrative chiare e lineari e un'accelerazione sui tempi, per dare risposte alle esigenze abitative dei cittadini». A sostenerlo è il presidente dell'Acen (l'associazione dei costruttori napoletani), Antonio Savarese, commentando la notizia dell'accordo sottoscritto tra la Banca europea per gli investimenti e il Comune di Napoli, in virtù del quale la Bei stanzierà un finanziamento 40 milioni di euro volto a sostenere l'ampio programma di rigenerazione urbana, sviluppo sociale e transizione climatica messo in campo dall'amministrazione comunale (del valore complessivo di oltre 95 milioni di euro). È una buona notizia per la città e per le imprese di costruzioni? «Si tratta di un programma di assoluto interesse, che rappresenta anche un riconoscimento dell'istituto bancario internazionale per il lavoro di riorganizzazione finanziaria realizzato dall'amministrazione Manfredi. Del resto, questi interventi si inquadrano in un necessario piano di riqualificazione della città: urge, infatti, una manutenzione diffusa del vetusto patrimonio immobiliare, in buona parte pubblico, e di immobili che, più di una volta, sono stati teatro di episodi, anche drammatici, di pericolo per l'incolumità dei cittadini». Quale può essere il ruolo dei costruttori nella realizzazione di questo piano? «Come sempre gli imprenditori dell'Acen potranno offrire un contributo allo sviluppo socio-economico della città attraverso le competenze e la professionalità delle imprese napoletane. Si tratta, infatti, di un'opportunità significativa: gli investimenti previsti genereranno nuova domanda di progettazione, servizi tecnici, innovazione e lavori, con effetti positivi sull'occupazione, sulle imprese della filiera e sull'indotto economico locale».
Quali sono i punti di forza e, se ci sono, quali le criticità da affrontare per fare in modo che le risorse vengano indirizzate e spese bene e in tempi celeri? «Un vasto progetto di rigenerazione urbana darà un serio sostegno alle imprese locali, con interventi di piccole, medie e grandi dimensioni, ora che stanno per terminare i lavori finanziati con i fondi del Pnrr. La realizzazione del piano, però, richiede procedure amministrative chiare e lineari e un'accelerazione sui tempi per dare risposte alle esigenze abitative dei cittadini. È nell'interesse della città un lavoro sinergico per spendere presto e bene le risorse finanziarie rese disponibili da quest'accordo». Tra gli interventi finanziati dalla Bei ci sono l'ammodernamento e la costruzione di nuove unità di social housing destinate all'affitto nei quartieri di Pianura e Chiaiano. Anche lei ritiene che le periferie siano un nodo centrale nel piano di rigenerazione della città? «In tutte le periferie sono necessari due tipi di interventi: riqualificazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica e realizzazione dell'housing sociale, per sostenere i ceti medi che non sono in grado di acquistare un'abitazione. L'obiettivo è creare crescita ed espansione armonica del territorio e integrare l'evoluzione delle aree di periferia in uno sviluppo policentrico della città: un modello di crescita che sosteniamo e per cui ci adoperiamo convintamente». Il piano prevede anche la riqualificazione di edifici pubblici e la realizzazione di nuovi spazi culturali. Quali sono, secondo lei, gli interventi prioritari per rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico? «Queste risorse sono fondamentali per avviare un percorso di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, partendo da interventi su edifici simbolici, di particolare pregio, per poi allargarsi, attraverso il partenariato pubblico privato, a tutti quelli che necessitano di riqualificazione».
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento