domenica 14 giugno 2026

Il pino secolare di Vico Equense non sarà abbattuto, partono i lavori di consolidamento della scarpata

di Fabrizio Geremicca - Il Corriere del Mezzogiorno

Vico Equense - L'albero secolare che si affaccia sulla spiaggia del Pezzolo C’è una svolta nella vicenda del pino secolare che affaccia sulla spiaggia del Pezzolo, alla Marina d’Aequa, nel comune di Vico Equense. Il Tar ha respinto la richiesta di Flora Beneduce, ex consigliere regionale, di sospensiva della diffida da parte del Comune a mettere in sicurezza la scarpata dove vegeta l’albero. Pende il giudizio di merito, ma Beneduce si appresta intanto ad avviare il consolidamento della scarpata dopo il quale, secondo le perizie degli agronomi, non sarà più necessario abbattere l’albero. I lavori dovrebbero iniziare entro fine giugno. Il pino sarà poi rafforzato con tiranti e sottoposto ad un trattamento contro la cocciniglia. L’albero al centro della contesa è uno dei due pini che caratterizzavano il paesaggio a pochi passi dal mare. L’altro è stato già eliminato oltre un anno fa e sostituito con una pianta molto più piccola, invisibile dalla spiaggia (forse un limone), perché il proprietario del resort dove era l’albero di alto fusto sostenne, perizie del suo agronomo alla mano, che le radici fossero state danneggiate dal mare. Il Comune all’epoca nulla obiettò. Quello sopravvissuto – alto circa 18 metri - rischiava anch’esso di essere tagliato. Beneduce, proprietaria della particella di terreno dove vegeta l‘albero, l’undici settembre 2025 aveva inoltrato al Comune richiesta di eliminarlo e sostituirlo con una magnolia oppure un carrubo.

 

Segnalava: «Versa in condizioni di rischio caduta, stante il significativo sollevamento delle radici, presumibilmente prodotto dalle condizioni metereologiche». Il 29 settembre 2025 i tecnici del Comune accertavano che la scarpata sulla quale vegeta l’albero è sprovvista di muratura di contenimento e che la continua erosione del terreno dovuta agli eventi atmosferici ha comportato una costante perdita di ancoraggio. L’area era interdetta e il sindaco Peppe Aiello firmava una ordinanza affinché Beneduce intervenisse sulla parte terminale della muratura e mettesse in sicurezza il pino «anche mediante opere di contenimento/consolidamento della sottostante scarpata atte a prevenire ulteriori cedimenti». La tesi che il pino rischiasse di cadere non perché malato, ma per le condizioni della scarpata era sostenuta anche dall’agronoma Patrizia Esposito, tecnico di parte della stessa Beneduce, nonché dall’agronomo incaricato da Claudio d’Esposito, il presidente del Wwf della penisola sorrentina. Scriveva la prima: «Appare evidente che la pianta è un esemplare di pregio per età, condizioni estetiche, ambientali e dimensionali, in buone condizioni vegetazionali e fitosanitarie. Tuttavia è posta in una situazione di rischio a causa del deteriorarsi della stabilità del terrapieno su cui giace». Il Comune inviava una richiesta di parere alla Soprintendenza e l’ente del Ministero chiariva che andava valutata la praticabilità di soluzioni alternative al taglio. Beneduce nel frattempo impugnava l’ordinanza del Comune che le imponeva di mettere in sicurezza la scarpata e la nota della Soprintendenza.

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