L'arenile era stato sequestrato dopo l'incendio di due stabilimenti
IL DEGRADO
di Ilenia De Rosa - Il Mattino
Vico Equense - Due spiagge, stesso Comune, due mondi distinti. Si tratta di Marina d'Aequa e Marina di Vico, i due borghi che caratterizzano la città di Vico Equense e che presentano profonde diversità, emerse già in questi primi giorni di caldo. Da domenica scorsa a martedì 2 giugno pienissime e ben organizzate le spiagge a Marina d'Aequa: dal Pezzolo alle Calcare (spiagge libere), passando per gli stabilimenti privati «Murrano mare» e «Axidie» fino a quelli dati in affidamento dal Comune a gestori che garantiscono ombrelloni, lettini, servizi e pulizia.
L'INCENDIO
Completamente diversa, invece, la situazione a Marina di Vico: soltanto lo stabilimento privato «Antico bagno» ha registrato il pienone con servizi attivi al 100 percento, e un'organizzazione perfetta, quasi da Ferragosto. A poche centinaia di metri di distanza, nella zona Postali, invece, lo scenario presenta piccole porzioni di spiagge con i servizi essenziali garantiti dagli affidatari delle aree e la parte centrale dell'arenile totalmente abbandonata.
LA STRADA
A testimonianza della diversa gestione delle due Marine, anche la tenuta delle strade di accesso. Sono 17 anni, ad esempio, che è chiusa via Vecchia Marina, diramazione di via Cristoforo Colombo che dopo il primo curvone per scendere in direzione Marina di Vico arriva fino alla piazzetta del borgo. Una volta era aperta e percorribile. Il vicoletto piccolo e caratteristico, fatto in alcuni tratti anche di scalini, dava la possibilità di raggiungere il mare a piedi attraverso una passeggiata di dieci minuti. La sua strategica posizione, a pochi metri di distanza dalla stazione della Circumvesuviana di Vico Equense, consentiva ai visitatori provenienti dai paesi limitrofi di raggiungere facilmente la Marina. Poi improvvisamente la chiusura nel 2009 con un provvedimento di somma urgenza firmato dall'amministrazione all'epoca guidata da Gennaro Cinque. Nel documento si parlava di ragioni di sicurezza. Piuttosto che eliminare i potenziali pericoli, però, si è pensato di costruire una barriera, prima in legno e poi in ferro, per bloccare il transito pedonale. Come mai in tutti questi anni non si è pensato di ripristinare un sentiero che rappresenta un collegamento così strategico per le spiagge? Oggi la stradina è quasi totalmente coperta da sterpaglie e si presenta in uno stato di totale abbandono.

Nessun commento:
Posta un commento