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lunedì 7 luglio 2008

Ponticelli, fiamme nel campo rom "Un avvertimento dopo il ritorno"

Torna a bruciare Ponticelli. A fuoco un campo rom. E sale la tensione, un´altra volta. Qualcuno ieri sera, poco dopo le 20, ha aperto un varco nelle lamiere del campo abbandonato in via Argine, quello di fronte la Motorizzazione e ha appiccato le fiamme. Un altro rogo. Un´altra volta. Chiusa la strada. Nessun ferito. Ma l´incendio è un segnale. "Un avvertimento per il loro ritorno", dicono nel quartiere. Ponticelli non si è quietata. Da qualche giorno, infatti, proprio in via Argine, accanto alla stazione della Circumvesuviana, sono tornati i rom, un gruppetto di trenta persone. E con i rom tornano i roghi. «Attenzione. Agiamo in fretta, non ci abbandonate. Non vogliamo assistere a una Ponticelli-2» avverte la presidente della municipalità, Anna Cozzino. «Sono preoccupata per la loro incolumità. Nel quartiere il clima non è ancora sereno. La polizia deve vigilare e i campi abbandonati devono essere bonificati al più presto, non c´è tempo da perdere questa volta». I vigili del fuoco parlano di «incendio doloso». E la polizia ha aperto la caccia ai piromani: gente del quartiere. Il rogo potrebbe essere un avvertimento, secondo gli investigatori, per spingere le famiglie di nomadi appena tornate a abbandonare di nuovo il quartiere. Il campo dato alle fiamme e quello dove sono tornati, dopo due mesi di pellegrinaggio, i primi rom distano 800 metri, massimo un chilometro, e sono entrambi su via Argine. Paura ieri mentre si sprigionavano le fiamme. «Noi rimaniamo - sillaba Dragan - Non facciamo male a nessuno e nessuno farà male a noi». La polizia ha subito inviato una pattuglia al campo vicino la Circumvesuviana. Gli uomini del dirigente Luciano Nigro sono entrati in azione in simultanea con le fiamme. Secondo i primi rilievi dei vigili del fuoco sembra che ci fossero diversi focolai. Si tratta, cioè, di un incendio studiato a tavolino. I rifiuti hanno fatto il resto: il campo (l´ultimo ad essere abbandonato dopo i roghi di inizio maggio) era pieno di assi di legno, copertoni, plastica e materiali altamente infiammabili. La colonna di fumo densissimo ieri sera si vedeva dal centro di Napoli e i vigili urbani per oltre un´ora hanno dovuto chiudere al traffico il tratto di via Argine, interrompendo così i collegamenti tra Napoli e la periferia est. Poco prima delle 21 è stato chiesto anche l´intervento dell´Acea, perché le fiamme hanno toccato i fili dell´alta tensione dell´illuminazione pubblica. Alle 22, una squadra e diverse autobotti del 115 erano ancora al lavoro. La tensione resta alta e il quartiere di Ponticelli, a Napoli, è ancora «pericoloso» per i rom: è questa la reazione del presidente di "Opera nomadi", Marco Nieli, che chiede sicurezza per quelle persone, circa una trentina, che, fuggite nei mesi scorsi, hanno fatto rientro al campo di via Argine, nella periferia est di Napoli. Da circa 15 giorni, sono tornate infatti 5 famiglie; ci sono 15 minorenni. Assediati da un rione inferocito, armato di spranghe e di molotov - dopo la denuncia di una madre del tentato rapimento di una neonata - oltre 700 nomadi furono costretti alla fuga. «Oggi sono dispersi nella provincia - dice Nieli - Dovrebbero ritornare con una posizione di accoglienza e di difesa, costruita dalle amministrazioni locali. La caccia all´uomo continua. In quest´ultimo mese si sono registrate aggressioni in altri campi del Napoletano, con le molotov». «Bisogna costruire un centro di prima ospitalità a Ponticelli, monitorato dalla polizia. Se serve anche dall´esercito», aggiunge. Infine, un appello ai media: «Evitare il sensazionalismo su questo rientro. I titoli gridati hanno conseguenze immediate; la stampa è corresponsabile di quanto accaduto». (Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)

domenica 6 luglio 2008

Ritornano i rom a Ponticelli

Due mesi fa sono fuggiti tra le fiamme. Ora, sono tornati. Silenziosi, come ombre. Guardinghi, ma con orgoglio. Hanno rimesso piede nel quartiere. Loro, nomadi da generazioni, rivendicano un pezzo di terra, una casa, a Ponticelli. A due mesi dai roghi e dagli assalti ai sette campi rom del quartiere alla periferia Est, nella notte tra venerdì e sabato, un gruppo di 30 persone ha riaperto uno dei campi in via Argine. Ci sono solo due uomini: il capo famiglia Ivon, 50 anni e suo figlio Dragan, 28 anni. E poi tutte donne, bambini dai sei mesi agli otto anni e qualche ragazzino. Sono tornati nel loro vecchio campo, tra via Argine e via Nifo, a ridosso della fermata della Circumvesuviana, dopo un mese e mezzo di pellegrinaggio per Napoli. «Siamo tornati, perché qui abbiamo un lavoro, le nostre baracche, le nostre cose. Siamo tornati perché non siamo animali in fuga e neanche gli italiani sono animali. Siamo uomini e dobbiamo convivere, pacificamente» dice Dragan. Però la paura dei campi in fiamme e degli assalti è ancora viva. «Credevo di morire bruciato - ricorda Gabriele 13 anni - Per giorni non abbiamo mangiato: siamo scappati senza avere una meta precisa». «La prima notte abbiamo dormito alla stazione Garibaldi, poi sempre per strada, sempre in fuga da tutto. Mi sentivo spiata» dice Medda, 17 anni, incinta al sesto mese, mentre mostra i suoi ventagli. «Li faccio con carta e legno riciclati - spiega - e li vendo per strada a un euro. Io non rubo bambini e non rubo nelle case». E Dragan: «Abbiamo due carretti, ricicliamo il ferro. Tutto in regola. E la sera suoniamo per le strade». Larissa Tabita ha 7 anni: «Io voglio andare a scuola l´anno prossimo» racconta convinta. Il loro vecchio campo ha tutto il lato sinistro devastato dal fuoco. Solo a destra sono rimaste sei baracche. «Le stiamo ripulendo alla meglio - osserva Lina, la madre di Medda - perché hanno rovistato dappertutto, ci hanno rubato televisori e radio». Il gruppo è originario di Suceava, in Romania. Nel loro girovagare hanno sentito parlare dei censimenti nei campi rom. «Siamo d´accordo, perché ci piacerebbe avere un campo regolare con luce e acqua e stare un po´ tranquilli» dice Dragan. «Viva l´Italia» sorride Ivon, indicando il bastone e il tricolore che sventola all´ingresso del campo. Sono decisi. Vogliono restare e ostentano sicurezza. Eppure hanno sistemato tre materassi fuori dal campo. E la notte gli uomini dormono per strada. «Facciamo dei turni di guardia» confessa Gabriele. E Dragan: «E poi, se vediamo qualcosa di strano chiamiamo la polizia o i carabinieri. Loro sono fratelli nostri. Abbiamo anche i loro cellulari». Ma c´è chi teme il peggio: «Oggi più di ieri bisogna fare qualcosa - dice Patrizio Gragnano, assessore alle Politiche Sociali della VI municipalità - In due mesi i campi non sono stati bonificati». Gragnano chiede «una scelta politicamente coraggiosa»: «Creiamo un campo regolare a Ponticelli». Intanto la segreteria Cgil-Campania scrive una lettera al prefetto Alessandro Pansa, sul rilevamento delle impronte dei bambini rom: «Metodo inutile, che rischia di cancellare una cultura civile che il nostro paese e la nostra città hanno duramente conquistato». (Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)

mercoledì 11 giugno 2008

L'impunità di Mister Tremila Auto

C'è una storia di sprechi minori, se si considera l'importo economico, ma forse ancora più grave per il danno alla credibilità della giustizia. È quella di un cittadino romeno di soli ventuno anni a cui sono intestate 2.876 automobili. Ovviamente non le usa lui, ma molti rom - di cittadinanza italiana o straniera, ma comunque comunitaria - in tutta Europa. Lui non risulta avere fissa dimora: impossibile notificargli multe o provvedimenti legati al suo sterminato garage. La scorsa settimana durante un controllo di routine gli agenti della polizia ferroviaria lo hanno individuato su un treno a Novi Ligure: ha fornito un nome falso ed è stato portato al comando per controlli. Le impronte digitali hanno permesso di capire che lui era Mister Tremila Auto. A quel punto è stato prelevato dai carabinieri e trasferito in un'altra caserma: i militari gli hanno notificato un pacchetto di multe per un importo di 25 mila euro. È solo una piccola parte delle contravvenzioni emesse contro di lui in tutte le regioni. Che non verranno mai pagate. Mister Tremila Auto, come prevede la legge, è stato rilasciato ed è tornato libero. Poco importa se una delle vetture a lui intestate è stata usata in una rapina, un'altra in un furto, decine sono state coinvolte in incidenti stradali. Il caso più grave a Pasqua: l'utilitaria di una famiglia viene travolta, lei muore sul colpo, il marito rimane gravemente ferito. L'autista romeno è ubriaco, guida senza patente e la vettura non ha assicurazione. Il proprietario? Mister Tremila Auto. Che è stato infine scovato e poi rilasciato. Senza pagare multe, senza risarcire danni. Ma con uno spreco in più, quello delle ore di lavoro di agenti e carabinieri che lo hanno identificato e gli hanno notificato inutilmente quel cumulo di multe. (L’Espresso)

domenica 1 giugno 2008

Rom, scontro sul superprefetto. L´assessore Riccio: "Problema irrisolto, soldi sprecati"

Anche a Napoli un Commissario straordinario per i rom, con super-poteri e un milione di euro di budget, per i primi interventi. Il governo l´aveva già annunciato, anche per Roma e Milano. Ieri la pubblicazione dei provvedimenti sulla Gazzetta ufficiale. Sarà dunque il prefetto Alessandro Pansa a fronteggiare l´emergenza rom in Campania. La nomina non piace al Comune di Napoli: «È un atto che ha un forte contenuto discriminatorio, come ha già denunciato l´Unione europea», insorge l´assessore alle Politiche sociali, Giulio Riccio. Più morbida la Regione: «Il commissariamento sarà un periodo di transizione. Il Commissario aiuterà proprio la Campania a superare i gravi problemi di ordine pubblico legati all´intolleranza verso i rom-rumeni», commenta l´assessore Lilli De Felice. «Io ho ancora negli occhi i roghi di Ponticelli». Pansa avrà il potere di monitorare i campi autorizzati in cui sono presenti comunità nomadi, individuare gli insediamenti abusivi e identificare e censire le persone, minorenni compresi. Inoltre il prefetto, come i colleghi di Milano e Roma, potrà adottare «le necessarie misure, avvalendosi delle forze di polizia», nei confronti delle persone che risultino destinatarie di provvedimenti di allontanamento o di espulsione. Secondo Riccio, però «questo è l´ennesimo commissario per Napoli e, come gli altri, sarà sostanzialmente inutile. Non risolverà un problema che poteva essere gestito per le vie ordinarie e servirà solo a gettare un po´ di denaro pubblico». Per Riccio, poi, «un milione di euro non basterà neanche a risolvere il problema dell´accoglienza dei rom cacciati da Ponticelli dieci giorni fa», con le baracche in fiamme e le rivolte dei cittadini. In Regione, dopo le vicende di Ponticelli, è stato istituito un tavolo tecnico. Vi siede anche un rappresentante della prefettura, ricorda l´assessore De Felice. «Perciò credo che le istituzioni ordinarie debbano collaborare lealmente con il commissario e continuare a riunirsi e a lavorare autonomamente per rafforzare lo spirito di accoglienza e inclusione che la Campania ha nel suo Dna, ma che forse per un attimo, e per mano di pochi cittadini, ha smarrito». E proprio per «il superamento delle barriere tra diverse culture», mercoledì prossimo (ore 15) gli studenti del liceo artistico "Largo Santissimi Apostoli" dialogheranno con Barbara Pierro, presidente dell´associazione "Chi rom e chi no" sul tema "Convivenza civile e rispetto delle diverse culture". (Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)

Come la Londra della signora Tatcher
Napolionline - la citta vista da dentro - domenica 01 giugno 2008

mercoledì 28 maggio 2008

Ancora fiamme in un campo Rom di Ponticelli.

Stamattina, vandali hanno dato fuoco al campo situato in via Virginia Woolf. Sono intervenuti i Vigili del fuoco. A Ponticelli nelle scorse settimane una giovane nomade aveva tentato di rapire una bambina di 6 mesi all'interno di un'abitazione. Successivamente era scattata la rivolta della gente che aveva assalito a colpi di bottiglie molotov e mazze i campi nomadi della zona. Adesso a Ponticelli, dopo la fuga di quei giorni, non ci sono piu' Rom.

I temi choc degli alunni "Giusto bruciare i campi rom"
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 28 maggio 2008

venerdì 23 maggio 2008

Commissariati straordinari vertice per Napoli, Roma e Milano

Una riunione per definire i poteri da attribuire ai commissari straordinari per l'emergenza nomadi, decisa dal Consiglio dei ministri per Milano, Roma e Napoli, si è svolta ieri al Viminale. Alla riunione, presieduta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, hanno partecipato i prefetti di Roma, Carlo Mosca, di Milano, Gian Valerio Lombardi, e di Napoli, Alessandro Pansa; i sindaci di Roma e Milano, Gianni Alemanno e Letizia Moratti, l'assessore ai Servizi sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio, in rappresentanza del sindaco Rosa Russo Jervolino, il sottosegretario all'emergenza rifiuti Guido Bertolaso, il capo della polizia Antonio Manganelli e il presidente dell'Anci Leonardo Dominici. I prefetti «avranno il potere di delocalizzare i campi rom, in deroga alle leggi vigenti» ha spiegato il ministro dell'Interno Roberto Maroni. I prefetti, ha sottolineato il ministro, «non avranno poteri straordinari di polizia ma agiranno sulla base di ordinanze della protezione civile e prenderanno le misure necessarie in deroga alle leggi vigenti. Nei prossimi giorni saranno assegnate le nomine. Ma già adesso i prefetti stanno monitorando i campi Rom e chi ci vive».

martedì 20 maggio 2008

Rom

"La Commissione europea respinge ogni assimilazione dei rom ai criminali, e gli Stati membri si mostrino come esempio di lotta al razzismo e alla xenofobia punendo i responsabili degli attacchi a queste comunità". Lo ha detto il Commissario europeo agli Affari sociali Vladimir Spidla aprendo il dibattito straordinario dell’Europarlamento sulla situazione dei rom in Italia e in Europa. Spidla ricorda che gli episodi recenti in Italia di violenza contro i rom "sono accaduti in numerosi Stati membri", e che è "evidente a tutti lo stato di indigenza, di emarginazione, di disoccupazione, di bassa istruzione, che portano a sofferenza e tensioni sociali che spingono questa comunità al margine della società, il che fa anche perdere una importante risorsa per l’Unione europea". "I rom non sono meno intelligenti degli altri, né sono dei criminali nati - ha affermato il Commissario -. La Commissione ei governi devono impegnarsi, devono fare di tutto per l’inclusione della comunità".

Questo video di denuncia sui 13 campi rom di Giugliano è stato girato 5 mesi fa. 700 persone che vivono nel degrado abbandonati da tutti.

giovedì 15 maggio 2008

Interrogazione del Pd

"Fare luce sugli attacchi ai campi rom di Napoli". A chiederlo è Alberto Maritati (Pd) che insieme a Vannino Chiti, Emma Bonino, Dorina Bianchi, Franca Biondelli, Gerardo D'Ambrosio, Luigi De Sena, Mauro Del Vecchio, Silvia Della Monica, Roberto Della Seta, Cecilia Donaggio, Marco Filippi, Giovanni Legnini, Paolo Nerozzi, Salvatore Tomaselli, Vincenzo Vita ha inviato al ministro dell'Interno un'interrogazione urgente. Nel documento si ricorda che "in alcune località del napoletano è stata scatenata una vera e propria caccia all'uomo per reagire ad atti di illegalità compiuti da alcuni cittadini di etnia Rom e che, secondo le notizie degli organi di informazione, questi cittadini rom, comprese le donne ed i bambini, sono stati fatti oggetto di vergognosi e assurdi attacchi, sia da parte di gruppi organizzati che di singoli cittadini, e che dietro questi comportamenti potrebbe esserci la spinta della criminalità organizzata locale". "Questi comportamenti illegali -prosegue Maritati- se non fortemente e immediatamente contrastati e condannati, rischiano di fomentare e diffondere il ripetersi di simili atti aberranti e potrebbe inoltre diffondersi e radicarsi tra i cittadini la malsana idea che ciascuno possa provvedere a farsi giustizia da solo. Per questo è necessario -conclude Maritati- che il ministro Maroni chiarisca quali indirizzi siano stati forniti alle Forze dell'ordine e quali misure siano state adottate per fermare con immediatezza gli attacchi ai cittadini di etnia Rom, oltre a far sapere se e in che misura la criminalità organizzata (camorra) abbia influenzato o gestito i raid contro i campi Rom".

Bassolino, basta violenza

A Ponticelli la gente è scesa di nuovo in strada contro i rom: “voi spegnete questi incendi ma noi li riaccenderemo”. Un secondo campo rom, deserto, in giornata è stato dato alle fiamme. A poche decine di metri da quello bruciato prima. Secondo la Polizia, gli incendi farebbero parte di una strategia per evitare il ritorno dei rom nei campi abbandonati. Per l'assessore Riccio, “l'episodio di intolleranza di ieri ha forti connessioni con la criminalità organizzata”. Con una nota Antonio Bassolino commenta gli ultimi episodi di cronaca. ''Gli incendi appiccati nei campi nomadi e gli altri inquietanti episodi di intolleranza contro i rom avvenuti in queste ore rappresentano fatti gravissimi che vanno immediatamente condannati e fermati con la massima determinazione. Spaventoso è il trauma subito da Flora Martinelli e dalla sua bambina a Ponticelli, e forte e partecipe e' la nostra vicinanza. Ma non è in alcun modo accettabile che scendano in campo forze violente e criminali in nome di assurde vendette e intimidazioni. E' lo Stato - forze dell'ordine e magistratura in primis - che deve garantire il rispetto della legge e la sicurezza di tutti, affermando i valori della convivenza civile''. ''Che simili episodi si verifichino in una città come Napoli, da sempre luogo di tolleranza e di convivenza tra popoli e culture - aggiunge - è davvero un segnale di grande allarme per tutti noi e per tutto il Paese. Il disagio dei cittadini che vivono in contesti difficili, subendo piccole e grandi illegalità quotidiane, rischia di diventare terreno fertile per chi persegue interessi illeciti, come la camorra, o per chi vuole amplificare la conflittualità sociale. E' assolutamente necessario che lo Stato faccia sentire la sua presenza in queste aree con nuovo slancio, garantendo la sicurezza di tutti e che tutti rispettino la legge, che si tratti di cittadini italiani o stranieri, napoletani o rom. Deve essere chiaro che questa è l'unica strada per convivere in pace e far crescere le nostre comunità. Senza sicurezza non c'è libertà per nessuno''.

Rom: i due errori da evitare nella città priva di identità
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 15 maggio 2008

mercoledì 14 maggio 2008

Pd e Rom

Dopo la convalida del fermo della rom che ieri ha tentato di rapire una bimba in casa, sale la tensione a Napoli:a fuoco 2 campi nomadi. Il primo campo dato alle fiamme è accanto alle “Torri”, sulla rotonda di via Argine. I rom che si trovavano nell'accampamento si sono allontanati rifugiandosi in quello di via Malibran, presidiato dalle forze dell'ordine. A fuoco poi anche il secondo campo di via Argine.”E' un'aggressione criminale”: dice l'assessore comunale di Napoli Riccio. I consiglieri comunali del Pd, Emilio Di Marzio, Antonio Borriello, Mariano Anniciello, Roberto De Masi e Franco Moxedano invitano “a smantellare subito il campo Rom di Ponticelli. ´´Non sono più ammissibili - denunciano gli esponenti del Pd - ritardi ulteriori: gli episodi degli ultimi giorni, che hanno riguardato Rom dell´area orientale e che sono al vaglio della magistratura, il tentato rapimento di un minore e la scellerata ritorsione su di un incolpevole membro della comunità da parte dei cittadini di Ponticelli, sono due facce della stessa medaglia”. "Non è più ammissibile - sottolineano - che diverse centinaia di persone vivano nel perimetro della citta´ di Napoli fondando la propria condotta sull´occupazione abusiva di aree pubbliche che in alcuni casi si accompagna all´accattonaggio e lo sfruttamento dei minori e che può sfociare persino nel compimento di gravi reati contro il patrimonio e la persona”. “E soprattutto - proseguono i consiglieri - non e´ ammissibile che dei cittadini cui la comunità dovrebbe consentire una esistenza libera e dignitosa, vivano in condizioni non compatibili con le più elementari regole del vivere civile, per di più sovente sotto il giogo della criminalità organizzata. E´ necessario e improcrastinabile smantellare i campi Rom che ormai assomigliano sempre più a lager in città, ancor più nell´area orientale dove mancano le condizioni minime per garantire l´ordine pubblico e la salubrita´ ambientale”. "Invitiamo la Giunta Comunale - concludono - ad adottare tutti gli interventi necessari a predisporre il superamento dei campi Rom unitamente alle misure di accoglienza previste dalla legge vigente”.

mercoledì 31 ottobre 2007

Proteste contro alunni Rom a Torre del Greco

Desta un po’ di perplessità la notizia riportata dall’ANSA del 30 ottobre relativa alle proteste di alcune mamme di Torre del Greco che hanno manifestato davanti alla scuola elementare S.Alfonso. Motivo del vivace dissenso era la presenza, da ieri, nell’istituto scolastico di un gruppo di bambini Rom che vivono nel campo nomadi nei pressi dell'autostrada Napoli-Salerno.L'iniziativa dell’inserimento nella struttura scolastica nasce da un progetto della Preside. Della Scuola Elementare S.Alfonso. I genitori hanno dichiarato di essere preoccupati dell’eventuale stato di cattiva salute dei sei bambini Rom i quali potrebbero non essere stati soggetti alle normali vaccinazioni. A questo scopo hanno anche presentato una raccolta di firme per chiedere all'Asl il controllo delle vaccinazioni dei ragazzini di origine rumena. Si tratta soltanto di giusta e motivata apprensione per la salute di tutta la comunità scolastica? E’ quello che ci auguriamo. In una società che parla tanto spesso di integrazione, di educazione alla convivenza civile, di diritti dei minori sarebbe davvero triste considerare questo episodio una manifestazione di intolleranza e di pregiudizio. Pina Varriale