Penisola sorrentina - Il dibattito sulle Destination Management Organization (DMO) ha travolto in queste settimane la Penisola Sorrentina, diventando improvvisamente il fulcro del discorso politico e turistico locale. Tuttavia, l’accelerazione impressa al processo solleva un interrogativo di fondo: si sta costruendo un reale strumento di governo del territorio o si sta semplicemente rincorrendo l’ennesima opportunità di finanziamento regionale? La scelta della Regione Campania di premiare i territori dotati di DMO ha innescato una vera e propria corsa alla costituzione di queste strutture. Il rischio, però, è che si tratti di un’operazione più formale che sostanziale. La Penisola Sorrentina non è una destinazione qualunque; è un ecosistema complesso e fragile che da anni combatte con criticità strutturali: sovraffollamento, pressione insostenibile sui servizi, perdita d’identità e una cronica mancanza di programmazione condivisa tra i vari comuni. In questo contesto, una DMO potrebbe essere la soluzione, ma solo a patto di non essere ridotta a una semplice sigla su carta per intercettare risorse. Una DMO efficiente deve governare, pianificare e coordinare, mettendo a sistema comuni, operatori e categorie professionali. Senza una governance chiara e un coinvolgimento reale degli attori locali, il rischio è di creare un "contenitore vuoto". Il punto politico sollevato da Rosario Lotito è netto: una struttura priva di competenze adeguate e di una strategia di lungo periodo non produrrà alcun cambiamento reale.
Il timore è che si scelga la scorciatoia dell’opportunismo invece della strada della qualità. Perché per anni non si è lavorato a un modello di gestione condivisa, e oggi si pretende di farlo in poche settimane? La Penisola Sorrentina non può permettersi il lusso di altre strutture inutili o incarichi assegnati senza merito. La DMO dovrebbe essere il punto d'arrivo di un percorso di maturità politica e territoriale, non il punto di partenza per accedere ai fondi. Se si vuole davvero tutelare il futuro di una delle mete più importanti d'Italia, servono scelte coraggiose, visione e, soprattutto, la volontà di fare sistema sul serio. Altrimenti, l'ennesima occasione persa è dietro l'angolo.

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