giovedì 11 giugno 2026

Marina di Aequa: scatta il sequestro penale sotto lo storico pino del Pezzolo

Vico Equense - Una nuova svolta aggroviglia la complessa matassa burocratica e legale che avvolge il litorale di Marina di Aequa. Su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, i Carabinieri della Stazione di Vico Equense hanno apposto i sigilli di sequestro penale all’area circostante lo storico pino del Pezzolo. Il provvedimento, che impone l'assoluto divieto di accesso per i trasgressori pena la denuncia ai sensi dell'articolo 349 del Codice Penale, aggiunge un tassello pesante a una contesa che dura ormai da mesi. Secondo le prime ricostruzioni, il blitz dei militari è direttamente collegato alla rovente disputa sulla realizzazione della "famosa" passerella. L'opera, finita al centro di accese polemiche tra residenti, associazioni e amministrazione comunale, aveva già spinto il sindaco a emettere specifiche diffide per bloccare la prosecuzione dei lavori. L'intervento delle forze dell'ordine cristallizza ora lo stato dei luoghi, impedendo qualsiasi ulteriore alterazione della zona protetta. La vera e propria contraddizione sollevata da cittadini e osservatori risiede nel fatto che il cantiere sia stato portato avanti proprio in un punto interdetto. I lavori della passerella non potevano in alcun modo essere eseguiti in quella specifica porzione di costa, data la presenza di una preesistente ordinanza di pericolo legata alla fragilità e alla stabilità del terreno sovrastante. Il sequestro penale va quindi a sovrapporsi a una situazione di rischio per l'incolumità pubblica già ampiamente formalizzata. L'area in questione è infatti gravata anche da un'ordinanza sindacale emanata a ottobre 2025, che intimava formalmente alla proprietà privata di procedere con urgenza alla messa in sicurezza del pino. L'albero, considerato l'ultimo storico esemplare superstite della zona e minacciato dal vecchio crollo del muro di contenimento sottostante, si trova ora intrappolato in un paradosso burocratico: da un lato vi è l'obbligo di intervento per evitarne la caduta, dall'altro i sigilli della magistratura che bloccano di fatto qualsiasi attività. 

La foto è di Elena Sorrentino

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