Stando a indiscrezioni raccolte dal VELINO, il giovane dirigente del Pd Massimiliano Manfredi sarà nominato coordinatore napoletano della mozione che fa capo a Dario Franceschini. Il segretario nazionale democrat dovrebbe ufficializzare lunedì prossimo la decisione che lui stesso ha maturato nei giorni scorsi dopo una serie di incontri tra i suoi sostenitori. A dare il beneplacito alla nomina di Manfredi, stretto collaboratore in passato di Goffredo Bettini e Luigi Nicolais, sarebbero stati sia la coordinatrice regionale della mozione Franceschini, la deputata Teresa Armato, che il consigliere regionale Pasquale Sommese, altro "grande elettore" dell'ex numero due di Veltroni. Per quanto riguarda, invece, la scelta del candidato-governatore è scontro. La data fissata martedì dalla segreteria nazionale democrat che oscilla tra il 6 dicembre e il 24 gennaio, rischia di essere troppo a ridosso delle elezioni regionali fissate per il 28 marzo. «Sarebbe ragionevole si tenessero prima di Natale», spiega il governatore Antonio Bassolino. Opinione condivisa anche dai colleghi dell’Emilia Romagna (Vasco Errani), della Calabria (Agazio Loiero) e del sindaco Iervolino (tutti sostenitori di Bersani al congresso) intervenuti ieri a un dibattito sul federalismo per la prima festa della Cgil Campania a Torre del Greco. Già perché serpeggia il timore che, nel caso non si arrivi al congresso nazionale del 25 ottobre con la maggioranza richiesta, le consultazioni per scegliere il candidato di centro sinistra rischiano di tenersi nelle prime due settimane di gennaio. A poco più di due mesi dal voto. Troppo pochi per una buona campagna elettorale. Altra curiosità raccolta dal VELINO, Corrado Gabriele si starebbe muovendo per presentarsi alle primarie e provare a ricompattare sul suo nome Rifondazione comunista, Comunisti Italiani e i partiti che compongono Sinistra e libertà (che però sta per ufficializzare Marco Di Lello): operazione complicata, ma non considerata impossibile.
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domenica 13 settembre 2009
Novità piddine e non…
Stando a indiscrezioni raccolte dal VELINO, il giovane dirigente del Pd Massimiliano Manfredi sarà nominato coordinatore napoletano della mozione che fa capo a Dario Franceschini. Il segretario nazionale democrat dovrebbe ufficializzare lunedì prossimo la decisione che lui stesso ha maturato nei giorni scorsi dopo una serie di incontri tra i suoi sostenitori. A dare il beneplacito alla nomina di Manfredi, stretto collaboratore in passato di Goffredo Bettini e Luigi Nicolais, sarebbero stati sia la coordinatrice regionale della mozione Franceschini, la deputata Teresa Armato, che il consigliere regionale Pasquale Sommese, altro "grande elettore" dell'ex numero due di Veltroni. Per quanto riguarda, invece, la scelta del candidato-governatore è scontro. La data fissata martedì dalla segreteria nazionale democrat che oscilla tra il 6 dicembre e il 24 gennaio, rischia di essere troppo a ridosso delle elezioni regionali fissate per il 28 marzo. «Sarebbe ragionevole si tenessero prima di Natale», spiega il governatore Antonio Bassolino. Opinione condivisa anche dai colleghi dell’Emilia Romagna (Vasco Errani), della Calabria (Agazio Loiero) e del sindaco Iervolino (tutti sostenitori di Bersani al congresso) intervenuti ieri a un dibattito sul federalismo per la prima festa della Cgil Campania a Torre del Greco. Già perché serpeggia il timore che, nel caso non si arrivi al congresso nazionale del 25 ottobre con la maggioranza richiesta, le consultazioni per scegliere il candidato di centro sinistra rischiano di tenersi nelle prime due settimane di gennaio. A poco più di due mesi dal voto. Troppo pochi per una buona campagna elettorale. Altra curiosità raccolta dal VELINO, Corrado Gabriele si starebbe muovendo per presentarsi alle primarie e provare a ricompattare sul suo nome Rifondazione comunista, Comunisti Italiani e i partiti che compongono Sinistra e libertà (che però sta per ufficializzare Marco Di Lello): operazione complicata, ma non considerata impossibile.
martedì 3 giugno 2008
Il Pd verso il congresso provinciale
Provincia di Napoli - Da partito liquido a partito delle tessere (la campagna - ha detto Walter Veltroni - partirà a luglio): il Pd napoletano si avvia al Congresso provinciale con l’imperativo categorico che gli impone di tornare sui territori. Perché sì, all’orizzonte, c’è il nuovo scenario che si andrà a configurare in Regione (al voto anticipato al 2009 o a scadenza naturale nel 2010), con il Pdl pronto a incassare e a tentare la scalata alla guida di Palazzo Santa Lucia. Ma intanto alle porte ci sono due appuntamenti elettorali - provinciali ed Europee - dove il radicamento di un partito diventa decisivo, visto che si vota con il proporzionale e con le preferenze. Su questo fronte più volte sono tornati nelle ultime settimane in tanti, a partire dai 15 fra dirigenti e amministratori (in prima linea i consiglieri regionali Pasquale Sommese e Antonio Amato, con il parlamentare Bruno Cesario) che chiesero qualche settimana fa al segretario regionale Tino Iannuzzi lo svolgimento di un’assemblea (da calendarizzare). Spiegava Sommese: «Adesso occorre un concreto realismo. La gente deve poter riconoscere un gruppo ristretto di dirigenti autorevoli». Vanno in questa direzione i ragionamenti di tanti. Con Iannuzzi che affermato la necessità di «avviare subito un percorso di radicamento che ci consenta di creare dal basso una nuova classe dirigente». Con Andrea Cozzolino che più volte ha insistito sul concetto di unità «che radichi di più il partito». Stessa musica con Riccardo Villari, che ha messo in guardia dal rischio-balcanizzazione: «Senza la proposta politica il radicamento non ha senso». La risultante è che rispetto a t
ante ipotesi e a tante aspirazioni (fra le altre, Luigi Nicolais spingerebbe per Massimiliano Manfredi, Salvatore Piccolo per Domenico Tuccillo) l’obiettivo finale deve essere un segretario forte, riconoscibile sui territori. Quello che non è “ Il PD della Campania ha diffuso un manifesto contro gli atti criminali e le intimidazioni compiute dalla camorra in questi giorni. Con il manifesto si sollecitano le istituzioni, le associazioni, i cittadini tutti ad assumere una più forte iniziativa per sconfiggere la camorra”.
mercoledì 27 febbraio 2008
Niente di nuovo
E' appena iniziata in largo del Nazareno la riunione tra i segretari regionali del pd, il vicesegretario nazionale Dario Franceschini e il coordinatore Goffredo Bettini. All'ordine del giorno la messa a punto delle liste elettorali. Ieri si era parlato di Roberto Saviano, ma lo scrittore ringrazia e fa sapere che preferisce scrivere. Spunta invece il nome dell’ex direttore del Mattino Paolo Gambescia, che potrebbe sostituire Annamaria Carloni dirottata altrove (forse in Emilia). Al Senato, del resto, c’è parecchio da rifare, considerato che molti senatori uscenti hanno cambiato collocazione e che Antonio Polito torna a dirigere il Riformista. Oltre a Teresa Armato, ambirebbero a una nomination l’europarlamentare Alfonso Andria e l’assessore regionale Enzo De Luca, ben radicato in Irpinia (e dunque forse utile a bilanciare le perdite demitiane). Ma il Pd continuerebbe a corteggiare perfino il socialista Marco Di Lello (ex assessore regionale al turismo), che insiste: «Noi cerchiamo ancora un apparentamento del nostro simbolo col Pd. Ma di una cosa sono sicuro: i socialisti saranno anche nel prossimo Parlamento». Come, non mi è chiaro (leggete il post precedente). I veri problemi, però, riguardano
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