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lunedì 8 dicembre 2008

Trionfo per Gomorra

Europa sotto il segno di Gomorra: il film di Matteo Garrone, tratto dal best seller di Roberto Saviano, ha vinto stasera a Copenaghen, alla cerimonia degli oscar europei, gli European Film Awards, tutto quello che poteva vincere: 5 premi su 5 candidature, miglior film europeo, miglior attore (Toni Servillo, in condomino con il Divo di Paolo Sorrentino), migliore regia, migliore sceneggiatura e migliore fotografia. Per i film 'rivali' tra cui Il Divo di Sorrentino, nulla c'è stato da fare. ''Dedico la vittoria - ha detto Garrone - alle persone che a Napoli stanno come in guerra, cercando di sopravvivere come in una giungla''. Da 10 anni l'Italia non vinceva il primo premio agli oscar europei, dal '98 della Vita è bella di Roberto Benigni, e come questo anche Gomorra ha vinto il Grand Prix al Festival di Cannes. Un percorso che sembra portare dritto all'Oscar: il film è infatti il candidato italiano ed è già considerato tra i favoriti per la cerimonia di Los Angeles del 22 febbraio. ''La cosa che più colpisce quando sei nei luoghi in cui ho preparato e girato Gomorra - ha proseguito Garrone - è che tante persone che vivono lì sono quasi inconsapevoli, non hanno reale coscienza della loro condizione. Sono in una zona grigia dove si confonde legale e illegale e fin quando non si lavorerà abbastanza su istruzione e disoccupazione ad esempio, la camorra continuerà a vivere all'interno di quella realtà. Tanti premi così non me li aspettavo di certo, ma li ritengo una conferma che il film riesce a comunicare emozioni forti anche a chi non è italiano''.

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domenica 12 ottobre 2008

C´è un attore di "Gomorra" tra i fedelissimi dei Casalesi

Tra gli arrestati nel blitz di ieri anche Bernardino Terracciano, 53 anni, attore in ben due pellicole di Matteo Garrone: "L´imbalsamatore" del 2002 e il premiatissimo "Gomorra" di quest´anno. Nel primo film, girato nell´area di Castelvolturno, Terracciano interpreta il ruolo di un boss della camorra, ruolo breve ma incisivo. Nel caso della pellicola che rappresenterà l´Italia agli Oscar il suo personaggio ha invece molto più spazio. Ed ha anche un nome: lo stesso dell´attore, Zi´ Bernardino. L´episodio è quello di Marco e Ciro, i due ragazzini che con le loro bravate sfidano la malavita organizzata e fanno una brutta fine. Zi´ Bernardino è proprio il boss che decide l´eliminazione dei due adolescenti: si tratta della scena su cui si chiude il film. Dotato di un talento naturale, Terracciano appare come attore professionista, con la sua ridotta filmografia, in tutti i siti specializzati del settore. (A. T. da la Repubblica)

Un pentito denuncia la camorra stragista 8 arresti, Setola scappa

sabato 19 luglio 2008

I ragazzi di Gomorra promossi sul set, bocciati a scuola

Sono stati bocciati dalla scuola. I ragazzi di Gomorra, applauditi a Cannes, premiati nei teatri d'Italia e salutati uno per uno dal presidente Napolitano, non hanno superato una prova istituzionale, quella della scuola. La Carlo Levi ha bocciato Totò, Salvatore, Simone e altri dieci ragazzi che avevano partecipato anche al progetto Arrevuoto, promosso dal Teatro Mercadante e dedicato ai giovani considerati a rischio. Salvatore e Simone, addirittura, non sono stati ammessi agli esami di terza media. Un provvedimento preso dagli istituti piuttosto raramente. «I miei ragazzi», è il modo in cui ne parla Roberto Saviano, che quasi non vuol credere alla decisione della scuola. «Sono stati attori nei teatri più famosi d'Italia — scrive lo scrittore sull'Espresso — hanno avuto i complimenti del presidente Napolitano che era andato a vederli alla prima al teatro Mercadante. Al festival di Cannes hanno ricevuto uno dei tre maggiori premi: quello della giuria. Eppure alla Carlo Levi di Scampia li hanno bocciati». Probabilmente, la scuola non ha potuto accettare così tante assenze degli allievi e ha dovuto scegliere di fargli ripetere l'anno, compiendo un gesto giudicato con amarezza da chi a quei giovani ha cercato di far vedere altro, avvicinandoli ad una cultura che non conoscevano. Il progetto "Arrevuoto", laboratorio di teatro, musica e danza ora diventato Punta Corsara, ha impegnato i ragazzi in eventi culturali di rilievo e li ha allontanati da una realtà quotidiana spesso priva di speranze. Seguendo la pedagogia montessoriana e l'uso dell'attività di strada, il progetto educativo è riuscito a prenderli per mano con un metodo più vicino alle loro esigenze. Partendo da Scampia, avevano portato sulle scene Aristofane e Moliere, calcando anche le tavole del Teatro Argentina a Roma e del Dante Alighieri di Ravenna e raccogliendo premi in giro per l'Italia. E il teatro serviva proprio a rendere protagonisti i ragazzi provenienti da realtà difficili. Serviva a toglierli dalla strada, ad avvicinarli alla cultura, ad insegnargli il confronto e a offrirgli un'altra possibilità. Rappresentava quello che dalla scuola i ragazzi non sapevano prendere e che difficilmente ora hanno imparato. Arduo apprendere da una scuola che non si è adeguata a un linguaggio nuovo e che, in un certo senso, non ha riconosciuto la validità di una formazione efficace, ma poco istituzionale. Come ha confidato a Roberto Saviano un professore della scuola media Carlo Levi di Scampia «Hanno bocciato Totò, e questo in una scuola che non dovrebbe più bocciare né promuovere. Una scuola che si è arresa, là dove invece bisognava custodire la speranza». (Maddalena Bovenzi da il Corriere del Mezzogiorno)

"Così cacceremo gli abusivi da Pompei"
Napolionline - la citta vista da dentro - sabato 19 luglio 2008

domenica 1 giugno 2008

Gomorra, i talenti e il dovere della speranza

Di sicuro non piacerebbe né a Roberto Saviano né a Matteo Garrone sentire i commenti di alcuni, che, dopo aver visto il film Gomorra, si sono lasciati andare a giudizi del tipo: «Se questa è Napoli bisogna sperare che bruci con tutti i napoletani!». Proprio Saviano è un esempio di napoletano «altro» rispetto ai tanti volti e personaggi negativi raccontati nel film. Sì, perché Gomorra è un film che racconta una realtà di Napoli. Ma chi guarda Gomorra è portato purtroppo dal film a credere che ciò che vede è così, ed è immutabile, perché Napoli è questo e perché speranze non ce ne sono. Eppure qualsiasi inferno è tale proprio perché da qualche parte c’è una luce diversa, qualunque tunnel presuppone la possibilità di uscita. Ovviamente Gomorra è un bel risultato di un regista giovane e bravissimo e di un autore nuovo dall’immenso coraggio. Il volto di Saviano è un volto dai tratti forti, autentico, diretto. Il suo sguardo profondo ci dice che tutto il suo successo è meritato proprio perché non previsto, come il talento che sfonda con la forza della verità e lo sconvolgimento degli schemi. Ecco perché il volto di Saviano è un volto di speranza e quella speranza viene proprio da Napoli. E Garrone, l’indimenticabile regista de L’imbalsamatore, è un altro talento che spesso ha avuto a che fare con la difficile realtà campana. Lo so, agli artisti non si può chiedere di aggiungere o togliere qualcosa dalle loro opere d’arte, è stupido, impertinente e illogico. Ma indicare una speranza per Napoli oggi è un dovere. (Rosalia Porcaro il Mattino)

venerdì 30 maggio 2008

Napoli non è solo Gomorra

"Napoli non è solo Gomorra e lo dimostrano tanta vitalità artistica e culturale, le imprese sane e il lavoro pulito. Ma la crisi dei rifiuti e il potere della camorra sono un bubbone così grande che non ci sarà mai sviluppo vero se non viene estirpato". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un colloquio-intervista con il ''Mattino'' sul film "Gomorra", che il presidente ha visto insieme al regista Matteo Garrone e all'autore del libro Roberto Saviano. ''Un film impressionante -sottolinea il capo dello Stato- E' molto bello cinematograficamente parlando e molto crudo". "Ora “Gomorra” farà il giro del mondo -dice Napolitano- alimentando il dibattito e le polemiche sulla realtà di Napoli e della Campania ma il film come il libro si fonda, oltre che su conoscenze ed esperienze dirette, su basi di documentazione ineccepibile, atti giudiziari e parlamentari. Certo le luci di Scampia o di Castelvolturno sono fosche ma c'è sempre uno sforzo di comprensione di quello che avviene. Questo e' un segnale da cogliere''. ''E la visione con Saviano del film -aggiunge il Presidente della Repubblica- deve valere come un gesto di sostegno, di vicinanza delle istituzioni alla sua battaglia, al suo coraggio di svelare il mondo criminale dei Casalesi. Bisogna coltivare la speranza che in Campania accada quello che e' successo in Sicilia, che ci sia contro i clan che muovono il traffico di rifiuti tossici lo stesso impegno partecipato a denunciare il racket. In questo la magistratura, penso al processo contro i Casalesi, e il comportamento della politica sono molto importanti per coinvolgere i cittadini". (Adnkronos)