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venerdì 2 ottobre 2009

Giorgio Napolitano e Gianni Letta il 15 novembre a Napoli per i cento anni dalla nascita di Maurizio Valenzi

Lucia Valenzi: "L´evento sarà preceduto da un fitto programma di iniziative nelle scuole e nei luoghi della cultura. Vogliamo tenere vivo il ricordo e coinvolgere con il messaggio di mio padre centinaia di giovani"

Saranno il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta a concludere domenica 15 novembre la commemorazione per i cento anni dalla nascita di Maurizio Valenzi, organizzata dalla Fondazione Valenzi, in collaborazione con la Fondazione Premio Napoli. L´iniziativa, sotto l´Alto Patronato del Presidente della Repubblica, inizierà alle 11 e si svolgerà nella Sala dei Baroni di Castel Nuovo, aprendo così il programma delle celebrazioni di Maurizio Valenzi. Condotto dal Segretario Generale della Fondazione Valenzi Roberto Race, l'evento si aprirà con i saluti del Sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, del Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, del Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e del Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo Gianni Pittella. Seguirà l´intervento del Presidente della Fondazione Premio Napoli Silvio Perrella che presenterà "L´alfabeto di Maurizio": una lettura, per voce degli attori Mariano Rigillo e Cristina Donadio, di testi di Maurizio Valenzi, selezionati dai figli Lucia e Marco. Preceduto da un ricordo di Antonio Ghirelli, seguirà l´intervento di Lucia Valenzi, che presenterà il programma delle attività future della Fondazione. A chiusura delle celebrazioni, gli interventi di Gianni Letta e di Giorgio Napolitano. Nel corso dell´incontro, Napolitano consegnerà il Premio Napoli Speciale 2009 alla memoria di Maurizio Valenzi ai figli Lucia e Marco. Sarà inoltre presentato un libro, curato da Lucia Valenzi e Roberto Race, in cui sono raccolti i ricordi di tanti amici ed anche avversari politici, capi di Stato e di Governo, politici, intellettuali, imprenditori, artisti. Il volume sarà pubblicato in due edizioni: una rilegata a tiratura limitata, stampata da Arti Grafiche Boccia, ed una in brossura, edita da Tullio Pironti Editore. A fine evento sarà inaugurata, nella Cappella Palatina, la mostra fotografica "La Napoli di Maurizio", curata da Vera Maone con allestimento progettato da Salvatore Velotti, con immagini di alcuni tra i più importanti fotografi napoletani. "L´evento - dichiara Lucia Valenzi - sarà preceduto nelle scuole e nei luoghi della cultura da un fitto programma di iniziative, che si è aperto domenica 27 settembre ad Ischia con il ricordo organizzato dall´ex eurodeputato Franco Iacono, cui ha partecipato anche il sindaco di Torino e presidente nazionale dell´Anci Sergio Chiamparino, e con la presentazione che si svolge oggi a Napoli nell´Antisala dei Baroni del Maschio Angiono del volume "Maurizio Valenzi. La ragione, la passione", realizzato dall´Istituto Campano per la Resistenza in collaborazione con la Fondazione. Vogliamo tenere vivo il ricordo e dare continuità al messaggio di mio padre affidandolo a centinaia di giovani. Vogliamo dare vita ad una memoria attiva che si traduca anche in iniziative di interesse sociale; un contributo concreto, che pensiamo sia utile per Napoli, la città che lui ha amato e per la quale si è impegnato."

sabato 3 gennaio 2009

"Parole giuste, ma non valgono solo per noi"

Tutti d´accordo con Giorgio Napolitano. A cominciare, manco a dirlo, dai principali destinatari del suo messaggio. Quei politici che governano e che fanno sempre così poca autocritica. D´accordo il sindaco Rosa Russo Iervolino che parla in una pausa di una giornata dedicata alle trattative per la ricomposizione della giunta: «Quello che Napolitano ha detto, senso del dovere e uso accorto del denaro pubblico, è l´essenza di ciò che io chiamo politica. Il resto è sottobosco. Come sempre il presidente dice cose sensate ed estremamente giuste e io condivido pienamente. La vera politica è ciò che dice Napolitano». D´accordo anche il vicepresidente della giunta regionale Antonio Valiante, che però specifica: «Il problema è generale, non è solo un dato napoletano anche se oggi la lente di ingrandimento è sulla città ed è dunque giusto il richiamo del Capo dello Stato ad essere più attenti. Il punto è che l´assenza dei partiti, i quali hanno sempre garantito la costruzione della classe dirigente, affida oggi le scelte all´estemporaneità. Ma il problema riguarda anche l´organizzazione della pubblica amministrazione. Le semplificazioni hanno danneggiato l´efficacia e la trasparenza della macchina amministrativa». Secondo il segretario regionale del Pd, Tino Iannuzzi, «il richiamo di Napolitano è un´ulteriore spinta per la politica e i partiti a percorrere con sempre maggiore convinzione la via della trasparenza, della serietà e dell´assoluto disinteresse personale nell´esercizio dei ruoli della vita pubblica». «I cittadini - aggiunge Iannuzzi - chiedono buona amministrazione e buon governo, obiettivi che dobbiamo raggiungere con uno stile di sobrietà e oculata gestione della cosa pubblica. Il Partito democratico è impegnato ad accelerare in queste strategiche e irrinunciabili scelte di fondo anche in vista dell´indispensabile rilancio e rinnovamento profondo del governo della città di Napoli». Più drastico Luciano Schifone di Alleanza nazionale: «Esprimo vivo apprezzamento per le parole del Capo dello Stato, in particolare laddove ha auspicato l´instaurazione un nuovo costume politico. È evidente, però, che un tale cambiamento non può realizzarsi se non attraverso un passaggio di purificazione elettorale». Un richiamo che ha colpito anche il rettore della Federico II, Guido Trombetti: «Non si può che concordare con il richiamo del Capo dello Stato che ha una valenza di indirizzo e credo si riferisca a un rinnovamento naturale e irreversibile. Ma il tutto è bene che avvenga in un tempo ragionevole, nei tempi che la ragionevolezza della politica consente». (o. l. da la Repubblica Napoli)

“Serve un nuovo costume politico ma vedo anche segni di speranza”

giovedì 31 luglio 2008

Nicolais incontra Napolitano

Nicolais in visita da Napolitano: ieri il segretario provinciale del Pd si è recato al Quirinale per un saluto al presidente della Repubblica. In particolare, dopo uno scambio di valutazioni sulla situazione napoletana, Nicolais e Napolitano si sono soffermati a parlare del futuro della Fondazione Cotec, l’organismo per l’innovazione tecnologica del quale l’ex ministro Nicolais è attualmente presidente e che è stato al centro del IV Symposium sull’Innovazione in Europa tenuto a Napoli nel mese scorso alla presenza dei presidenti Onorari delle tre Cotec di Italia, Spagna e Portogallo, Napolitano, il re Juan Carlo I di Spagna, il presidente del Portogallo, Anìbal Antònio Cavaco Silva, e del presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Durao Barroso. Il mandato di Nicolais è in scadenza, per cui l’attuale segretario del Pd provinciale ha presentato a Napolitano la lettera di dimissioni. Probabile una riconferma dell’ex ministro all’Innovazione tecnologica. Il colloquio è durato circa mezz’ora. Spiega Nicolais: «Nulla di particolare, siamo amici io e il presidente. E questi incontri avvengono di frequente. Gli ho voluto dare un saluto e un augurio di buone vacanze». Prima della visita al Quirinale, Nicolais aveva incontrato il segretario nazionale del Pd Walter Veltroni e il vicesegretario Dario Franceschini per presenziare al confronto con una delegazione dei sindacati Cgil-Cisl e Uil della funzione pubblica guidata da Carlo Podda, Rino Tarelli e Fioravante Bosco. Per il Pd, su richiesta di Veltroni, hanno preso parte all’incontro anche Linda Lanzillotta e Cesare Damiano (rispettivamente ministro della Pubblica amministrazione e viceministro del lavoro nel governo ombra del Pd), Nicolais, Tiziano Treu e Paolo Nerozzi. Al centro del confronto le questioni che investono il settore che comprende tutti i servizi pubblici essenziali, le strutture amministrative dello Stato e degli enti locali: da scenario la riforma del ministro Brunetta. Su questi temi anche Nicolais ha sottolineato la necessità di non penalizzare il pubblico impiego, di promuoverne l’efficienza e la produttività anche con profonde innovazioni da raggiungere col metodo del confronto. (cor.cas. il Mattino)

lunedì 30 giugno 2008

Rappresentatività

Chi rappresentavano Bassolino e Iervolino al ricevimento organizzato dal Presidente Napolitano in onore del Re di Spagna e del Presidente del Portogallo a Villa Rosebery? Bassolino è presidente della Regione Campania, Iervolino è sindaco del Comune di Napoli, solo per ricordarlo ai nostri concittadini che vivono all’estero e che leggono i giornali on line per avere notizie delle cose che accadono nella lontana Patria… Cioè qual'è oggi il vero rapporto di consensi tra questa coppia e i cittadini di Napoli e della Campania? Vi è il ragionevole dubbio che questa percentuale di rappresentatività arrivi al 10%. E il “10” viene fuori dall’indotto di aziende, società, agenzie e tanto e tanto altro che è sotto la tutela di personaggi che formano la “grande famiglia di ricchi” della città.Un esempio: anni fa, quando Bassolino frequentava le Frattocchie e aveva sulla giacca sgualcita e macchiata di oli il distintivo con “falce e martello”, i biglietti per i mezzi pubblici (tram, filobus, cumana, metropolitana, circumvesuviana, funicolari) venivano stampati da una sola tipografia (Azienda Castiglione). Oggi, nella globalizzazione napoletana, per una sola serie di biglietti vi sono progettisti, grafici, disegnatori, agenzie che si muovono sotto la guida di laureati, architetti, ingegneri, avvocati, economisti, pubblicitari e giornalisti per mettere su comunicati stampa.È proprio un’altra roba. C’è dell’altro, quasi tutti i personaggi che girano intorno a questo indotto sono "persone di famiglia", nonni, padri, madri, fratelli, zii, nuore, generi e compagnucci del “buon convento”. Tutti insieme formano quel 10% che oggi Bassolino e Iervolino vanno a rappresentare nelle cerimonie ufficiali, come è accaduto appunto in occasione della presenza a Napoli di Re Juan Carlos e del Presidente del Portogallo Anibal Cavaco Silva che hanno partecipato al Simposio Cotec per l’innovazione tecnologica svoltosi a Palazzo Reale e poi invitati alla cena di gala a Villa Rosebery dal Presidente Giorgio Napolitano. Per la visita degli ospiti organizzazione perfetta: strade controllatissime da Capodichino al centro-città, dal Vomero a Posillipo e poi da Posillipo all’aeroporto, uno spiegamento di polizia mai visto a Napoli. Purtroppo non è stato possibile allontanare la realtà in cui vive Napoli, cioè la presenza dell’immondizia e le buche per le strade: sacchetti all’uscita dell’aeroporto e una discreta quantità sacchetti galleggianti sotto Villa Rosebery.Una enorme sofferenza per Giorgio Napolitano, e ai napoletani dispiace. Caro Presidente stop alla speranza, meglio navigare nella realtà e affrontarla con la giusta e sacrosanta “rappresentatività”. (di Barbara Casalegno Napoli.com)

domenica 15 giugno 2008

«Caro Giorgio un giorno sarai presidente»

«Caro Giorgio, tu sei bravissimo e preparatissimo: un giorno diventerai presidente della Repubblica. Quando ciò accadrà mi farebbe piacere essere invitato a visitare il Quirinale». Quando Peppe Ballo, il factotum del Pci, poi del Pds, poi dei Ds di San Giorgio a Cremano scrisse queste parole in un messaggio consegnato a Giorgio Napolitano oltre dieci anni fa, mai avrebbe pensato che il suo desiderio si sarebbe tramutato in realtà. Invece ieri Peppe, insieme alla moglie, è stato ricevuto con tutti gli onori dal Presidente. Eppure Ballo non è un capo di Stato e neppure un diplomatico: è un semplice militante di partito che per Napolitano ha sempre nutrito un particolare affetto. Qualche settimana fa è squillato il telefono a casa di Peppe. «Pronto, qui è la segreteria del Quirinale» ha detto una donna dall’altro capo della cornetta. Peppe, uomo semplice, andato in pensione dopo una vita di lavoro nel sindacato, ha pensato a uno scherzo ma la voce femminile ha proseguito: «Il Presidente ha trovato tra le sue carte il suo messaggio e si è ricordato di lei. Si scusa per il ritardo con cui le risponde e vorrebbe invitarla al Quirinale per farle vedere il palazzo e i giardini». E a Peppe Ballo è tornato in mente quel foglietto scritto a penna e consegnato a Napolitano a metà anni Novanta, a margine di uno dei tanti convegni che il partito organizzava a San Giorgio: non ci pensava ormai da moltissimo tempo. «Gli avevo scritto - ricorda adesso - che lui aveva la statura morale e politica nonché le competenze per ricoprire la carica più alta dello Stato». Così ieri mattina alle 11,30 Peppe Ballo e la consorte si sono presentati al Quirinale. E il vecchio militante, commosso, ha incontrato Napolitano. Pochi minuti, tanta emozione. E dopo la premonizione, un invito: «Caro Giorgio, vieni a trovarci, a San Giorgio ci sono tanti amici che ti aspettano». (Michele Ippolito il Mattino)

giovedì 5 giugno 2008

I cattivoni del Nord

"Basta leggere la relazione della commissione parlamentare sui rifiuti" dice Giorgio Napolitano, commentando le dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega, che interpretano la sua denuncia di ieri come un modo per scaricare le colpe dell'emergenza rifiuti sui "soliti cattivoni del Nord". Il presidente della Repubblica ha risposto alle domande di alcuni giornalisti che lo hanno spinto a commentare le parole di alcuni esponenti leghisti che si sono dipinti come i "soliti cattivoni del Nord" dopo le parole del presidente. "Io sono venuto qui - tiene a precisare il presidente della Repubblica - per sollecitare soluzioni a Napoli, non soluzioni al Nord, di un problema che è determinato da varie componenti tra le quali anche quella del traffico di rifiuti tossici dal Nord".

mercoledì 4 giugno 2008

Il Capo dello Stato a Napoli

Non avrà incontri su rifiuti o criminalità. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, in città oggi pomeriggio e domani mattina, non entrerà nel merito dei contenuti e delle polemiche sui provvedimenti del governo. Talmente decisa la sua scelta che sul sito Internet del Quirinale è scritto: «Nel corso della sua permanenza a Napoli non è previsto alcun incontro del Presidente della Repubblica su problemi relativi all´attuazione di decisioni di competenza del governo su cui si dovrà pronunciare il Parlamento». Parole dettate dal momento delicato e anche da un disappunto, confidato da Napolitano ad alcuni amici, per la coincidenza tra la firma che ha posto al decreto e la nuova inchiesta giudiziaria sui rifiuti, partita da Napoli. Di qui un invito «al dialogo tra le istituzioni, nell´interesse del Paese e della città». Oggi e domani in città, dunque, con due appuntamenti. Oggi alle 17 nella Sala degli Angeli e subito dopo, alle 18, sempre all´interno della cittadella fortificata dell´Università Suor Orsola Benincasa, assieme al rettore Francesco De Sanctis e al direttore del "Mattino" Mario Orfeo, per intitolare l´aula multifunzionale della Scuola di giornalismo a Giancarlo Siani, il giornalista simbolo della lotta contro la camorra, che lo uccise nel 1985. Un´iniziativa partita lo scorso anno su indicazione del segretario dell´Ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino durante la cerimonia del "Premio Siani" che si svolge nel mese di settembre.

I 75 anni di Andrea Geremicca: «Amo Napoli a prescindere»


venerdì 30 maggio 2008

Napoli non è solo Gomorra

"Napoli non è solo Gomorra e lo dimostrano tanta vitalità artistica e culturale, le imprese sane e il lavoro pulito. Ma la crisi dei rifiuti e il potere della camorra sono un bubbone così grande che non ci sarà mai sviluppo vero se non viene estirpato". Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un colloquio-intervista con il ''Mattino'' sul film "Gomorra", che il presidente ha visto insieme al regista Matteo Garrone e all'autore del libro Roberto Saviano. ''Un film impressionante -sottolinea il capo dello Stato- E' molto bello cinematograficamente parlando e molto crudo". "Ora “Gomorra” farà il giro del mondo -dice Napolitano- alimentando il dibattito e le polemiche sulla realtà di Napoli e della Campania ma il film come il libro si fonda, oltre che su conoscenze ed esperienze dirette, su basi di documentazione ineccepibile, atti giudiziari e parlamentari. Certo le luci di Scampia o di Castelvolturno sono fosche ma c'è sempre uno sforzo di comprensione di quello che avviene. Questo e' un segnale da cogliere''. ''E la visione con Saviano del film -aggiunge il Presidente della Repubblica- deve valere come un gesto di sostegno, di vicinanza delle istituzioni alla sua battaglia, al suo coraggio di svelare il mondo criminale dei Casalesi. Bisogna coltivare la speranza che in Campania accada quello che e' successo in Sicilia, che ci sia contro i clan che muovono il traffico di rifiuti tossici lo stesso impegno partecipato a denunciare il racket. In questo la magistratura, penso al processo contro i Casalesi, e il comportamento della politica sono molto importanti per coinvolgere i cittadini". (Adnkronos)

venerdì 23 maggio 2008

Lo Stato ricorda Falcone

Sedici anni fa, il "barbaro agguato di Capaci", in cui furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, segnò "un terribile attacco alle istituzioni dello Stato" da parte della mafia. Al quale però lo Stato "seppe reagire adeguatamente" nel segno dell’unità. "L’impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni", è il richiamo che oggi rilancia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato a Maria Falcone nell’anniversario della strage di Capaci. "Non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto" alla mafia, scrive Napolitano, "un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso". "In questo momento - sottolinea - ogni deciso sviluppo nell’azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato".

venerdì 21 marzo 2008

“Il voto non è mai inutile”

“Il voto non è mai inutile”, ricorda Giorgio Napolitano da Santiago del Cile. “Ciascuno - aggiunge il capo dello Stato - dà il voto, secondo la sua valutazione, il suo giudizio, al partito che ritiene più vicino, più affine, o più importante ai fini del rinnovamento politico del paese”. Parole subito interpretate come una bacchettata ai due partiti maggiori, Pd e Pdl, che a più riprese hanno lanciato appelli al “voto utile” accolti come il fumo negli occhi dai “nanetti”. Secondo un’interpretazione più piana, l’annotazione del capo dello Stato suonerebbe semplicemente come una constatazione del fatto che ad alcuni settori dell’elettorato l’esigenza della governabilità e della stabilità del quadro politico, su cui i due “giganti” e i loro alleati insistono, può legittimamente apparire meno rilevante rispetto alla volontà di veder sventolare in Parlamento le bandiere delle rispettive identità. «Bravo», ha esclamato Fausto Bertinotti candidato premier della Sinistra Arcobaleno appena saputa la notizia: «Il presidente dimostra ancora una volta la sua grande cultura democratica». D'accordo con lui, stavolta, è il leader Udc Pier Ferdinando Casini che, continuando a rivendicare un probabile inciucio tra Pd e Pdl nel dopo elezioni, aggiunge che il «voto utile per loro sta diminuendo. Il voto più utile è quello libero». Pecoraro Scanio invita tutti «ad ascoltare l'appello di Napolitano» e a dire «basta al qualunquismo», mentre Antonio Di Pietro ricorda che «come Idv siamo all'interno della coalizione riformista e riconosciamo Veltroni candidato premier. Avvertiamo però che Idv, con il suo simbolo, c'è nella scheda elettorale e votarci non è come votare Pd anche se facciamo parte della stessa coalizione». Per una volta Francesco Storace è «contento di essere d'accordo» col capo dello Stato: «Ora posso andare tranquillamente in galera, e so già a chi chiedere la grazia». Ma se Dario Franceschini giudica «saggia l'idea che il voto sia sempre utile», Silvio Berlusconi ricorda che «la mia opinione l'ho già data. Chi vota i piccoli partiti fa un favore a Walter Veltroni».

domenica 6 gennaio 2008

Tragedia rifiuti

“Si risolva la tragedia dei rifiuti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Napolitano, in partenza da Capri. 'In questo senso - ha aggiunto - c'è già un impegno forte del governo nazionale'. 'La gente va ascoltata e non bastonata', ha detto don Cipolletta, parroco della chiesa di Sant'Antonio che celebra la messa al presidio di Pianura. 'Ci dobbiamo anche interrogare sulle responsabilita' di chi da 30 anni promette un risanamento che non è mai arrivato'. (Ansa)



martedì 1 gennaio 2008

Napolitano: "Italia non avere paura"

Poca politica. Molta Italia. Perché la forza, e la risorsa, di questo paese è più nella gente che non nei politici. La cultura del fare contro quella della paura che anzi del fare è nemica e ostacolo. Alcune parole chiave come "fiducia" ripetuta ben quattro volte e "ottimismo". Gli occhi sul Pese che vive, che dà "segni concreti di dinamismo e di capacità innovativa"; sul Paese che soffre: soffre sul lavoro perché ci sono troppi morti; soffre nel quotidiano perché il costo della vita è troppo alto. Soffre perché "deve liberarsi dalle paure che non fanno ragionare e dai particolarismi che non fanno decidere". Quasi seguendo gli appunti di un diario personale scritto "viaggiando dal sud al nord del paese", Giorgio Napolitano saluta e racconta nel tradizionale discorso di fine anno l'Italia che è. Quella che ha visto nella tragedia dei lavoratori morti alla ThissenKrupp ma anche "in Istituti di ricerca e di alta formazione che possono ben vantare il titolo di centri di eccellenza"; quella che dopo tredici anni non riesce a risolvere "l'allarmante problema dei rifiuti in Campania" ma anche quella che "ha un grande potenziale umano e morale" che lui ha potuto riconoscere incontrando "persone con disabilità, persone non rassegnate, impegnate ad esprimere una speranza attiva realizzando al meglio se stesse"… continua

lunedì 31 dicembre 2007

Palco vuoto?

Meno tre: la Iervolino pensa al cincin in privato. Meno due: Bassolino è quasi arrivato alla stessa conclusione. Meno uno: se non vanno loro, figurarsi Di Palma. Un Plebiscito di assenze. Eppure in genere ci sono. Ci sono sempre. Il menu di fine anno pure stanotte è il solito. L´inno al Mediterraneo, l´arte contemporanea, il metrò aperto fino all´alba. Solo che stavolta l´ombra nera dei sacchetti sta consigliando a sindaco, governatore e presidente di Provincia di tenersi lontani dal brindisi in piazza tra la folla. Un imbarazzo che si allunga fino al Quirinale, da dove trapela la notizia che il presidente Napolitano non ha previsto alcun soggiorno in città. Il palco vuoto? Ufficialmente una questione tecnica. Cinque minuti prima della mezzanotte sul palco sale Avitabile; cinque minuti dopo, i 20 musicisti di Bregovic. Insomma, con tutto quel via vai di strumenti si finirebbe per stare stretti. Per non dire della novità dei fuochi d´artificio in piazza, autorizzati a patto che il backstage sia sgombro, mentre tra politici, fasce tricolori, auto blu, scorta, la calca sarebbe assicurata. Ufficialmente. In realtà ci sono i rifiuti, le montagne sotto casa e quelle immagini di nuovo imbarazzanti che fanno il giro del mondo. Non c´è staff politico che in queste ore non sia all´opera per capire quanta parte del dissenso popolare arriverà al Plebiscito, nel cuore del brindisi. Quanta parte e con quali modi. Alcune associazioni civiche già stanno invitando a dare le spalle al palco. Ed è recentissimo l´imbarazzo per i fischi al sindaco in occasione della Piedigrotta. «In piazza si è sempre festeggiato. Ma credo che a una protesta organizzata, nessuno avrà voglia di dare spazio», le parole fin troppo esplicite dell´organizzatore, Dario Scalabrini. «A questo si aggiungono le esigenze dello spettacolo: sincronizzare la mezzanotte, i fuochi e il cambio palco degli artisti con il brindisi può essere complicato». È questo il quadro in cui si inserisce la rinuncia di Napolitano alle vacanze in città tra Capodanno e l´Epifania. Era un´ipotesi, come del resto in ogni periodo di ferie. Il capo dello Stato era qui 12 mesi fa, poche ore dopo aver ricordato nel suo primo discorso di fine anno Emilia ed Enza, due ricercatrici precarie napoletane. Era a Napoli pure in estate, e in città c´è stato per visite ufficiali ben 4 volte, l´ultima in occasione del dialogo interreligioso e l´arrivo del Papa. Sergio Fedele, associazione Napoli punto a capo, gli ha scritto: «Venga perché il momento lo impone, perché le sue visite non possono essere solo atti rituali e perché venga a dire che chi ha sbagliato deve farsi da parte». (La Repubblica)