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venerdì 23 maggio 2008

Lo Stato ricorda Falcone

Sedici anni fa, il "barbaro agguato di Capaci", in cui furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, segnò "un terribile attacco alle istituzioni dello Stato" da parte della mafia. Al quale però lo Stato "seppe reagire adeguatamente" nel segno dell’unità. "L’impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni", è il richiamo che oggi rilancia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio inviato a Maria Falcone nell’anniversario della strage di Capaci. "Non è consentito ridurre il livello di attenzione rispetto" alla mafia, scrive Napolitano, "un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie più sofisticate per insinuarsi nella società minandone la vita democratica, la coesione e il progresso". "In questo momento - sottolinea - ogni deciso sviluppo nell’azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato".

martedì 20 novembre 2007

Indagine choc: un ragazzo su tre non ha fiducia nelle forze dell'ordine

Raffaele Cutolo e Bernardo Provenzano conosciuti dai ragazzi quanto Giovanni Falcone. È solo uno dei risultati del questionario proposto anche quest' anno dall’associazione studenti napoletani contro la camorra in collaborazione con la Confederazione degli studenti, la Provincia e l’Amesci (associazione mediterranea per la promozione e lo sviluppo del servizio civile). Una serie di domande che fu rivolta per la prima volta nel 2001, con risultati allora definiti clamorosi, e che ancora adesso mostra una realtà sospesa tra luci e ombre. La camorra resta una realtà che influenza molti aspetti del modo di pensare degli studenti. Due i dati positivi segnalati dalle risposte alle ventisei domande. Il primo: aumenta il numero di giovani che, nel rispondere, accetta di fornire nome e cognome (il tredici per cento si è mostrato disponibile a rendere note le sue generalità; nella precedente edizione del questionario non si andava oltre il sette per cento). Sostiene il presidente dell'associazione studenti contro la camorra, Andrea Pellegrino: «Questo dimostra che c’è una maggiore propensione dei ragazzi a mettersi personalmente in gioco contro la criminalità. E molti si mostrano anche pronti a lanciare iniziative concrete». Secondo elemento incoraggiante, cresce la percentuale delle denunce per furti e rapine: dal 27 per cento del questionario 2001 al 50 per cento del 2006. Spiega l'assessore provinciale Francesco Borrelli, tra i sostenitori dell’iniziativa: «È importante che sempre più giovani vittime dei raid si rivolgano alle forze dell’ordine». Ma i segnali preoccupanti restano numerosi. I malavitosi, nel complesso, risultano più noti degli eroi dell'antimafia: se 62 ragazzi su cento conoscono Giovanni Falcone, solo 22 sanno chi era Peppino Impastato e 17 hanno sentito parlare di Giancarlo Siani; 60 su cento, invece, ricordano la storia di Raffaele Cutolo e Bernardo Provenzano e 29 quella di Luigi Giuliano. Altri elementi negativi, la scarsa fiducia negli uomini in divisa (solo il 13% giudica positivamente il loro operato) e soprattutto il fatto che due studenti su tre ammettano di acquistare merce falsa.