venerdì 3 aprile 2026

Vico Equense. La dirigente Maresca ricorda il preside Grieco

di Alberta Maresca, dirigente scolastica

Vico Equense - Mi unisco al dolore della famiglia, sia personalmente sia come dirigente scolastico, per la scomparsa del preside Giacinto Grieco, figura di riferimento del mondo della scuola, esemplare per competenza e umanità. Come docente e come dirigente scolastica mi sono formata alla sua scuola, perciò desidero ricordarlo per le tante iniziative che ha condotto e portato avanti in modo innovativo, ma soprattutto per un’idea di scuola fondata sulla relazione educativa fra studente e docente, una relazione che costituisce oggi come sempre il fondamento della scuola, Questo il messaggio dell’articolo che il preside Grieco pubblicò nel maggio del 2007 sul giornale scolastico “Diciamolo”: “Dalla finestra di un’aula che affaccia sul terrazzo giunge la voce di un alunno che chiede qualcosa al suo professore. Mi sorprendo a pensare che al di là degli apparati, delle normative, delle riforme, la scuola, in fondo, è tutta qui: un ragazzo che chiede, che aspetta una risposta che gli illumini la mente, che gli riscaldi il cuore, che lo aiuti a crescere…” E ancora: “Anche i ragazzi di Abriola, di Anzi, di Paterno mi rivolgevano domande, con quei loro occhi grandi, neri, come nei dipinti di Carlo Levi. Dopo la scuola portavano le pecore al pascolo quando i tepori della primavera avevano sciolto le nevi dei lunghi inverni lucani”. Poi venne Vico, prima con la scuola Caulino di Moiano, poi con la Scarlatti che assorbì per dimensionamento i corsi della secondaria di Arola e Massaquano, un percorso ininterrotto nella città e nel paesaggio che tanto amava: “Ed ora esco sul terrazzo, fiorito di gerani. I teneri germogli del glicine e del gelso si fanno accarezzare dalla brezza. Lontano, oltre le cime dei pini e dei lecci, si distende ampia e dolce, la curva del golfo su cui domina il “bipartito giogo” dell’imponente montagna”. Grazie, preside Grieco. Quegli “occhi neri” io li ho visti e li rivedo ogni giorno, e per quanto posso insegno a riconoscerli ai tanti insegnanti, che ancora ci sono, animati da passione educativa, che come dicevi tu “non guardano all’orologio” e sanno capire le domande fatte senza parole, anzi con gesti di rifiuto e opposizione, e piano piano sanno far accendere una luce negli occhi dei ragazzi. Oggi abbiamo perso un maestro e un educatore: grazie preside Grieco, noi terremo stretti i tuoi insegnamenti e continueremo sulla strada che ci hai indicato.

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