Vico Equense - Da sempre impegnato nella lotta contro le organizzazioni criminali, è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Si tratta di Ferdinando Imposimato, attualmente presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, che mercoledì 13 maggio, ore 18,30, presso la sala consiliare del Comune di Vico Equense, parteciperà all’incontro “Aldo Moro – Ricordi e Testimonianze”. Al tavolo dei relatori, accanto a lui, siederanno l’onorevole Michele Viscardi e il professore Guido D’Agostino. A moderare sarà il giornalista RAI Vincenzo Perone. Si tratta di un evento organizzato dal Comune di Vico Equense, che ha unito consiglieri di maggioranza e opposizione. “Sono felice che il sindaco abbia accolto con entusiasmo l’idea di dar vita a questo momento di riflessione – afferma il consigliere Pasquale Cardone – perché rappresenta l’occasione per ricordare una dolorosa ma importante pagina della nostra storia”. “Il nostro obiettivo – aggiunge l’assessore Raffaele Esposito – è quello di fare cultura. Metteremo la politica da parte per dare spazio ad una discussione che arricchisca la nostra conoscenza su una vicenda che ha segnato un’epoca”. A trentuno anni dalla sua morte verrà ricordato un uomo che è stato cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana, da tutti considerato un mediatore tenace e abile nella gestione e nel coordinamento politico delle correnti che agivano all'interno del suo partito, un convinto assertore della necessità di un centrosinistra da raggiungersi in forma di coalizione politica. Si parlerà di un uomo vittima del terrorismo, rapito e poi ucciso dalle “Brigate rosse”, e della tesi contenuta nel libro ‘Doveva Morire’ di Ferdinando Imposimato, secondo la quale in sette occasioni Aldo Moro poteva essere salvato. Nel suo volume, infatti, il magistrato racconta nuovi scenari relativi al caso Moro, scenari che porterebbero alla luce nuovi colpevoli, ulteriori intrighi, inquietanti complotti. (Ufficio Stampa Città di Vico Equense)
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lunedì 11 maggio 2009
“Aldo Moro – Ricordi e testimonianze”
Vico Equense - Da sempre impegnato nella lotta contro le organizzazioni criminali, è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Si tratta di Ferdinando Imposimato, attualmente presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, che mercoledì 13 maggio, ore 18,30, presso la sala consiliare del Comune di Vico Equense, parteciperà all’incontro “Aldo Moro – Ricordi e Testimonianze”. Al tavolo dei relatori, accanto a lui, siederanno l’onorevole Michele Viscardi e il professore Guido D’Agostino. A moderare sarà il giornalista RAI Vincenzo Perone. Si tratta di un evento organizzato dal Comune di Vico Equense, che ha unito consiglieri di maggioranza e opposizione. “Sono felice che il sindaco abbia accolto con entusiasmo l’idea di dar vita a questo momento di riflessione – afferma il consigliere Pasquale Cardone – perché rappresenta l’occasione per ricordare una dolorosa ma importante pagina della nostra storia”. “Il nostro obiettivo – aggiunge l’assessore Raffaele Esposito – è quello di fare cultura. Metteremo la politica da parte per dare spazio ad una discussione che arricchisca la nostra conoscenza su una vicenda che ha segnato un’epoca”. A trentuno anni dalla sua morte verrà ricordato un uomo che è stato cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana, da tutti considerato un mediatore tenace e abile nella gestione e nel coordinamento politico delle correnti che agivano all'interno del suo partito, un convinto assertore della necessità di un centrosinistra da raggiungersi in forma di coalizione politica. Si parlerà di un uomo vittima del terrorismo, rapito e poi ucciso dalle “Brigate rosse”, e della tesi contenuta nel libro ‘Doveva Morire’ di Ferdinando Imposimato, secondo la quale in sette occasioni Aldo Moro poteva essere salvato. Nel suo volume, infatti, il magistrato racconta nuovi scenari relativi al caso Moro, scenari che porterebbero alla luce nuovi colpevoli, ulteriori intrighi, inquietanti complotti. (Ufficio Stampa Città di Vico Equense)
giovedì 7 maggio 2009
La tragedia del 9 maggio 1978 rivista 31 anni dopo
Vico Equense – Aldo Moro fu assassinato dalle BR il 9 maggio del 1978 dopo un interminabile e sofferta prigionia. La Città di Vico Equense lo ricorderà mercoledì 13 maggio alle ore 18,30 nella sala consiliare attraverso le voci di Ferdinando Imposimato (magistrato) dell’on Michele Viscardi e del prof. Guido D'Agostino moderati dal giornalista Rai Vincenzo Perone. Proprio di questo si occupa il libro “Doveva morire” scritto da Imposimato, all’epoca dei fatti giudice dei primi tre processi relativi alla vicenda, e il giornalista Sandro Provvisionato che cercano di illustrare e dimostrare la reale linea politica che il governo italiano aveva scelto di seguire. In base ad approfondite ricerche sui documenti, alcuni già conosciuti altri scoperti durante la stesura del libro, infatti i due autori criticano la presunta linea della fermezza sempre sostenuta dal potere politico e in base alla quale non si poteva e non si doveva cedere in nessun caso ai ricatti e alle richieste dei brigatisti. Al contrario l’ex magistrato e il giornalista sostengono nel loro libro che «in verità quella seguita dal governo fosse la linea dell’immobilismo, con cui si intendeva bloccare ogni iniziativa volta a ritrovare e liberare il presidente della Democrazia Cristiana, e la volontà di escludere dalle indagini le forze dell’ordine». Nel libro infatti vengono citati molti episodi in cui Moro poteva essere salvato e molti casi di gravi negligenze, mentre invece nelle stanze del potere si tramava affinché polizia e carabinieri rimanessero immobili. E' il caso ad esempio, tanto per citarne uno, dei numerosi ordini di cattura e mandati di perquisizione nei confronti di sospettati che l’allora ministro dell’interno Francesco Cossiga fece sospendere, nonostante questo fosse un compito che non gli spettava, sostenendo che questo avrebbe potuto mettere in pericolo la vita dello stesso Moro. Una serata dunque utile soprattutto alla platea di giovani, che poco e male conoscono di questa vicenda e dell’uomo Moro.
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