martedì 28 dicembre 2010

Sicignano ha scritto una lettera al Sindaco Bobbio, sul tema della legalità

Castellammare di Stabia - «Caro Sindaco, sul diniego alle costituzioni di parte civile, da parte del comune, negli omicidi realizzati dalla Camorra, sbagli» è quanto ha scritto in una lettera indirizzata al Primo Cittadino, il consigliere comunale di opposizione, Antonio Sicignano, leader del Cdl stabiese, all´ indomani dell´approvazione, da parte dell´intero consiglio comunale, della proposta avanzata dal consigliere di opposizione, di intitolare l´aula consiliare ai magistrati Falcone e Borsellino. «Tutti sanno che la costituzione di parte civile - spiega Sicignano - consiste in una pretesa di risarcimento del danno avanzata in un procedimento penale ed è sotto gli occhi di tutti che i reati di camorra, e specie gli omicidi, producono una notevole danno economico alle città in cui si verificano. Ciò, soprattutto in termini di immagine e di danni al turismo, ed - a mio modesto avviso - è sacrosanto se, in questi casi, con la costituzione di parte civile, l´Ente Comunale chiede il conto ai camorristi». «Senza dimenticare poi che siffatte scelte hanno un doppio valore simbolico: innanzitutto reclamano il valore sacrosanto della vita umana che non deve in alcun modo essere messa in discussione a chiunque appartenga e poi incentivano i cittadini e gli imprenditori a contrastare anche giudizialmente la camorra. Ovviamente, nel dire ciò non voglio prendere posizione in merito alle vicende più recenti, ma parlo in generale». Ma nella lettera Sicignano aggiunge:«l´ approvazione, da parte dell´intero consiglio comunale, della mia proposta di intitolare l´aula consiliare ai magistrati Falcone e Borsellino è un fatto molto importante e di ciò merito spetta anche a questa maggioranza. Ora però continuiamo su questo binario ed entriamo nelle scuole, con progetti mirati, per combattere le mentalità distorte». «Nel passato più recente ho spesso organizzato iniziative del genere, che hanno registrato la partecipazione convinta anche dell´allora Senatore Bobbio; in quello più lontano, mi attivai per un importante percorso culturale come "Educazione alla Legalità", che riscontrò molto successo tra i giovani, ma che fu poi offuscata dalle amministrazioni di sinistra degli ultimi 10 anni. Questo è il mio auspicio: facciamo ripartire "Educazione alla Legalità"»

Micromega accusa Di Pietro: tarocca i sondaggi

E' scontro tra Micromega e Antonio Di Pietro. Il direttore della rivista di filosofia e politica, Paolo Flores d'Arcais, accusa l'ex pm di aver "taroccato" un sondaggio lanciato proprio dal periodico il 24 dicembre a partire dalla lettera degli esponenti dell'Italia dei Valori De Magistris, Alfano e Cavalli che sottolineavano la necessità di "una grande opera di pulizia" nel partito. Dal suo blog Di Pietro replica tacciando Flores D'Arcais di "accidia" e di aver condotto un sondaggio "in modo furbastro ed omissivo". Il botta e risposta nasce dall'editoriale pubblicato oggi sul sito di Micromega in cui il direttore rivela il testo di un sms inviato a tutti gli iscritti e simpatizzanti dell'Idv dall'apparato dirigente di Di Pietro per invitare a votare l'opzione secondo cui non esiste alcuna questione morale nel partito: "Ciao - recitava il testo del messaggio - vai su Micromega e vota (e fai votare) per il presidente. Grazie, risposta numero 4 (gira sms a tutti i tuoi contatti)". In questo modo, osserva il direttore di Micromega, "circa tremila voti così 'coscritti' hanno fin qui manipolato i risultati, e non dubito che nelle prossime ore altri voti lo faranno ulteriormente. Ma con queste manipolazioni, caro Antonio, cosa ci guadagni? Un sondaggio serve a capire, in modo più o meno approssimativo, quale è lo stato d'animo effettivo di un settore dell'opinione pubblica, per poter poi agire. Questo almeno tra le persone serie. Per Berlusconi e altri politicanti, invece, un sondaggio serve a influenzare l'opinione pubblica, ingannandola con lo specchietto di cifre gonfiate sugli effettivi umori del 'pubblico' (come con gli applausi finti in certi spettacoli tv)". (Apcom)

lunedì 27 dicembre 2010

Caccia all’untore

Stefania Prestigiacomo torna sui litigi interni al PdL. Il Ministro dell’ambiente racconta ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, di essere stata bistrattata dalla Santanché, che accusa di essere "il direttore occulto del Giornale". "Non sono una yes-woman: non dico sempre di sì, dico quel che penso. Ma l’idea che io, dopo sedici anni, possa essere accusata di infedeltà sarebbe ridicola se non fosse mortificante. Non prendo lezioni di fedeltà da nessuno. Sono nata politicamente con Berlusconi, morirò politicamente con Berlusconi". E il gruppo misto, allora? "Non ho ancora deciso. Non sono un’irresponsabile. Certo in questo Pdl mi sento sempre più a disagio. Si è creata un’atmosfera da caccia all’untore".

Un Natale ricco di... rifiuti

«Noi emigranti dei fornelli, ambasciatori della nostra terra»

Cannavacciuolo da Vico Equense al ristorante gourmet in Piemonte

«Quando comunicai a mio padre l’intenzione di fare il cuoco la prima cosa che mi disse fu di fare la valigia». Non ha dubbi su come si raggiunge il successo in questo mestiere Antonino Cannavacciuolo, originario di Vico Equense in costiera sorrentina, che a 35 anni ha già tagliato buona parte dei traguardi che caratterizzano la carriera di uno chef di successo. La sua storia ricorda tanto quella di Luigi Spasiano, suo coetaneo e chef emigrante della grande ristorazione. Antonino Cannavacciuolo ha conquistato il successo nel territorio nazionale. Oggi, infatti, il ristorante Villa Crespi sulle rive del lago d’Orta in Piemonte, è nel cuore dei gourmet di tutto il mondo. Quale è stato il tuo percorso professionale? «Finita la scuola alberghiera, ho seguito le indicazioni di mio padre e di un mio insegnate cominciando una serie di esperienze in Italia ed in Francia. Vedere, capire, approfondire e poi tentare una mia interpretazione di cucina: questo è stato il percorso delle origini durante il quale ho realizzato che la passione e la volontà devono essere necessariamente accompagnate da disciplina e sacrificio. Senza motivazioni tanto forti sarebbe impensabile stare lontani dalla propria terra». Quindi per chi vuole fare il cuoco è ancora indispensabile lasciare la propria terra? «Ci sono molti modi di fare questo mestiere, ma chi aspira a confrontarsi con le grandi cucine del mondo non può pensare di farlo restando in un unico posto, per quanto fortunato sotto il profilo gastronomico possa essere, come nel caso della Campania. Non si tratta di fare gli emigranti, ma è necessario capire che per svolgere questo lavoro è indispensabile conoscere le diverse tradizioni, anche quelle che in apparenza sembrano le più lontane dalla nostra cultura di origine». Dunque l’esperienza diretta come completamento delle conoscenze scolastiche? «Sicuramente sì, ma non solo. Non bisogna dimenticare infatti che il successo della cucina italiana nel mondo è anche merito dei tanti giovani cuochi che sono andati fuori per imparare e che sono rimasti nei diversi paesi svolgendo il ruolo di ambasciatori dei nostri prodotti e delle nostre ricette. E questo è accaduto anche a me che ho portato i sapori ed i profumi del sud in questo angolo di Piemonte». Due stelle per la guida Michelin, tre forchette per il Gambero Rosso, tre cappelli per l’Espresso: qual è il prossimo traguardo da raggiungere? «Sembrerà strano ma l’aver aperto un mio ristorante, che poi è anche albergo, a poco più di vent’anni, se da una lato è il coronamento di un sogno per un ragazzo, dall’altro mi lascia poco tempo per andare in giro e proseguire in quel percorso di esperienze e di conoscenze della cultura gastronomica dei diversi paesi». (Francesco Aiello il Mattino)

Lo choc dei colleghi a Toronto «Era innamorato delle pentole»

Massa Lubrense - Nell’abitazione della famiglia di Luigi Spasiano, a Sant’Agata sui due Golfi, erano in corso i festeggiamenti per il Natale. Ma durante il cenone due poliziotti hanno suonato alla porta per notificare al padre il telegramma del ministero degli Esteri che annunciava la tragica morte del giovane chef. La famiglia era tutta riunita per le festività, c’erano papà Vittorio, mamma Anna Laura Venanzio e gli altri due figli, Salvatore e Agata, anche se il pensiero con un velo di tristezza non poteva non andare a quel figlio che si trovava all’altro capo del mondo. Ma tutti nella famiglia Spasiano sapevano che quella era la sua scelta, voleva fare strada come cuoco e questo l’aveva portato lontano dalla sua terra. In Ecuador stava trascorrendo una breve vacanza con la ragazza che amava e questo contribuiva a rasserenare gli animi. La notizia della morte del giovane chef ha cominciato a circolare in paese soltanto ieri mattina, anche se le autorità locali erano già a conoscenza di quanto accaduto. Il sindaco Leone Gargiulo è stato il primo a raggiungere la famiglia, con la quale si è trattenuto anche per l’intera giornata di ieri. «Conosco da sempre la famiglia Spasiano – spiega il primo cittadino di Massa Lubrense – Luigi era un bravissimo ragazzo e un grande lavoratore, tanto che non ha esitato a trasferirsi lontano pur di poter raggiungere il proprio obiettivo di diventare un chef importante». I familiari chiusi nel loro dolore non vogliono incontrare estranei. È proprio il sindaco che gestisce i rapporti con l’esterno, tutelando la privacy della famiglia. «Teniamo i contatti con l’unità di crisi – dice Leone Gargiulo – in attesa di sapere qualche ulteriore dettaglio sulla morte di Luigi. Questa mattina, il fratello Salvatore e un cugino partiranno per l’Ecuador per saperne di più in attesa di poter rimpatriare la salma». L’intera comunità di Sant’Agata sui due Golfi è scossa. «La notizia è stata come un fulmine a ciel sereno – dice don Mario Cafiero, parroco della locale chiesa - Ho raggiunto la famiglia per confortarli in questo difficile momento. Ora non ci resta che pregare per Luigi, un bravo ragazzo che conoscevo bene così, del resto come tutti qui a Sant’Agata». «Appena la salma sarà rimpatriata – aggiunge don Cafiero – celebreremo il rito funebre nella nostra chiesa per potergli tributare l’estremo saluto». A rendere tutto ancora più triste sono le belle parole giunte ieri in serata alla famiglia dello chef dall’intero staff della cucina del ristorante Sorrento di Toronto guidato da Luigi: «Rimane un grande senso di vuoto. Abbiamo aperto il ristorante tutti insieme: lui, chef, un ragazzo semplice e solare che si era ben integrato a Toronto, facendosi volere bene da tutti - è scritto tra le altre cose nella email - Era molto professionale, innamorato del suo lavoro, dicevamo che ”era innamorato delle sue pentole”. Un ragazzo affettuoso, sempre pronto a qualsiasi sfida pur di migliorarsi sempre. Aveva creato un’affiatata squadra alla quale ha insegnato e trasmesso la sua passione per la cucina, e che continueranno grazie all’insegnamento accurato che ha lasciato». (Massimiliano D’Esposito il Mattino)

Corto circuito, in fiamme la casa di un immigrato

Massa Lubrense - Brutto Natale per una famiglia di immigrati polacchi dopo l’incendio della loro abitazione provocato da un corto circuito. Ieri mattina in via Turro Pastena, al numero civico 33 del complesso di palazzine dell’ex Ina-case, nell’abitazione di Henndy Kohedub, un immigrato polacco dipendente d’una pescheria di Sant’Agata sui due Golfi, s’è sfiorata la tragedia: erano da poco passate le 9 quando per un corto circuito provocato da uno sbalzo della tensione elettrica improvvisamente ha preso fuoco il televisore. Le fiamme con una densa nuvola di fumo nero si sono subito estese alle tendine del balcone che dà sulla provinciale Massa-Turro-Pastena-Sant’Agata e da queste ai mobili ed alle altre suppellettili domestiche. Col capofamiglia c’erano in casa altre tre persone: la moglie, sua madre ed il compagno di quest’ultima. A stento, con l’abitazione avvolta dal fumo e dalle fiamme, gli occupanti della casa di proprietà di Angela Aversa sono riusciti a dare l’allarme subito raccolto da un vicino, il pensionato Sebastiano Amitrano, un ex marittimo esperto in pronto soccorso, che è intervenuto con due estintori mentre con alcune scale altri abitanti del posto Franco Ruocco e Valentino Spasiano provvedevano a mettere in salvo non solo i quattro polacchi ma anche la famiglia di Giuseppe Castellano abitante con due figli minori nell’appartamento al piano superiore anch’esso invaso dall’acre odore del fumo. In soccorso sono subito intervenuti i vigili del fuoco della caserma di Piano di Sorrento al comando del caposquadra Bruno Bruzzano che oltre a domare l’incendio che poteva propagarsi ad altri appartamenti ed il personale d’un’autoambulanza del 118 con la dottoressa Amalia Rega e gli infermieri Concetta Ingenito e Giuseppe Esposito che provvedevano a disintossicare dal fumo gli occupanti di entrambi gli appartamenti. Mentre i vigili urbani Angelo Esposito e Bruno De Simone al comando del luogotenente Carlo Fabiano bloccavano per circa tre ore il traffico indicando agli automobilisti ed agli autisti della Sita i percorsi alternativi. Rapido l’intervento anche dei Carabinieri della stazione di Massa Lubrense col maresciallo Giacomo Sammartano. (Gennaro Pappalardo il Mattino)

Parisi a Bersani: Così non va, sceglieremo caso per caso

Nel Pd "si è perso il bandolo della matassa". Il Pd si è trasformato, "per di più per iniziativa dei principali dirigenti, in un modo di essere 'partito' e di stare nel partito che non corrisponde più alle forme evocate in passato dal termine partito e allo stesso tempo, promesse in nome di un partito nuovo per il futuro". E' sulla base di queste considerazioni che un gruppo di parlamentari del Pd, a cominciare da Arturo Parisi, ha deciso di "concorrere d'ora innanzi alla vita del partito valutando occasione per occasione, cominciando dalla prossima Direzione nazionale", fissata per il 13 gennaio. L'iniziativa è annunciata in una lettera inviata al segretario, Pier Luigi Bersani, che è pubblicata sul 'Corriere della Sera'. A firmarla, oltre a Parisi, Mario Barbi, Antonio La Forgia, Fausto Recchia, Andrea Papini, Albertina Soliani e Giulio Santagata, parlamentari tutti vicini a Romano Prodi. Nel Pd, lamentano, c'è stata una "mutazione", si sono formate "associazioni con propria autonoma e formale membership" che non riconoscono "le sedi ufficiali come luogo di analisi e valutazione dei principali passaggi politici ed elettorali". "Non riteniamo più produttivo - sottolineano Parisi e i colleghi - continuare con la pratica di riunioni che precipitano in frettolosi voti unanimistici chiamati a confermare decisioni già assunte", "patti decisivi stretti durante un pranzo" e poi messi in discussione "in una successiva intervista", "illustrazione sui media della linea del partito da parte di dirigenti pur autorevoli che non rivestono, tuttavia, nel presente responsabilità formali". (Apcom)

C’è vita a sinistra

Cambiare insegna…

Vico Equense - Nel centro sinistra arriva il salvatore della patria, e tutti sono disposti ad accoglierlo a braccia aperte. Atterriti dall’idea che non si candidi. Dopo cinque anni di disastri, resta l’unica speranza per risollevare la storia della sinistra cittadina, e non solo. Massima unità sul suo nome, niente primarie e nemmeno un simbolo di partito. I caratteri dell’operazione si possono già intuire: cambiare insegna per salvare la “ditta”, dal rischio affondamento. Un cambio della ragione sociale che sarà reso pubblico a fine gennaio 2011. Questo giovane movimento democratico e di sinistra, venuto al mondo da solo, sintonizzato sui bisogni concreti della gente, senza nessun legame con quell’amalgama mal riuscita tra gli eredi del Pci e la costola popolare della Dc, cambierà la politica vicana. Il progetto sembra degno di nota.

Unitre, auguri per il 2011

Vico Equense – “Per il nuovo anno, - spiega Enzo Esposito, presidente dell’Unitre - auguri all'Italia, al mondo, agli equensi. Che migliori la qualità della vita per tutti. Auguri all'’Amministrazione comunale con la speranza che prima delle elezioni completi il suo programma. Auguri al presidente della fondazione SS. Trinità con la speranza che riesca a perseguire finalità che soddisfino gli interessi della cittadinanza equense e contribuiscano a far progredire la sua cultura. E' la cultura e la coerente azione umana che crea benessere. Auguri ai soci dell'Unitre, - continua - col coraggio di resistere alle aggressioni e ai tentativi di distruzione del loro impegno civile. Quest' anno termina con amarezze. A novembre, una perdita d'acqua ha invaso d'acqua due pareti della stanza ove si svolgono le lezioni e che confina con la cappella. I tecnici dichiarano di aver otturato la falla. ma la macchia cresce e si allarga (foto 1). La cappella, per un vetro rotto è diventata un deposito di guano rilasciato dai colombi che vi nidificano. Pare che a Vico non vi sono vetrai. A fine novembre dei ragazzi di Vico che nessuno vuole identificare hanno scassinato la porta di un locale usato dall'Unitre e vi hanno sparso il contenuto di un estintore d'incendio della scuola alberghiera, provocando danni (foto n.2). A dicembre un ignoto scassinatore ha prodotto un incendio (foto n.3). L'istituto SS. Trinità è incustodito e facilmente accessibile a chiunque di giorno e di notte. Non esistono sistemi attivi di chiusura e nonostante le sollecitazioni si dimostra di non voler provvedere. I motivi? Non li si dichiara. Attendiamo – conclude - il 2011 sperando di sopravvivere all'incuria, alla sciatteria, alla pavidità, al menefreghismo dilagante, all'arroganza dei prepotenti. Sperare che cambi qualcosa, è un azzardo.”

domenica 26 dicembre 2010

Questione di valori…

La questione morale agita l’Italia dei Valori. Luigi De Magistris ha pubblicato sul suo sito un documento firmato assieme alla deputata europea Sonia Alfano e al consigliere comunale lombardo Giulio Cavalli, dal titolo “L’IdV e la questione morale”. Citando Enrico Berlinguer, i tre partono dal caso Scilipoti-Razzi e chiedono «una brusca virata». «Abbiamo un patrimonio da cui ripartire - scrivono - ed è quella “base” pensante e operativa, che non ha timore di difendere a spada tratta il suo leader Di Pietro ma nemmeno di rivolgersi direttamente a lui per chiedere giustizia e legalità all’interno del partito “locale”». La loro lettera ha generato un intenso dibattito in rete e non solo tra i militanti dell’Italia dei Valori. Lo stesso Di Pietro ha risposto, senza citarli mai con un video, in cui dice che se “trova qualche mela marcia l’allontana”.


Cuoco di Massa Lubrense ucciso in Ecuador

Massa Lubrense - Luigi Spasiano, 35 anni, di Massa Lubrense, originario della frazione di Sant’Agata sui due Golfi, è stato assassinato il giorno di Natale in Ecuador, dove stava trascorrendo tre giorni di vacanza in compagnia della fidanzata, una ragazza locale. Luigi Spasiano lavorava come cuoco a Toronto, in Canada, presso il ristorante Sorrento di proprietà di Nino Cioffi, titolare del bar Bougainville di Sorrento. Sono in corso indagini da parte dell’autorità locale per accertare i motivi che hanno determinato la tragedia. Il sindaco di Massa Lubrense, Leone Gargiulo, è in contatto con il senatore Raffaele Lauro che ha seguito, nel corso della notte, la situazione attraverso il sottosegretario agli Esteri, Enzo Scotti. L’unità di crisi della Farnesina interessata dalla famiglia per chiarire le circostanze dell’accaduto e per tutti gli adempimenti di legge per il rimpatrio della salma. Luigi Spasiano lascia i genitori, il fratello Salvatore, appena sbarcato da una nave della Msc, e la sorella Agata, sottoufficiale dell’esercito. (di Antonino Siniscalchi da il Mattino.it)

Che fine ha fatto la Fina?

Vico Equense – Giusto per rimanere in tema con il post precedente, ma che fine ha fatto la pompa di benzina della Fina? Nel febbraio del 2006 il via libera al trasferimento dell’impianto di distribuzione carburanti da piazza Mercato a Seiano. Per effetto del piano di razionalizzazione della rete distributiva dei carburanti, approvato nel 2004, l’impianto, che era posto in Piazza Kennedy, fu considerato incompatibile e da trasferire. L’area sita al Corso Caulino a Seiano, individuata dal PRG e dallo stesso piano carburante, è stata destinata ad ospitare il nuovo impianto. La scelta progettuale si è basata sull’obbiettivo di non realizzare una stazione di servizio standard, monumento in gloria del motore e della tecnologia dell’auto (colori vivaci, forti immagini della compagnia petrolifera) ma ha voluto mirare ad esprimere una diversa concezione di luogo a servizio degli automobilisti, grazie alle scelte architettoniche e dei materiali di inserirsi in perfetta osmosi con l’ambiente circostante, cercando di minimizzare al massimo la sua presenza. I corpi di fabbrica che saranno inseriti nel suolo sono: il chiosco del gestore e la pensilina. I materiali usati per la loro realizzazione sono i conci di tufo, il legno lamellare e lastre di vetro. La stazione di servizio nascerà su parte di un agrumeto, delimitato dal Corso Caulino sui lati con un muro di tufo, che sarà demolito esclusivamente in corrispondenza dei varchi d’accesso. Ad oggi, però, i lavori della pompa di benzina non sono ancora iniziati. Perché?

Benzina, superato 1,50 euro per litro

Vico Equense – Il prezzo della benzina raggiunge vette sempre più alte, e arriva a superare gli 1,50 euro per litro, per capodanno è prevista una nuova impennata. Per le associazioni dei consumatori, i rincari stanno creando una situazione veramente grave. ''Sostenere che c'è qualche cosa che non va è dire poco - si legge in una nota di Federconsumatori e Adusbef -, infatti non si riescono a comprendere gli incredibili aumenti che si stanno verificando sui carburanti in questi giorni ed addirittura si sostiene da parte dei gestori che se ne aggiungeranno di ulteriori portando così la benzina a prezzi di circa 1,48-1,50 al litro. Per ritrovare prezzi simili bisogna tornare indietro al maggio-giugno 2008 quando il prezzo del petrolio si attestava da 120/135 dollari al barile. Anche tenendo conto del diverso cambio euro-dollaro la cosa non ci convince per nulla anzi siamo convinti che su tutta la filiera insistono pericolose speculazioni a cui bisognerebbe mettere mano''. “In questa situazione - conclude la nota - il Governo con cui si era convenuto di realizzare norme quali: commissione di controllo, razionalizzazione rete e apertura Grande Distribuzione e blocco prezzi settimanali, non vengono attuati annullando così gli eventuali benefici che ne potrebbero derivare. Sorge il sospetto che tali aumenti, che inevitabilmente fanno crescere le entrate fiscali all'erario siano dopotutto i benvenuti da parte di tutti tranne che dai cittadini''.

5° Edizione presepe vivente di Fornacelle

Vico Equense - Nelle caratteristiche vie del borgo di Fornacelle nei giorni 26-27-28 dicembre e il 5 e 6 gennaio, dalle 18 alle 21, sarà di nuovo in scena la rappresentazione natalizia del presepe vivente. L'idea di realizzare questa manifestazione è nata dalla passione di alcuni membri della comunità, al fine di rivalutare la piccola contrada e far si che non andassero perdute le tradizioni. La rappresentazione è data da un denso e faticoso lavoro di persone che, volontariamente, offrono il loro contributo già alcuni mesi prima affinché siano allestite le scene e preparati i costumi. Il loro e un lungo cammino che li ha portati a realizzare, quest’anno la 5° edizione del presepe, utilizzando come scenario la piazza e tutti i vicoli caratteristici del paesano. Oltre cento comparse e quaranta scene, arti e mestieri altrimenti dimenticati, e di vita abituale. Il visitatore attraversando i vicoli può percepire a fondo il significato del Natale, ammirando, alla fine del percorso, la grotta preparata secondo le scritture.

Vico Equense - Quanno chiove… a San Vito

Con le feste si aggrava l'emergenza rifiuti a Napoli

Corse ad ostacoli tra cumuli di spazzatura e vetrine addobbate. Servizio di Rossana Russo.

sabato 25 dicembre 2010

Sfrattata l' UNITRE dalla SS.Trinità e Paradiso! L'ennesimo sopruso ai danni dei cittadini

Vico Equense - Il Natale, come sempre, col suo carico di luci e festoni, con il suo aspetto di finta bontà e allegria a volte riserva anche sorprese cattive e regali che lasciano l´amaro in bocca. Un regalo del genere è stato fatto all´UNITRE (L´Università delle Tre Età) della Penisola Sorrentina, un sodalizio che ha circa 600 soci e svolge un servizio di promozione sociale con gli anziani e di educazione degli adulti senza fini di lucro e in regime di volontariato senza compensi e rimborso. Il dono è stato consegnato all´UNITRE dal signor Aniello Di Vuolo che è il presidente dell´Ente SS. Trinità e Paradiso che è un istituto di patrimonio dello Stato, gestito da un consiglio di amministrazione nominato del Ministro MIUR ed ha finalità educative. L´UNITRE entro il 30 giugno, dovrà lasciare la sede, due locali all´interno dell´Istituto, dove era allocata e dove, per questa locazione, pagava un fitto regolare. Appare chiaro ormai il disegno di questo signore, che poco ha in comune con la collettività di Vico Equense: svuotare la struttura, abbandonarla ad un´incuria che non ha mai avuto precedenti simili e poi realizzare una speculazione i cui intenti sono ancora oscuri e poco chiari. Il giardino agrumeto di via S.Ciro, dato in comodato d´uso al comune, è quasi sempre chiuso e incolto, molte parti del complesso hanno danni strutturali molto seri, di recente, un incendio appiccato da ignoti ha consentito l´espulsione della Scuola Alberghiera, mentre, per la Scuola Materna lo sfratto è avvenuto recentemente. A questo disegno non è estranea l´amministrazione di Gennaro Cinque che, se in un primo momento,sotto le richieste pressanti di un´acquisizione a patrimonio comunale, portata avanti dal Comitato Cittadini per Vico, ostentava un rozzo e finto interesse, oggi appare chiaro che quell´atteggiamento da piacione tipico del sindaco è un´altra fregatura che si prepara ai danni della popolazione del paese. Ma se Gennaro Cinque è riconoscibile io mi chiedo: ma chi è questo signor Di Vuolo che si permette di fare tutto questo? Come nasce? Per chi cura gli interessi? Come si permette di stravolgere le finalità stesse dell´ente? Chi lo autorizza a fare quello che sta facendo? Come entra questo signore nella storia di un ente che fa parte del DNA di buona parte dei cittadini di Vico Equense? Quali sono gli obiettivi che queste espulsioni dovranno realizzare nell´immediato? La storia dell´incendio, fatta passare per una bravata dei ragazzi dell´alberghiero, andrebbe chiarita e ci aspettiamo che i carabinieri svolgano le ricerche dovute e che non si abbandoni tutto, come spesso succede. Vogliamo i responsabili dell´accaduto. I VAS e il Comitato Cittadini per Vico pensano che la misura sia colma:sono state raccolte 2300 firme depositate al Comune. Sono la volontà tangibile della gente che vuole che questa struttura sia dei cittadini di Vico Equense! Il sindaco si prende la responsabilità in prima persona di quest´affronto che fa alla gente che lui dovrebbe amministrare, ma queste firme significano pure che questo signor Di Vuolo deve essere fermato! Non possiamo permetterci di perdere questa struttura così come abbiamo perduto il Castello Giusso! (Franco Cuomo VAS Verdi Ambiente e Società - Comitato Cittadini Per Vico)

Vico Equense – Presepi in mostra


Ripetitori e antenne… ci opponiamo

Vico Equense – La Giunta guidata da Gennaro Cinque ha approvato una delibera che prevede l’istallazione di quattro ripetitori di telefonia mobile. La decisione ha scatenato le proteste di cittadini e associazioni. In prima linea il Circolo dei Vas, e il Comitato “Cittadini per Vico”. Dure anche le critiche dell’associazione “Per Vico e i suoi Casali”. “E' infatti risaputo – spiegano i responsabili del movimento con un manifesto – che, l’aumento dell'elettrosmog può provocare nel medio lungo termine gravi problemi alla salute, in particolar modo per bambini, donne in stato interessante e portatori di stimolatori cardiaci. Nessuno vuole vivere nelle immediate vicinanze di antenne e/o apparati inquinanti. Nessun preconcetto – aggiungono – nei confronti dell’amministrazione ma sarebbe opportuno sapere se: Come nei tanti altri Comuni d’Italia è stato adottato un regolamento, se è stato previsto un canone di fitto e a quanto ammonta, se sono state adottate opportune misure di controllo sulle emissioni e da parte di chi. E’ stata acquisita – continuano – una relazione tecnica oltre che il parere del dirigente che a questa collettività, negli ultimi cinque anni, è costato oltre un miliardo di vecchie lire.” Quattro le zone individuate per l’installazione dei ripetitori. Vico centro (sul vecchio edifico comunale di via Filangieri), Ticciano, Monte Faito e Massaquano. “Per Vico e i suoi Casali" è “un’associazione che si prefigge di perseguire un progressivo miglioramento delle condizioni di benessere socio, economico, politico e culturale della collettività”. Gli aderenti indirizzano al sindaco delle domande per avere spiegazioni. In quest’ottica l’associazione si chiede ancora: “Perché l'Amministrazione Comunale ha provveduto a sostituire anche il gestore di telefonia, e, perché le scuole sono state isolate con evidenti ed ingiustificati disservizi?” Tanto è vero che dall'inizio del mese per effetto della cessazione dei servizi erogati dal vecchio gestore (Telecom) alcune strutture pubbliche del nostro territorio quali il I° Circolo Didattico (Sconduci) e il III° Circolo Didattico (Scarlatti) si sono visti sospendere il servizio della linea ADSL, con pesanti ripercussioni per la normale gestione e il corretto funzionamento degli stessi istituti (gestione flussi finanziari, gestione rapporti con enti e società locali e nazionali). “Perché questi continui cambiamenti?”

Gli auguri del senatore Raffaele Lauro

“Carissimi, nel giorno del Santo Natale, desidero ancora ringraziarVi, di cuore, per la costante, amichevole e professionale attenzione che dedicate, sul Vostro blog, alla mia attività politica e parlamentare. Con un forte abbraccio e un augurio sincero anche ai lettori! Raffaele”

Bersani (come Berlusconi) parla solo di Berlusconi

«Tanti auguri a voi e famiglia». Anche Pierluigi Bersani officia la conferenza di fine anno del suo Partito democratico. “Anche” perché l’altro, Silvio Berlusconi, poco prima di lui ha imperversato su tutti i media nazionali per oltre due ore, trasformando un incontro con la stampa in un discorso alla nazione con dentro tutto e il contrario di tutto. Bersani non ha apprezzato lo sproloquio del premier: gli dà prima del “Kim Il Sung” e poi del “Lukashenko”, recensisce il suo intervento con un «sono tutte chiacchiere e menzogne, nulla di concreto per gli italiani», e poi è subito tempo di bilanci. Eh già, perché con il 2010 se ne va via «il primo decennio del millennio, e sono dieci anni che ascoltiamo queste robe là, dieci anni del “ghe pensi mi”, dieci anni che ci hanno fatto precipitare nelle classifiche di tutto il mondo», e giù dati sul declino dell’economia, dell’occupazione, della ricchezza, del benessere, del Paese. E «il Sud che è più lontano dal Nord, e il Nord che è più lontano dall’Europa, e le generazioni che non hanno prospettive». Va avanti un bel po’ Bersani nell’elencare tutte le disgrazie italiane provocate dall’ultimo decennio trascorso nel segno del Cavaliere: nessuno osa contraddirlo al piano alto del Nazareno, ci mancherebbe, qualcuno vorrebbe giusto ricordargli che a quei dieci anni se ne potrebbero anche aggiungere i sei precedenti. Dettagli, perché bisogna guardare al futuro e anche Bersani dopo un po’ annuncia che il Pd dal 2011 intende contribuire in maniera determinante a cambiare l’andazzo: «Con il nuovo anno – dichiara solennemente il segretario – vogliamo pensare al Paese e ai problemi del Paese, usciamo da un decennio di favole e entriamo in un decennio di riscossa, basta parlare solo di Berlusconi, parliamo dell’Italia». Se n’è andata la prima mezz’ora di conferenza stampa, e Bersani ha parlato solo di Berlusconi. La mezz’ora successiva non sarà diversa. Allora ti viene in mente che se ne va via il primo decennio del millennio, che è vero che sono dieci anni «che ascoltiamo queste robe là», ma sono anche dieci anni che ascoltiamo queste robe qui. (di Nicomara da Frontpage.it)

Natale: a tavola con Gennaro Esposito

Vico Equense - "Le sensazioni che affiorano in me, quando penso al Natale, sono quelle legate a quei giorni passati tutti insieme in cucina a preparare il grande pranzo, chi taglia, chi impasta , chi assaggia. La famiglia è riunita intorno ai fornelli, luogo dove traspare l'autentico spirito del Natale. In questa atmosfera, rivisitando i piatti della tradizione, nascono alcune pietanze che poi prendono posto nel menù del mio ristorante". (Leiweb.it)

Musica e mostre, Costiera regina del ponte di Natale

Sorrento - A rilento i flussi turistici di Natale e dintorni, arrivi e presenze nelle strutture alberghiere si intensificheranno a San Silvestro e Capodanno. La penisola sorrentina rispecchia il trend consolidato degli ultimi anni. Con i commercianti che risentono maggiormente della congiuntura economica negativa, a Sorrento il comparto turistico rispetta le previsioni della vigilia: nelle strutture alberghiere le prenotazioni vanno discretamente relativamente al periodo che intercorre tra il 29 dicembre e la prima settimana del nuovo anno. «In effetti – spiega Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi - Natale è una festività tradizionalmente non propizia per il movimento del settore alberghiero. Per Capodanno le prenotazioni sono buone, ma contiamo che possano incrementarsi ulteriormente». Gli albergatori puntano, infatti, al last minute per alimentare il movimento di San Silvestro. Su questo fronte puntano anche i titolari di bed&breakfast, case-vacanze e fittacamere. Il cartellone degli appuntamenti di Natale e San Silvestro, intanto, propone gli itinerari di visita ai presepi allestiti nelle chiese, al Sedil Dominova e al Lucky Store, alle rassegne di Villa Fiorentino con le opere di 42 «Maestri in mostra» e della chiesa dell’Addolorata, in via San Cesareo con «Natale d’autore», tra foto e arte presepiale. Due vetrine espositive che ripercorrono la moderna produzione di pastori e delle scene della natività. Per coordinare mobilità e shopping di cittadini, pendolari e turisti nel centro storico, inoltre, l’amministrazione comunale ha varato l’ordinanza che coordina la zona a traffico limitato tra piazza Tasso e corso Italia. Da domani e fino al 9 gennaio prossimo, stop alla circolazione veicolare dalle 16.30 alle 22 di tutti i giorni. Nelle giornate festive, l’interdizione al traffico sarà in vigore anche dalle 10 alle 13.30. Tra le aree interessate dal divieto di circolazione, oltre piazza Tasso e corso Italia, tra piazza Andrea Veniero e piazza Angelina Lauro, anche via Correale, ad eccezione dei veicoli autorizzati o dei residenti diretti nel dedalo dei vicoletti del centro storico. Per sostenere le esigenze di mobilità, nello stesso periodo in cui è in vigore la ztl, l’amministrazione comunale, in collaborazione con la cooperativa Tasso, ha istituito il servizio navetta gratuito con due autobus elettrici che si spostano lungo le aree di sosta cittadine, in partenza dal parcheggio Achille Lauro di via Correale ogni 15 minuti dalle 10 alle 23. (a. s. il Mattino)

Studenti giapponesi ospiti a Sorrento

Sorrento - Giunge alla nona edizione il programma natalizio di ospitalità, presso famiglie sorrentine, di studenti della città giapponese di Kumano. Si tratta di 5 ragazzi, tutti dodicenni, provenienti dalle tre scuole dell'obbligo di Kumano, impegnati in un'esperienza di "study trip". L'iniziativa rientra nei protocolli di gemellaggio sottoscritti, a partire dal 2001, dal Comune di Sorrento e riconfermati quest'anno dal sindaco Giuseppe Cuomo e dal suo omologo, Kanji Kawakami. Il programma di attività, realizzato con la collaborazione della scuola media Torquato Tasso, prevede visite ai luoghi e ai monumenti di Sorrento, lezioni di lingua e cultura italiana, escursioni, attività ludiche e scambi con gli studenti sorrentini. (Ago Press)

Bomba in parrocchia mistero sul movente

Massa Lubrense - A ventiquattr’ore dall’esplosione della bomba carta che ha semidistrutto il centro parrocchiale della frazione collinare di Termini, in città ci si interroga sulle motivazioni alla base del gesto. «Ieri mattina – spiega il sindaco di Massa Lubrense, Leone Gargiulo - con il parroco della chiesa di Santa Croce, don Mario Cafiero, ci siamo interrogato proprio sulla matrice di quanto accaduto. La nostra conclusione è che sia stata la bravata compiuta da un gruppo di vandali, i quali, in questo modo, hanno voluto bloccare le attività natalizie programmate dallo stesso don Mario e dai ragazzi della zona». Un atto vandalico, dunque, che oltre a causare pesanti danni alla struttura poteva anche avere conseguenze tragiche. «Penso che chi abbia confezionato l’ordigno – aggiunge Gargiulo – non si sia reso conto del rischio che correva. Un episodio isolato, dunque, del quale non si devono temere repliche in altre zone del territorio cittadino. «È quello che crediamo – precisa il sindaco - anche perché non abbiamo indizi che ci possano far pensare ad una matrice diversa dalla bravata di un gruppo di vandali». La bomba carta ha causato ingenti danni alla struttura che fino a qualche anno fa ospitava il ristorante «Da Salvatore», tornata a disposizione della parrocchia di Santa Croce, un locale di circa 200 metri quadri utilizzato per le attività ricreative della frazione. Ora, però, il centro parrocchiale è off-limits: l’esplosione ha distrutto le vetrate e parte degli infissi in alluminio, oltre a danneggiare il tetto in laminato ed anche una parte del muro perimetrale. I danni ammonterebbero a diverse migliaia di euro, cifra di cui, come ha spiegato don Cafiero, «al momento la parrocchia non dispone». Continuano, intanto, le indagini dei carabinieri del capitano Massimo de Bari. Le analisi effettuate sui resti dell’ordigno hanno consentito di appurare che si trattava di una bomba carta artigianale di notevoli dimensioni confezionata con polvere pirica di quella comunemente usata per i fuochi d’artificio. (Massimiliano D’Esposito il Mattino)

venerdì 24 dicembre 2010

Auguri...

Sebastiano Esposito, “Uomini e Cose”

Vico Equense - Inaugurata nell’atrio del palazzo municipale di corso Filangieri, alla presenza del Sindaco Gennaro Cinque e dell’assessore Matteo De Simone, la mostra fotografica di Sebastiano Esposito dal titolo «Uomini e Cose». Nato a Vico Equense, gesuita dal 1944, docente di teologia dogmatica ed escatologia, Sebastiano Esposito, verso gli anni ’80 ha cominciato a maneggiare la macchina fotografica su richiesta di qualche confratello in cerca di immagini per periodici illustrati. In seguito la macchina fotografica l’ha accompagnato nei viaggi di studio in Europa, nell’Africa del nord ed in Asia, fino ad Hong Kong. “Sebastiano Esposito – spiega Salvatore Starace, curatore della mostra – raccoglie scatti realizzati nell’arco di trent’anni di vita, tra lo stare e il viaggiare, cogliendo sguardi differenti, curiosi, insospettiti, umani. Non pose, non doppi significati, non convenzioni sociali da rispettare: solo quello che vedi, occhi negli occhi, un -guardo e vedo-. È questa la derivazione della fotografia di Sebastiano Esposito; - aggiunge Starace - una disciplina documentativa e di servizio, elemento fondamentale la memoria, cioè vedere alcuni momenti della visione che è sempre dinamica e nell’inquadratura diventa il luogo privato, meditativo, di un’esperienza personale. Uno scatto fotografico non afferra l’istante in modo oggettivo, non ritrae la verità ma la dà a vedere. Sebastiano Esposito nel momento della scelta del soggetto, della inquadratura e dello scatto decide cosa mostrare e da questa selezione traspare la sua infinita curiosità su “uomini e cose”. La mostra patrocinata dal Comune di Vico Equense, in collaborazione con L’Unitre, resterà aperta fino al 6 gennaio con orario 17-20.

Moiano, concerto di Santo Stefano

Vico Equense - Il tradizionale Concerto di Natale nella Chiesa Parrocchiale di Moiano quest’anno si terrà il giorno di Santo Stefano, il 26, a partire dalle ore 18.45 subito dopo la Santa Messa vespertina. Il concerto, tenuto dalla soprano Colomba Staiano, dal maestro Angelo Scarpati e dalla specialista organista Olga Laudonia prevede musiche di Bach, Mascagni, Puccini, Brahms oltre ai brani all’insegna della più tradizionale musica natalizia. Il tema artistico e’ centrato sul suono dell’organo a canne, molto amato dai fedeli, presente nella chiesa di San Renato Vescovo e da poco restaurato grazie alla volontà del beneamato parroco Don Raffaele Trombetta. Pertanto, sia la specialista organista che i brani programmati, sono stati appositamente scelti per valorizzare al massimo il suono e le emozioni che questo strumento è in grado di regalare al pubblico. Pubblico che certamente potrà vivere qualche ora di grande arte e di coinvolgente spirito Natalizio immerso in una dimensione musicale in grado di restituire momenti di coinvolgimento emotivo e di grande serenità.

Poliambulatorio sfrattato scontro in Consiglio

Meta - Ancora bagarre in Consiglio comunale. Al centro dello scontro tra maggioranza ed opposizione, la vicenda del poliambulatorio dell’Asl di via del Lauro, che nelle scorse settimane la giunta comunale ha deciso di sfrattare per restituire la struttura alla sua originaria destinazione di asilo nido. L’opposizione in una interpellanza ha chiesto al sindaco Paolo Trapani in che modo l’amministrazione intenda sopperire al deficit di servizi conseguente allo sgombero. Secondo la minoranza, infatti, l’ordinanza di sfratto priverà i cittadini, in particolare bambini ed anziani, di un fondamentale servizio di assistenza medica e andrà ad ingolfare le altre strutture sanitarie dell’Asl presenti in penisola. Irregolare, per l’opposizione, la procedura di sgombero. Di qui la duplice proposta: dare indirizzi al funzionario per la revoca dell’ordinanza di sgombero oppure stabilire di utilizzare la struttura come poliambulatorio fino a quando non sarà completato il riassetto della sanità in Campania. Proposta puntualmente bocciata dalla maggioranza. A rincarare le accuse ci ha pensato Graziano Maresca, ex vicesindaco estromesso dalla giunta: «La destinazione ad asilo non è più possibile: dal 1975, anno in cui la struttura venne realizzata, ad oggi, le leggi sono profondamente cambiate: sarebbe necessario, quindi, un intervento di adeguamento normativo che, oltre ad essere assai dispendioso, presuppone un progetto da inserire nel piano triennale delle opere pubbliche e che attualmente manca». «Allo stato attuale – conclude Maresca – non esiste l’atto definitivo di esproprio del suolo dove sorge il poliambulatorio, per cui è possibile che la proprietà della struttura non spetti né al Comune né all’Asl». «La struttura - replica il sindaco - è del Comune, visto che l’Asl ha sempre pagato il canone di locazione e non ha mai contestato la proprietà: l’opposizione non fa altro che strumentalizzare un provvedimento necessario per la valorizzazione del patrimonio comunale e per la razionalizzazione dei servizi sanitari in Costiera». All’orizzonte, comunque, si profila una soluzione di compromesso: il presidente dell’Asl Luigi Esposito si sarebbe detto disponibile al rilascio di una parte dei locali del poliambulatorio. (Ciriaco M. Viggiano il Mattino)

D’Alema come Berlusconi, giudici sono minaccia

Sulla magistratura D’Alema e Berlusconi condividono la stessa opinione: i giudici costituiscono la più seria minaccia per lo Stato italiano. Lo scrive in un dispaccio del 3 luglio 2008, diffuso da Wikileaks e pubblicato da El Pais, l’allora ambasciatore Usa a Roma, David Spogli. Nel dispaccio segreto si rivela che quando era ministro degli Esteri, nel 2007, Massimo D’Alema disse a Spogli una frase che avrebbe potuto essere tranquillamente attribuita al suo “arci-rivale” Silvio Berlusconi: “Sebbene la magistratura italiana sia tradizionalmente considerata orientata a sinistra, l’ex premier ed ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha detto lo scorso anno che la magistratura è la più grande minaccia allo Stato italiano”, scrive Spogli. “Nonostante anni di dibattiti sulla necessità di una riforma del sistema, non sono stati fatti progressi significativi. Gli italiani considerato il loro sistema ‘rotto’ e hanno veramente poca fiducia sul fatto che garantisca giustizia”, commenta il diplomatico americano. (Apcom)

D'ALEMA SMENTISCE WIKILEAKS, MAI PRONUNCIATO QUEL GIUDIZIO SU MAGISTRATURA

Capodanno in Piazza con Povia

Vico Equense - La città di Vico Equense è pronta ad accogliere il 2011 con il suo consolidato “Capodanno in piazza”. Si tratta di una manifestazione organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione New Age, che ogni anno attrae migliaia di giovani. Anche stavolta è previsto il pienone perché ad animare la serata sarà un ospite d’eccezione, Povia. Il cantante al Festival di Sanremo di quest’anno ha sollevato moltissime discussioni, dividendo le coscienze degli italiani con la sua canzone “La Verità”, dedicata al caso di Eluana, la donna in coma dal 1992, morta dopo 17 anni di battaglie da parte del padre Beppino Englaro, perchè venisse cessata l’idratazione e l’alimentazione artificiale. Non mancherà, poi, l'atteso momento dance, dove Ellevanni, DJMone, Mik8 e Chicco trasformeranno la meravigliosa cornice di Piazza Umberto I in una folle notte danzante, una formula già sperimentata e che riscuote sempre grande successo.


A Sorrento un presepe americano al cacao

Magi a Brooklyn e Jackson stella cometa

Sorrento - Il noto pasticciere Antonio Cafiero nella sua gelateria «Primavera» in corso Italia a Sorrento aveva abituato i suoi fan ad esibizioni particolare, come i bagni nella cioccolata di Pamela Prati o Belen e Corona che sbucano da una torta. Oggi, in occasione del Natale, Cafiero ha fatto di più: un presepe di oltre 500 chili realizzato con cioccolato bianco, al latte e fondente ambientato nel cuore degli Stati Uniti. Nella singolare Natività, a fare da riparo a Madonna, San Giuseppe e bambino, l’imponente ingresso della White House addobbata a festa con coloratissimi alberelli da sgranocchiare, così come l’intera opera d’arte creata, rigorosamente a mano e senza stampi, in 15 giorni. A fare luce ai re magi in cammino sul ponte di Brooklin, una grande stella cometa con le fattezze di Michael Jackson, mentre, sullo sfondo, è possibile scorgere Hollywood, alcuni grattacieli, la statua della Libertà e il mastodontico monte Rushmore detto anche la montagna dei presidenti, cui Cafiero ha aggiunto il volto di Barak Obama scolpito nel cioccolato fondente. Un presepe che il 6 gennaio sarà fatto parzialmente a pezzetti e distribuito a turisti e residenti. (da il Corriere del Mezzogiorno)

Bassolino sfida nemici e traditori memorie raccontate a una «micia»

Non è un ritorno perché lui, Antonio Bassolino, non si è mai ritirato dalle scene. Ma alla metà di gennaio l’ex governatore si (ri)affaccia in campo. Con una scuola politica dal 14 al 16 gennaio e con l’uscita ufficiale del suo libro, quattro giorni dopo. Una winter school all’Holiday inn di Caserta: «Il sud e le classi dirigenti», è il tema per cento under 40 (già 30 iscrizioni). Per ragionare sul Mezzogiorno, gli attacchi della Lega e le nuove leve della politica. Attraverso, tra gli altri, gli incontri con Stefano Fassina (responsabile economico pd) e la vice presidente di Confindustria Cristiana Coppola per l’economia e con il politologo Mauro Calise sulla stagione del partito dei sindaci. Passando per il ruolo del Mediterraneo come nuova via della seta sino all’incontro conclusivo di domenica con Carlo Borgomeo, Giuseppe Vacca e Antonio Bassolino, appunto, per discutere come «Ripartire da Sud». Una tre giorni a cui tiene l’ex governatore per discutere e fare un’analisi sulle nuove sfide del Sud visto sempre più «dal Nord e da certa politica» come parassitario. Ma, ancor di più, è al suo libro che tiene l’ex governatore. Perché lui, alla fine, il giro del mondo passando per il Tibet e la Patagonia, zaino in spalla con il suo amico Ugo Mazza, non l’ha ancora fatto ma il libro, quello sì, è un progetto portato a termine. Con caparbietà e ostinazione senza cedere alle lusinghe di firme importanti disposti a raccogliere le sue memorie e alle richieste di case editrici nazionali. L’ha scritto, invece, di suo pugno dopo aver lasciato palazzo Santa Lucia. Da lì si è portato via qualche foglietto d’appunti vergato a mano poi riversato nel libro a cui ha messo mano già quest’estate. Un paio di settimane fa, invece, ha consegnato le bozze definitive all’editore Guida. Perché ha voluto, sin dal primo momento, che fosse l’editore di Port’Alba a pubblicarglielo. Non foss’altro perché in quel dicembre del ’93, quando diventò primo cittadino, la libreria appena restaurata venne dichiarata Bene culturale dello Stato dal ministero. Era l’inizio del sogno del rinascimento napoletano da cui partono le 184 pagine di memorie. Ma, attenzione, il titolo non è quel banalissimo «Antonio Bassolino racconta…» con la sua foto in copertina. No, non sarebbe il suo stile e quello è un pdf da dare con anticipo alle case di distribuzione. Un passo indietro. E il 24 marzo e mancano poche ore alle elezioni. «Il titolo potrebbe essere Napoli Italia», disse ad un forum al Mattino. Sarà proprio questo ed in copertina ci sarà una composizione grafica elaborata da Luca Mauloni. Chi l’ha letto, usa due aggettivi, «diretto» e «schietto», per descrivere Io stile dell’ex governatore. Di certo, trapela, Bassolino si leverà qualche sassolino dalla scarpa nei 5 capitoli del libro. Sui rifiuti ma anche (e soprattutto) sulla costruzione prima dell’Unione e dell’Ulivo e poi del Pd. Perché tutta l’esperienza politica napoletana e campana è legata alle travagliate vicende dei governi di centrosinistra. E poi lo sfizio di svelare qualche retroscena e raccontare qualche chiacchierata inedita. Passaggi. Perché, spiegato così, qualcuno potrebbe aspettarsi solamente livore e rabbia. Eppure in quelle pagine, che iniziano nel ’93 e finiscono in quest’ultima primavera, il racconto procede anche in maniera intimista e Bassolino si sofferma a raccontare della sua gatta, «Micia» come la chiama con affetto, con cui si è ritrovato a parlare ad alta voce nei momenti più duri e difficili di questi 17 anni. Anzi l6 anni e 4 mesi, come ripete uno scaramantico come lui. (di Adolfo Pappalardo da il Mattino)

Napoli studenti occupano museo archeologico