Visualizzazione post con etichetta Schifani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Schifani. Mostra tutti i post

lunedì 6 ottobre 2008

Diliberto: dialogo con PD dopo sconfitta gruppo Veltroni

I rapporti tra un nuovo Partito comunista, che riunisca Pdci e Prc, ed il Pd sarà possibile solo dopo la sconfitta dell'attuale gruppo dirigente del Partito democratico. A sostenerlo e' stato il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, oggi in Calabria. ''I rapporti col Pd - ha sostenuto parlando con i giornalisti - dipenderanno innanzitutto dal Pd perchè la rottura unilaterale l'ha provocata Veltroni. La mia opinione è che per riaprire un discorso ed un confronto tra un nuovo Partito comunista ed il Pd si debba sconfiggere l'attuale gruppo dirigente del Partito democratico responsabile di una sconfitta di portata storica. Io sono disponibile al dialogo ma sulla base di questo prerequisito''.

Schifani: Veltroni avvelena il clima ha rotto il dialogo con il premier

martedì 29 aprile 2008

Primo atto al Senato

Non hanno perso tempo: «Le promesse sono promesse e vanno mantenute». Antonio Paravia, Diana De Feo, Luigi Compagna, Barbara Contini e altri senatori del Pdl hanno presentato la prima mozione al Senato con la quale chiedono al futuro governo di procedere alla rimozione del governatore campano Antonio Bassolino, e allo scioglimento del Consiglio regionale per l’emergenza rifiuti. Nella risoluzione i senatori del Pdl «impegnano il nuovo governo a proporre, ai sensi dell’art. 51 della legge 10 febbraio 1953, numero 62, lo scioglimento del Consiglio regionale della Campania e la rimozione del Presidente della giunta, secondo quanto previsto dall’art. 126 della Costituzione» ovvero per grave violazione della legge o per ragioni di sicurezza nazionale. Renato Schifani (Foto) è stato eletto Presidente del Senato "L´alta respoonsabilità che mi avete affidato", dice ai colleghi di Palazzo Madama, "mi onora". Rivolge il suo saluto al capo dello stato, Giorgio Napolitano, del quale "riconosco le doti di saggezza che saranno per noi una guida". Poi il saluto a Marino, suo predecessore. "Svolgerò il mio ruolo di garante, la missione principale. Sò che dovrò assumere le ragioni di tutti, questa legislatura dovrà conservare la reciproca legittimazione delle parti". Poi: "Spero che maggioranza e opposizione lavorino per dare un futuro migliore a questo Paese".

lunedì 21 aprile 2008

Inizia l'era della Lega

I leghisti hanno ottenuto ciò che volevano. Nell'incontro è stato sancito che Roberto Formigoni non sarà presidente del Senato, e con sempre minori probabilità sarà ministro. Resterà a Milano a gestire oltretutto la fase degli appalti dell'Expo 2015, fra due anni si ridiscuterà della Lombardia. Alla guida di Palazzo Madama ci andrà così Renato Schifani. Il vertice si conclude con un accordo che è lo stesso Bossi a rivelare: lui stesso andrà al ministero delle Riforme, il ministero dell'Interno per Roberto Maroni, la vicepresidenza del Consiglio per Roberto Calderoli, e il ministero delle Politiche agricole per l'assessore leghista veneto Luca Zaia. «Le riforme, la sicurezza, la difesa dell'agricoltura - ha spiegato Bossi - sono i punti su cui la gente ci ha detto i voti e alla gente noi dobbiamo dare risposte». In realtà, anche in casa leghista l'intesa non sembra definitiva. Maroni sarebbe ancora in ballottaggio: può scegliere se andare al Viminale, come vorrebbe Bossi, o al dicastero di via Veneto. Mentre in forse appare Palazzo Chigi per Calderoli: ci sono resistenze in casa e anche Tremonti non è molto contento di averlo sopra di lui. Resta aperta la questione Lombardia. Oggi Berlusconi vedrà Formigoni e incontrerà anche Galan, dovrà trovare uno sbocco anche per loro. Poi si attenderà l'esito del ballottaggio a Roma per aprire il capitolo An, le cui posizioni ancora non sono state discusse.