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lunedì 21 aprile 2008

Sicurezza fai da te …

Le ronde. I cittadini chiamati alle armi per pattugliare i quartieri delle città e prevenire il crimine. Una vecchia idea della Lega, di dubbia legalità e di dubbia efficacia. Nulla di nuovo, se a rilanciarla non fosse, ora, il ministro dell’interno in pectore, l’uomo che nel futuro governo Berlusconi dovrebbe guidare le forze di polizia e garantire la sicurezza sul territorio: il leghista Roberto Maroni. Un particolare che fa una certa differenza. Povera Italia! I vigili sono impegnati a fare multe, la polizia non c’è i carabinieri mancano e un futuro ministro risolve il problema sicurezza arruolando sceriffi dalla spranga facile. Quello delle ronde è una patetica proposta per far dimenticare che i “leghisti” amministrano da anni, anni ed ancora anni, le terre che dicono invase dai “nuovi barbari”. Dove erano i loro solerti amministratori?!? Chi ha governato e governa la fantomatica Padania?

Inizia l'era della Lega

I leghisti hanno ottenuto ciò che volevano. Nell'incontro è stato sancito che Roberto Formigoni non sarà presidente del Senato, e con sempre minori probabilità sarà ministro. Resterà a Milano a gestire oltretutto la fase degli appalti dell'Expo 2015, fra due anni si ridiscuterà della Lombardia. Alla guida di Palazzo Madama ci andrà così Renato Schifani. Il vertice si conclude con un accordo che è lo stesso Bossi a rivelare: lui stesso andrà al ministero delle Riforme, il ministero dell'Interno per Roberto Maroni, la vicepresidenza del Consiglio per Roberto Calderoli, e il ministero delle Politiche agricole per l'assessore leghista veneto Luca Zaia. «Le riforme, la sicurezza, la difesa dell'agricoltura - ha spiegato Bossi - sono i punti su cui la gente ci ha detto i voti e alla gente noi dobbiamo dare risposte». In realtà, anche in casa leghista l'intesa non sembra definitiva. Maroni sarebbe ancora in ballottaggio: può scegliere se andare al Viminale, come vorrebbe Bossi, o al dicastero di via Veneto. Mentre in forse appare Palazzo Chigi per Calderoli: ci sono resistenze in casa e anche Tremonti non è molto contento di averlo sopra di lui. Resta aperta la questione Lombardia. Oggi Berlusconi vedrà Formigoni e incontrerà anche Galan, dovrà trovare uno sbocco anche per loro. Poi si attenderà l'esito del ballottaggio a Roma per aprire il capitolo An, le cui posizioni ancora non sono state discusse.

domenica 23 marzo 2008

Bennato: macché leghista, faccio il verso al potere

«Non sono un leghista, scrivo solo canzonette e la mia ironia o le mie provocazioni sono state fraintese da qualche giornale. Non amo le convenzioni o i luoghi comuni». Il cantautore Edoardo Bennato (nella foto) si mostra sorpreso: proprio non se l’aspettava tanto clamore per quella sua partecipazione alla festa di Roberto Maroni e per quelle sue dichiarazioni sull’atteggiamento leghista. «Da artista al di sopra delle parti faccio satira contro il potere, qualunque esso sia, attraverso le mie canzoni. Come l’ultima, ”C’era un re”, che ho cantato in anteprima da Fiorello». E la festa di Maroni: «C’ero perché sono un suo amico, ma lo sono anche del ministro Pecoraro Scanio. Per quanto riguarda l’ironia sulla Lega, ironia per ironia aggiungo sarcasticamente che non sarebbe sbagliato, vista la situazione patetica dell’Italietta di oggi, uno scenario con il Nord per conto suo, Roma nelle mani del Papato e Napoli Stato del Sud.»

giovedì 6 marzo 2008

Qualcuno adotti Mastella …

Clemente c’è sempre stato in Parlamento, ma stavolta potrebbe non candidarsi. Il tam tam sul forfait personale del leader di Ceppaloni è iniziato a girare già nella serata di mercoledì. L 'ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo lo ha "elogiato" per aver fatto cadere il governo Prodi e aver aperto la strada al Pd. Calearo è capolista del Pd in Veneto, mentre il leader dell'Udeur perde anche l’appoggio del Cavaliere. “I sondaggi ci hanno mostrato impietosamente che le difficoltà erano molto elevate, perchè con Mastella avremmo perso dagli 8 ai 12 punti. E questi sondaggi hanno influenzato anche Roberto Maroni e Gianfranco Fini". Nessun accordo neanche con la Rosa Bianca, lo conferma Savino Pezzotta. Nessuno lo vuole come alleato. Molti nemmeno più come leader: nel giro di pochi giorni lo hanno abbandonato il presidente del gruppo al Senato Tommaso “Sputacchiella” Barbato, il vicesegretario Antonio Satta, quattro sindaci campani e addirittura il vicesindaco di Ceppaloni. Il “favore” di far cadere il governo Prodi non gli è stato ricambiato neanche da Casini. Oggi si trova completamente da solo in vista delle politiche del 13 e 14 aprile. L’ex Guardasigilli, rischia di non andare in Parlamento, mentre la moglie di Bassolino, in terza posizione nella lista del Senato, ha già il posto garantito. Qualcuno adotti Mastella …

lunedì 7 gennaio 2008

Maroni contro Calderoli

L'emergenza rifiuti di Napoli spacca la Lega. Il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli dalle colonne della Padania ieri sparava a zero contro la Campania: «Ambulanze assaltate, come non accade nemmeno nei Paesi in guerra, incendi urbani, guerriglie con la polizia: tutto quello che sta succedendo dimostra che Napoli non è Italia». Di parere diverso l'ex ministro del Welfare del Carroccio Roberto Maroni, che in un'intervista a Il Mattino sempre ieri spiegava che l'invio delle teste di cuoio invocato dal collega Calderoli è «un'assurdità» e che per risolvere la situazione «il Nord sarebbe disposto a collaborare». Inoltre Maroni ha usato parole di elogio anche verso il governatore, «un bravo amministratore» che «dovrebbe scendere in campo e dire: ci penso io». Insomma per Maroni «non ha molto senso chiedere le dimissioni di Bassolino». (Corriere della Sera)



Calderoli: «L'assessore è a Praga» Lui: solo pochi giorni
Napolionline - la citta vista da dentro - lunedì 07 gennaio 2008

sabato 20 ottobre 2007

L'uomo dei miracoli


"Il governo cadrà la seconda settimana di novembre". E' quanto detto da Silvio Berlusconi durante una festa alla quale ha partecipato il capogruppo della Lega Roberto Maroni. "Con noi - ha sostenuto l'ex premier - passerà un senatore campano della Margherita di un certo peso, in tutti i sensi...". Il leader azzurro ha ribadito di essere contrario ad un governo tecnico e di non voler assolutamente una legge elettorale "che consenta a Veltroni di correre da solo".