domenica 1 marzo 2026

Niente riposo per il diritto alla salute: i cittadini di Vico presidiano il 'De Luca e Rossano' anche oggi

Mentre la Regione progetta il futuro, il presente è un’ambulanza vuota: la protesta non si ferma davanti ai ritardi che mettono a rischio la vita 

Vico Equense - C’è una distanza che non si misura in chilometri, ma in priorità. È quella che separa i velluti di Palazzo Santa Lucia dal freddo asfalto del piazzale antistante l’Ospedale “De Luca e Rossano”. Mentre a Napoli i sindaci della Penisola Sorrentina e i vertici regionali ridisegnano le mappe del futuro sanitario, a Vico Equense la cittadinanza presidia l’esistente. E lo fa con una dignità che non accetta più il baratto tra un’ipotesi di ospedale unico e la certezza di un Pronto Soccorso chiuso. L’apertura dei sindaci a una ricollocazione dell’ospedale unico è, senza dubbio, un atto di realismo politico. Sbloccare i ritardi burocratici per non perdere i finanziamenti è un dovere amministrativo. Ma la politica ha un vizio antico: coniugare i verbi al futuro per nascondere le mancanze del presente. Si parla di "nosocomi all’avanguardia", mentre la realtà quotidiana è fatta di un’efficienza sanitaria che cade a pezzi. L’emblema di questo fallimento sono le autoambulanze che arrivano a sirene spiegate, ma senza medico a bordo: gusci vuoti che trasformano il soccorso in una scommessa contro il tempo, un servizio monco che offende la sicurezza dei cittadini. Il presidio di questa mattina, domenica 1° marzo, ci ricorda una verità scomoda: il diritto alla salute non è un investimento a lungo termine, è una prestazione immediata. Un cittadino di Vico Equense, di Massa Lubrense o di Meta non può aspettare la fine di una conferenza dei servizi per sapere se avrà assistenza.

 

Paura a Dubai: missili a 200 metri da casa Iaccarino

Dubai - Una serata di terrore ha scosso la comunità italiana negli Emirati Arabi Uniti. Tra i testimoni diretti dell'escalation militare che ha colpito l'area c’è Alfonso Iaccarino, lo storico chef stellato del "Don Alfonso 1890", che ha visto esplodere un ordigno a poche centinaia di metri dalla sua residenza. Iaccarino, che si trova a Dubai con la moglie Livia, ha raccontato di essersi trovato in terrazza quando una violenta esplosione ha squarciato il silenzio. Inizialmente scambiate per celebrazioni del Ramadan, le luci in cielo si sono rivelate essere droni e missili intercettati dalla contraerea. I detriti di un missile abbattuto sono caduti sull'Hotel Fairmont, situato a soli 200 metri dall'abitazione dello chef, causando danni alla struttura ma, fortunatamente, nessun ferito tra gli ospiti e i residenti. "Abbiamo passato la notte nei garage sotterranei per sicurezza," ha dichiarato lo chef, lodando l'efficienza dei protocolli di protezione locali. L'incidente non è un caso isolato. La tensione tra Iran ed Emirati ha portato alla chiusura precauzionale degli spazi aerei, lasciando migliaia di passeggeri a terra. Tra questi figurano circa 190 studenti italiani in gita scolastica, attualmente isolati e in attesa di istruzioni per il rientro. Anche la cantante BigMama, presente in città per alcuni eventi, ha condiviso sui social la preoccupazione per i "missili sulla testa". Nonostante lo spavento, Iaccarino resta in attesa di poter tornare in Italia. La sua permanenza a Dubai era legata alla pausa stagionale del suo ristorante a Sant'Agata sui Due Golfi, la cui riapertura è prevista per la primavera, dopo un importante intervento di restyling focalizzato su ecologia e lusso.

Il consigliere regionale Buonajuto: "Investire su cultura e scuola"