2.700.000 donne e uomini secondo le stime fornite dalla Cgil. Il popolo del sindacato ha invaso la capitale e riempito il Circo Massimo. Epifani: Non dobbiamo avere paura della crisi, dobbiamo guardarla in faccia. Subito tavolo con Cisl e Uil.
Cgil in piazza, Berlusconi: «Un tavolo? Glielo do in testa». E attacca stampa e tv
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domenica 5 aprile 2009
giovedì 12 febbraio 2009
La CGIL Scuola chiede d’incontrare il Sindaco
Vico Equense - Riforma della scuola e problemi strutturali dei plessi scolastici sono gli argomenti che in questi giorni tengono banco nella pubblica opinione vicana. Nei giorni scorsi si è costituito un nuovo organismo “Insieme per la scuola” un comitato di genitori che si oppone alla chiusura dei piccoli plessi scolastici della parte alta del paese. Il Consiglio comunale ha ridotto da quattro a due dirigenze con maxiistituti, articolati su più sedi. Previste per il prossimo anno la soppressione di alcuni plessi come la media di Arola, ora ospitata in una sede non pubblica, e delle elementari di Ticciano e Montechiaro frequentate da un ridotto numero di bambini. Il 9 febbraio 2009 è giunta, da parte della CGIL scuola, la richiesta di un incontro con il Sindaco Gennaro Cinque per discutere del piano di dimensionamento. "Nell'interesse degli alunni, - afferma Pasquale Petrazzuolo della segreteria napoletana della GCIL - delle famiglie e degli operatori del sistema educativo e per garantire a cittadini e lavoratori l'esercizio pieno del Diritto allo Studio".
domenica 28 settembre 2008
Sfilano in 30 mila contro il governo
Le bandiere rosse della Cgil al sole tanti cittadini e un esercito di immigrati. Trentamila persone in piazza, secondo le stime del sindacato. Un pezzo di Africa nel corteo, da tutta la provincia di Napoli, Afragola, Palma Campania, da Caserta. E poi quelli di Castel Volturno, compagni e amici dei sei immigrati ammazzati dalla camorra. «Giustizia, giustizia» hanno gridato mentre la folta delegazione sfilava in corteo. Un minuto di raccoglimento è stato dedicato alla memoria dei due agenti rimasti uccisi durante un inseguimento. In corteo per cambiare le scelte del governo, «quelle che tagliano 8 miliardi e 150 mila posti di lavoro alla scuola, riducono le retribuzioni dei lavoratori pubblici e della conoscenza, colpiscono i diritti sul mercato del lavoro, l´orario e la contrattazione». È un successo per Napoli e la Campania la manifestazione che la Cgil guidata da Guglielmo Epifani ha promosso in tutte le città d´Italia contro la politica economica del governo. Un risultato per numeri e contenuti che premia il lavoro di preparazione dalla confederazione guidata a Napoli da Giuseppe Errico e della segreteria regionale che fa capo a Michele Gravano. Tocca proprio a quest´ultimo concludere il comizio sul palco di piazza del Gesù, al posto di Fabrizio Solari, della segretaria nazionale, che ha disdetto perché ammalato. «Il mondo del lavoro, giovani, i pensionati sono tornati in piazza con sacrificio e allegria, sotto le bandiere della Cgil» dice Gravano, «rom e immigrati. Da Napoli e dalla Campania è venuto un segnale forte. Chi pensava che sarebbe stato un fallimento, si deve ricredere».Il declino dei partiti? Ecco perché fa male al Mezzogiorno
sabato 27 settembre 2008
La Cgil in piazza contro il Governo Berlusconi
Assenti Cisl e Uil, la Cgil promuove oggi cortei nelle principali città italiane. A Napoli il sindacato di Epifani porterà piazza circa 30.000 persone - secondo le previsioni degli organizzatori - contro la politica economica del governo Berlusconi. Il corteo partirà alle 10.00 da piazza Mancini e si concluderà in piazza del Gesù, dove è in programma il comizio di Fabrizio Solari, segretario confederale della Filt - Cgil, reduce dalla snervante trattativa nazionale su Alitalia. «Sarà un autunno caldo», prevede Michele Gravano, segretario della Cgil per la provincia di Napoli, «e la Campania rischia di pagare costi pesantissimi per la recessione economica e per le fallimentari strategie dell'esecutivo di centrodestra. I punti di crisi sono tanti: Fiat, Atitech, Exide, ma anche centinaia di piccole e medie imprese che affannano sempre di più». Voi in piazza, il Pd nicchia. La Cgil si candida a colmare il vuoto di rappresentanza della politica? «Abbiamo caratterizzato il corteo di oggi come una manifestazione sindacale per cambiare le scelte del governo. In particolare, quelle che tagliano 8 miliardi e 150.000 posti di lavoro alla scuola, riducono pesantemente le retribuzioni dei lavoratori pubblici e della conoscenza, colpiscono i diritti sul mercato del lavoro, l'orario e la contrattazione. Non è nostro compito invadere il terreno della politica. Ovvio però che i nostri iscritti, la grandissima maggioranza dei quali milita nello schieramento di centro sinistra, spingano anche per una mobilitazione politica ». In corteo una rappresentanza dei rom e e dei migranti. Come Famiglia Cristiana, anche il maggiore sindacato italiano lancia l'allarme contro la crescente intolleranza? «Nessun dubbio. Lo diciamo da tempo. Il caso Campania è emblematico. Mesi fa i roghi dei campi rom a Ponticelli, poi la strage degli africani a Castelvolturno, infine le scritte razziste e le minacce contro gli accampati a Pianura nelle palazzine diroccate. Servirebbero politiche di accoglienza e di integrazione, invece di esibizioni muscolari che aggravano il disagio degli ultimi e soffiano sul fuoco dell'intolleranza». Sfileranno in corteo a Napoli anche rappresentanti del Pd campano o delle istituzioni locali? «Se lo faranno, ma non so e non ne ho notizia, parteciperanno a titolo individuale alla manifestazione organizzata dalla Cgil». Cisl e Uil vi hanno lasciati soli in piazza. E' rottura? «No. La manifestazione di oggi deve portare alla ribalta i problemi della gente, affinché si apra un tavolo di discussione col governo su sanità, pensioni, diritti, welfare. Non è certo contro la Cisl e contro la Uil». Vista da Napoli e dalla Cgil, l'insistenza sul federalismo fiscale da parte dell'esecutivo come appare? «Come una foglia di fico. Non può essere contabbandato come politica per il Mezzogiorno il federalismo fiscale. Fumo negli occhi, per nascondere che la politica economica di Berlusconi e Tremonti introduce tagli alla spesa pubblica, riduce le risorse per il sud e non ha alcuna strategia per il rilancio e per la crescita di una economia in crisi». (Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno)
sabato 24 novembre 2007
Elezioni RSU, vince la Cisl
Vico Equense - La Cisl conferma di essere il sindacato più forte. L’organizzazione ha conquistato due seggi. Cgil e Sulpm (il sindacato della polizia municipale) restano stabili con due seggi. Exploit della Uil che ha raddoppiato le preferenze. La campagna elettorale è stata abbastanza accesa, reciproche accuse. La Uil e Sulpm hanno accusato la Cgil di fare troppo poco per i lavoratori. La Cisl attraverso Pietro Cioffi ha fatto sapere che “il sindacato continuerà il proprio lavoro come fatto fino ad ora. I diritti dei lavoratori vanno tutelati”. E proprio Cioffi con 11 preferenze è stato uno dei più votati alle spalle di Antonio De Simone. Terza Laura Castrignano (Cgil) con 10 voti e a seguire Ciro marciano della Uil con 9 voti.
lunedì 19 novembre 2007
In 5 anni persi 2 mila euro
Negli ultimi cinque anni ogni lavoratore, con un reddito medio pari a 24.890 euro, ha perso complessivamente 1.896 euro. Il tutto a causa del ritardo nel rinnovo dei contratti, lo scarto tra inflazione programmata e reale e anche la mancata restituzione del fiscal drag. Lo denuncia una ricerca dell'Ires Cgil. Il segretario Guglielmo Epifani: il governo dovrebbe «assumersi questa responsabilità» e mettere al centro questo obiettivo affrontando tutti i temi insieme».Secondo la ricerca, inoltre, oltre 14 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro al mese. Circa 7,3 milioni ne guadagnano meno di 1.000. Tali diseguaglianze si riflettono nelle grandi «cinque differenze» che intercorrono tra il lavoratore medio (1.161 euro netti al mese) e il lavoratore del Mezzogiorno (-13,4%), le lavoratrici (-17,9%), il lavoratore nella piccola impresa (-26,2%), il lavoratore immigrato (-26,9%), il giovane lavoratore (-27,1%). I più penalizzati sono i giovani che non guadagnano più di 900 euro al mese: in particolare, gli apprendisti 737 euro mensili, i collaboratori occasionali a 769 euro al mese, i co.pro. a 899 euro mensili. Alla luce di questi dati, «c'è bisogno, secondo la ricerca dell'Ires-Cgil, di un sistema con più diritti e tutele, che aiuti a riconoscere il merito oltre che il successo, assieme ad un sostegno per la loro autonomia».
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