di Fiorangela d'Amora - Il Mattino
Castellammare di Stabia - Azzeramento di giunta e voto in aula. Adesso i partiti chiedono al sindaco di Castellammare Luigi Vicinanza di andare avanti e rispettare le promesse elettorali. Ad un anno e mezzo dalla giunta tecnica, la politica è pronta a fare i propri nomi. Si inizia da Francesco Di Tommasi, generale in pensione della guardia di finanza, che è il candidato del Movimento Cinque Stelle. «Per lui vorremmo il ruolo di assessore alla legalità e se fossi in Vicinanza lo nominerei vicesindaco come figura di garanzia». È il deputato pentastellato Gaetano Amato a rompere gli indugi: del campo largo formato nella primavera del 2024 ricorda con esattezza fatti e decisioni. «Il sindaco deve prendersi le sue responsabilità, ogni tassello della coalizione è stato deciso da lui. Lo avvertimmo sul numero delle liste e sull'eccessiva partecipazione di forze che potevano rimanere fuori. Certo, ora c'è un problema interno al Partito Democratico che a noi non interessa e che non vincolerà il nostro cammino. Noi ci saremo finché esisterà una maggioranza - spiega Amato -. Aspettiamo la convocazione di un consiglio comunale e del voto. Solamente in aula si potrà capire se ci sono o meno i numeri per andare avanti».
IL DOCUMENTO
Insomma il Movimento Cinque Stelle, che in aula è rappresentato da Alessandro Langellotti, assente alla riunione di maggioranza (influenza, la motivazione) e assente annunciato all'assemblea pubblica del prossimo 15 gennaio con la città perché impegnato in un viaggio all'estero, è in linea con quanto sottoscritto martedì nel documento dai consiglieri di maggioranza. Oltre al Pd e M5s l'altro partito di maggioranza è Azione, che ha portato in aula Vincenzo Ungaro, mentre gli altri consiglieri arrivano dalle liste civiche. «Lavoriamo per restituire a Castellammare dignità, prospettive e futuro - si legge tra l'altro nel documento firmato dalla maggioranza -. Sappiamo da che parte stare, siamo contro ogni forma di illegalità, siamo contro la camorra e il clan. Siamo per la trasparenza, il rispetto delle regole e la correttezza istituzionale. Respingiamo le posizioni distruttive che puntano a riportare la città nell'immobilismo e nella paralisi amministrativa, terreno di coltura dell'illegalità e dei poteri criminali». Nel ribadire il sostegno i fedelissimi restano alla porta. Secondo alcuni, la commissione d'accesso decisa la scorsa settimana per il Comune di Torre Annunziata potrebbe essere inviata anche a Castellammare di Stabia in tempi rapidi. «Anche se dovessero arrivare gli ispettori - conclude Amato - credo che Vicinanza debba restare al suo posto e continuare a fare il sindaco. Al suo posto non avrei nulla da temere, tutto si può dire del primo cittadino tranne che non sia una brava persona. Al momento d'altronde non ci sono elementi che vedono indagato lui o qualche componente del suo governo».
L'INCONTRO
Intanto questa mattina si terrà l'incontro tra Vicinanza e Piero De Luca. Mentre per il confronto tra consiglieri e dirigenti provinciali si aspetta il congresso, il faccia a faccia tra il segretario regionale del Pd e il sindaco voluto dal Pd non può tardare ancora a prescindere da quello che potrebbe accadere lunedì. De Luca potrebbe anche chiedere al primo cittadino di dimettersi? Il faccia a faccia dirà quali sono i rapporti tra il sindaco e il Pd, dopo le dimissioni di Sandro Ruotolo e in attesa dell'assemblea pensata da Vicinanza per incassare il sostegno degli stabiesi. Giovedì 15 gennaio alle 17.30, all'interno del Supercinema ci saranno anche i consiglieri di maggioranza, ognuno con un piccolo seguito di persone: l'obiettivo è avere una sala gremita, perché sia chiaro, secondo l'amministrazione, da che parte sono i cittadini.

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