lunedì 12 gennaio 2026

«Napoli e provincia Pronto soccorso vicini al collasso»

L'allarme lanciato dall'Ordine dei Medici partenopei: «Ondata influenzale e mancanza dei dottori di famiglia» 

di Andrea Ripa - Metropolis 

Napoli - Pronto Soccorso sempre più affollati, tempi di attesa in aumento e personale sanitario sotto pressione. È questo il quadro che emerge nell'area metropolitana di Napoli, dove l'incremento dei casi di polmoniti influenzali, legato alla forte ondata stagionale, sta mettendo a dura prova il sistema dell'emergenza-urgenza. A denunciare una situazione definita critica è l'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Napoli e Provincia, che lancia un appello alle istituzioni affinché si intervenga con urgenza. Negli ultimi giorni si è registrato un sensibile aumento degli accessi ai Pronto Soccorso, con pazienti che arrivano in condizioni talvolta complesse e che necessitano di cure immediate. A pesare in modo determinante non è soltanto la diffusione delle patologie respiratorie tipiche del periodo invernale, ma anche una grave carenza di medici di medicina generale sul territorio. Un vuoto assistenziale che costringe molti cittadini a rivolgersi direttamente agli ospedali anche per problematiche che potrebbero essere gestite a livello ambulatoriale. Da settimane spiega il presidente dell'Ordine, Bruno Zuccarelli assistiamo a un sovraccarico dei Pronto Soccorso, conseguenza diretta dell'ondata influenzale.

 

A questo si aggiunge una carenza strutturale di medici di famiglia: oggi, in provincia di Napoli, circa 150.000 cittadini risultano privi del proprio medico di riferimento. È evidente che, in una situazione del genere, molti pazienti finiscono per recarsi in ospedale anche per disturbi che non richiederebbero un intervento in emergenza. Una dinamica che genera un effetto a catena: l'afflusso continuo di pazienti congestionano i reparti di emergenza, allunga i tempi di triage e rende più complessa la gestione dei casi realmente urgenti. Il personale sanitario, già sottoposto a turni impegnativi e a carichi di lavoro elevati, si trova a fronteggiare una pressione crescente, con il rischio di ripercussioni sulla qualità dell'assistenza. Secondo Zuccarelli, la radice del problema risiede nei ritardi accumulati nelle procedure di assegnazione delle cosiddette carenze di medicina generale. Le procedure sottolinea si stanno definendo soltanto in queste settimane. Come previsto dalla normativa, i medici assegnatari potranno entrare in servizio entro i tre mesi successivi, ma nel frattempo il peso dell'assistenza ricade interamente sui colleghi già operativi. A segnalare la criticità, come riferito dallo stesso presidente, è stata anche la componente organizzativa della medicina generale, rappresentata da Scotti, Schiavo, Iovane e Sparano, che ha evidenziato come il ritardo nelle assegnazioni abbia prodotto un vuoto assistenziale difficile da colmare nel breve periodo. Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente se l'ondata influenzale dovesse proseguire con la stessa intensità anche nelle prossime settimane. Nonostante le difficoltà, i medici di famiglia continuano a garantire assistenza con grande senso di responsabilità. La medicina generale sta cercando, nel silenzio, di reggere l'urto di questa mole di richieste afferma Zuccarelli ma è indispensabile che gli uffici competenti accelerino il completamento delle assegnazioni, affinché i nuovi colleghi possano entrare al più presto in servizio e rafforzare una rete territoriale indispensabile per il buon funzionamento del sistema sanitario. Il rafforzamento dell'assistenza sul territorio è infatti considerato un passaggio fondamentale per alleggerire la pressione sugli ospedali, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e garantire una presa in carico più efficace dei pazienti, soprattutto di quelli fragili e anziani. Oltre agli aspetti sanitari, emergono anche ricadute sociali. I cittadini privi di medico di famiglia incontrano maggiori difficoltà nell'accesso alle cure, nella prescrizione di farmaci, nella gestione delle certificazioni e nel monitoraggio delle proprie condizioni di salute. Questo genera un senso di incertezza e di sfiducia, che spesso si traduce in un ricorso diretto alle strutture ospedaliere come unica soluzione percepita. L'Ordine dei Medici ribadisce quindi la necessità di un intervento rapido e coordinato da parte delle istituzioni sanitarie regionali e locali, non solo per tamponare l'emergenza attuale, ma anche per pianificare soluzioni durature che possano garantire continuità assistenziale e sostenibilità del sistema. L'obiettivo è evitare che il sovraccarico dei Pronto Soccorso comprometta la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti. Nel frattempo, viene rinnovato anche l'invito alla cittadinanza a utilizzare i servizi di emergenza in modo responsabile, rivolgendosi ai Pronto Soccorso esclusivamente in presenza di reali situazioni di urgenza e, quando possibile, facendo riferimento ai servizi territoriali disponibili. Un comportamento consapevole, unito a interventi organizzativi tempestivi, potrebbe contribuire ad alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e a riportare gradualmente il sistema verso un equilibrio più funzionale.

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