Vico Equense - C’è qualcosa di profondamente simbolico, e altrettanto tragico, nel vedere i resti della Villa Romana del Pezzolo che si sbriciolano nel mare di Marina d’Aequa. Non è solo erosione costiera; è l’erosione della nostra dignità culturale. Le mura in opus reticulatum, che per duemila anni hanno dialogato con il vento e il sale, oggi non si arrendono alla forza della natura, ma alla debolezza degli uomini. Le cronache de Il Mattino e del Corriere del Mezzogiorno di questi giorni non ci raccontano una novità, ma l’ennesimo capitolo di una "cronaca di un naufragio annunciato". È la fotografia di un’Italia – e di una Vico Equense – che sa essere eccellenza per il suo passato, ma che diventa imbarazzante burocrazia nel presente. Tuttavia, il crollo del Pezzolo non è solo un problema di mareggiate o di fondi mancanti: è, prima di tutto, un problema di visione. E la visione cammina sulle gambe delle persone. Questa emergenza grida un bisogno ormai improrogabile: Vico Equense necessita di un Assessore alla Cultura che sia un esperto del settore. Non possiamo più permetterci che la delega alla Cultura sia considerata un "riempitivo" di giunta, un premio di consolazione elettorale o un incarico assegnato per logiche di spartizione politica a chi non ha mai sfogliato un dossier di tutela archeologica. Gestire un patrimonio fragile come quello della Penisola Sorrentina richiede competenze tecniche, capacità di dialogo con la Soprintendenza e una conoscenza profonda delle leggi sui beni culturali. Non basta "amare il territorio"; serve saperlo difendere tra i tavoli ministeriali e i nodi dei bandi europei.
Mentre discutiamo di passerelle e flussi turistici, il cuore antico della città finisce in mare. Ogni pietra che cade in acqua è un pezzo di storia che non tornerà più, un delitto contro la memoria collettiva commesso sotto gli occhi di un'amministrazione che sembra sempre rincorrere l'emergenza invece di prevenirla. È tempo che le istituzioni smettano di affidarsi al caso o alla buona volontà di neofiti della politica. Se non si mette la cultura nelle mani di chi la conosce davvero, l’unica cosa che resterà della Villa del Pezzolo saranno le vecchie cartoline. Vico Equense non merita di perdere le sue radici per colpa dell'incompetenza. La storia ci sta chiedendo il conto e, questa volta, il verdetto sarà implacabile.

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