La piazza è già piena mentre, a non più di tre chilometri di distanza, Veltroni ha quasi finito di parlare e Antonello Venditti sta preparando il concerto. Ma sembrano due mondi distanti anni luce, quello che riempie il Plebiscito e la folla che, alla spicciolata, si raduna ai piedi della statua di Dante per ascoltare Fausto Bertinotti, candidato premier per
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giovedì 10 aprile 2008
Piazza di lotta
La piazza è già piena mentre, a non più di tre chilometri di distanza, Veltroni ha quasi finito di parlare e Antonello Venditti sta preparando il concerto. Ma sembrano due mondi distanti anni luce, quello che riempie il Plebiscito e la folla che, alla spicciolata, si raduna ai piedi della statua di Dante per ascoltare Fausto Bertinotti, candidato premier per venerdì 4 aprile 2008
Intesa con i democratici? Bertinotti: «Mai dire mai»
«Mai dire mai». Fausto Bertinotti risponde così a «Radio anch’io» ad un ascoltatore che lo invita a non allearsi mai più con il Partito democratico, etichettato come il «partito delle banche». «Non penso - spiega il candidato premier della Sinistra Arcobaleno - che questa definizione piaccia a Veltroni. Al limite lui direbbe “ma anche delle banche”. In ogni caso, credo che non si debba mai mettere limiti alla provvidenza. Può darsi che dopo le elezioni il Pd cambi strategia e guardi a sinistra e magari si possa aprire un dialogo che oggi, con le posizioni che il Pd ha, non sarebbe possibile». Allo stato attuale - prosegue Bertinotti - «siamo di fronte a una contesa elettorale decisiva per evitare un sistema bipartitico, e ci battiamo perché la sinistra viva per il futuro». Da qui l’appello agli elettori che non hanno ancora deciso chi votare e se votare o meno. «So che ci sono tanti indecisi di sinistra delusi dal governo Prodi - continua il leader della Sinistra l’Arcobaleno - li invito a pensarci bene perché se non cresce la sinistra non ci sarà mai nessuna possibilità di influire». Per convincere anche gli ultimi scettici, l’ormai ex presidente della Camera - che esprime anche solidarietà a Ferrara, contestato a Bologna - propone «l’innalzamento del minimo pensionabile a 800 euro al mese, cifra al di sotto della quale non si può stare» e ribadisce la sua opinione sul pubblico impiego: «Non va tagliato ma riformato». (Il Mattino)martedì 25 marzo 2008
Nuove minacce
Tommaso Sodano, senatore di Prc e capolista in Campania al Senato per 
La Sinistra Arcobaleno chiede ad Antonio Bassolino un'assunzione comune di responsabilità e le dimissioni subito dopo il 14 aprile. A spiegarlo è il candidato premier della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, intervenendo alla registrazione di «Porta a porta». «Penso - dice Bertinotti - che dopo le elezioni dovremmo produrre tutti insieme l'evento delle elezioni anticipate in Campania». A chi gli ricorda che Rifondazione fa parte ancora della giunta Bassolino, Bertinotti risponde osservando: «Sarebbe stato facile sfilarsi in campagna elettorale. Faccio appello a Bassolino, decidiamo insieme. Non capisco perché chi ha fatto cose buone non deve ammettere che sulla questione dei rifiuti ci sono delle responsabilità e si è sbagliato». Per Bertinotti «un ciclo politico in Campania è finito, ci sono solo le elezioni». (Cormez)
lunedì 3 marzo 2008
Veltroni è reo confesso
"Quando ho letto che Veltroni in un'intervista al Pais ha detto di essere un riformista e non di sinistra, ho pensato: è reo confesso". Lo afferma il leader della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, intervenendo ad una manifestazione sul programma all'Ambra Jovinelli. "Vorrei capire - prosegue - cosa significa essere riformisti senza la parola sinistra". "Siamo sottoposti al bombardamento dei mezzi di comunicazione di massa che vogliono far credere che in Italia ci siano solo due partiti con una operazione insidiosa e pericolosa per la democrazia, e cioé cancellare gli altri partiti a partire da questa sinistra". A chi gli chiede un commento sui sondaggi che danno la sinistra in calo, Bertinotti risponde: "non mi sembra anzi la tendenza è in crescita".giovedì 28 febbraio 2008
Par condicio
I Gesuiti, la novità è il Pd La decisione del Pd di presentarsi da solo è la novità delle elezioni, afferma la rivista dei gesuiti “Civiltà Cattolica”. Questo, scrive padre Michele Simone, ha in un certo senso, “costretto” il centrodestra a formare anch'esso una lista unitaria. “Ma il nuovo panorama partitico, specie per quanto riguarda il centro sarà chiaro solo al momento del deposito ufficiale delle liste elettorali”. E la rivista della Congregazione si riserva di intervenire in una prossima puntata.
Silvio s’infortuna alla gamba
Check medico in una clinica romana per Silvio Berlusconi. Prima di incontrare i coordinatori regionali del Pdl a Montecitorio, il leader del centrodestra è stato visitato a Villa Stuart dal professor Pier Paolo Mariani (il chirurgo che operò Totti alla vigilia dei Mondiali del 2006) che, dopo una risonanza magnetica, gli ha applicato un leggero tutore alla gamba destra per un piccolo stiramento agli adduttori. Visibilmente zoppicante, Berlusconi ha rassicurato tutti sulle sue condizioni: «Sto bene, è solo uno stiramento».
Andreotti: «De Mita? Io lo avrei candidato»
«Io l’avrei candidato perché certamente il senso politico ce l’ha». Risponde così il senatore a vita Giulio Andreotti quando gli viene chiesto cosa ne pensi dell’esclusione di Ciriaco De Mita. Poi aggiunge: «Penso che ci sono persone validissime a 22 anni come anche a novanta, come ci sono degli imbecilli anche a vent’anni».
Bertinotti fa autocritica: Caruso, una scelta infelice
Dopo due anni Fausto Bertinotti fa mea culpa su Francesco Caruso: «Dal punto di vista dell’opportunità non è stata una mossa felice ma abbiamo rappresentato un modo di essere e un mondo». Poi il presidente della Camera aggiunge: «Quando Caruso ha sbagliato glielo abbiamo detto. È stata una convivenza leale, rivendico quella scelta di apertura».
lunedì 18 febbraio 2008
«Noi abbiamo un’altra idea di sinistra»
L’intervento più atteso al consiglio nazionale dei Verdi era quello di Fausto Bertinotti nella sua nuova veste di candidato premier della Sinistra Arcobaleno. E non mancano, da parte dell’ex segretario di Rifondazione, bordate ai fratelli del Pd. A cominciare dalla candidatura, annunciata il giorno prima da Veltroni, di Antonio Boccuzzi, l’unico sopravvissuto alla strage della ThyssenKroup. «Se il Pd - ragiona Bertinotti - candida insieme l’operaio sopravvissuto e l’imprenditore Matteo Colaninno, uno è di troppo. Noi dobbiamo stare da una parte sola: quella dei lavoratori e delle lavoratrici nel conflitto sociale». Non l’unica critica perché il presidente della Camera stigmatizza anche l’idea di alternativa alla destra emersa dall’assemblea costituente del Pd nella quale Veltroni ha tracciato il programma del nuovo soggetto politico. «Il Pd - attacca Bertinotti - vuole sconfiggere la destra avendo come idea centrale quella della crescita. A Walter vorrei dire amichevolmente: ma ti pare nuovo il tema della crescita? Ti pare nuovo partire da un tema criticato negli ultimi vent’anni?». Ma il problema è uno solo e durante il suo intervento è lo stesso Bertinotti ad ammetterlo: «Noi abbiamo un’altra idea di sinistra». giovedì 14 febbraio 2008
Lettera a Veltroni e Bertinotti
Una lettera, prime firmatarie, Simona Argentieri, Natalia Aspesi, Adriana Cavarero, Isabella Ferrari, Sabina Guzzanti, Margherita Hack, Fiorella Mannoia, Dacia Maraini, Alda Merini, Valeria Parrella, Lidia Ravera, Elisabetta Visalberghi indirizzata a Veltroni e Bertinotti, per chiedere ai due esponenti del cento sinistra di ricordarsi dei temi importanti per le donne nei loro programmi. In un momento, in cui "l'offensiva clericale contro le donne, spesso vera e propria crociata bigotta, ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile - scrivono - appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso e' addirittura condiscendenza". Tra i temi affrontati, naturalmente anche quello dell'aborto e della difesa della 194. Le altre adesioni potranno essere date sul sito www.firmiamo.it/liberadonna.
venerdì 8 febbraio 2008
Meglio soli
Il governo ha deciso: il 13 e 14 aprile le elezioni politiche saranno accorpate con le amministrative. Sul versante degli schieramenti, il Partito democratico va da solo, ovviamente senza sbattere le porte in faccia a nessuno. Una scelta coraggiosa che provoca un terremoto pure a destra. L’annuncio che il Pd correrà da solo per il Senato svincola Berlusconi dall’obbligo di imbarcare tutti sull’Arca di Noè, compresi i cosiddetti impresentabili. «Posso vincere», ragiona in queste ore un Cavaliere piacevolmente colpito dalla novità, «senza farmi più ricattare dai piccoletti». Il segretario del Pd suona la carica in vista della campagna elettorale: «C’è una grande voglia di nuovo, è finita la stagione di un certo bipolarismo, delle contrapposizioni, della dittatura delle minoranze». Bertinotti: «Io capisco le istanze di unità, che hanno sempre animato la sinistra, ma bisogna guardare al futuro e di fronte alla scelta del Pd, che rispetto, serve essenzialmente una sfida per il futuro su chi è in grado di indicare la via d’uscita più efficace per il Paese. «E io credo che anche in campagna elettorale la costituzione per la sinistra di un soggetto unitario è la via maestra anche per un importante risultato elettorale». I giochi, dunque, sembrano fatti. Il Pd da una parte, la sinistra radicale dall'altra. La scommessa di Veltroni è di intercettare i voti di chi è stufo dell'eccesso di frammentazione e della rissosità del centrosinistra. Con l'obiettivo, nemmeno troppo celato, di riproporre a Berlusconi, dopo il voto, un governo di larghe intese che tolga le ali estreme e faccia le riforme.
lunedì 4 febbraio 2008
Potrei accettare premiership delle sinistre
Fausto Bertinotti si dice disponibile a una candidatura a premier di un cartello Cosa Rossa-Sinistra Arcobaleno, ponendo due condizioni: la più importante, spiega, è che sia del tutto unanime, la seconda è che valga "a tempo", per i "quaranta giorni di campagna elettorale". Lo ha detto nella trasmissione di Lucia Annunziata 'In mezz'ora'. "Per me, nel futuro, non ci saranno incarichi di direzione politica: non sarò segretario di Rifondazione Comunista, nè segretario o presidente della Cosa Rossa. Ma se martedì 4 dicembre 2007
"Il progetto del governo è fallito”
"Dobbiamo prenderne atto: questo centrosinistra ha fallito. La grande ambizione con la quale avevamo costruito l'Unione non si è realizzata...". Alle cinque del pomeriggio, nel suo ufficio a Montecitorio, Fausto Bertinotti sorseggia un caffè d'orzo, e traccia un bilancio amaro di questo primo anno e mezzo di governo. È presidente della Camera, ci tiene a mantenere il suo profilo istituzionale, non vuole entrare in campo da giocatore. Ma le sue parole, quelle del vero leader della sinistra radicale, alla vigilia del meeting della Cosa Rossa di sabato prossimo, lasciano un solco profondo nel cammino della legislatura e nel destino delle riforme. Bertinotti non fa previsioni, sulla durata del governo. "Non posso, non voglio", dice. Ma fa un ragionamento politico per molti versi "definitivo", sullo stato della maggioranza. "Voglio premetterlo: non ci deve essere nervosismo, da parte di Prodi. Usciamo da questa prigione mentale: io non so quanto andrà avanti, può anche darsi che duri fino alla fine della legislatura, e non ho nulla in contrario che questo accada. Ma per favore, prendiamo atto di una realtà: in questi ultimi due mesi tutto è cambiato". È nato il Pd, e la Cosa Rossa viaggia verso lidi inesplorati. Nel frattempo, Prodi ha accontentato i "moderati", sia sulla Finanziaria, sia sul Welfare… continua
venerdì 2 novembre 2007
«Governo malato, ipocrita negarlo»
Positano - Giusto due giorni nella perla della Costiera Amalfitana dai suoi amici a Positano, il tempo di respirare, e il Presidente del Senato Fausto Bertinotti attacca «Governo malato, ipocrita negarlo». Fausto Bertinotti torna a parlare dello stato di salute della compagine ministeriale. E, in un'intervista a «Panorama », dice che «Romano Prodi se l'è presa, ma il brodino fa sempre bene. Lo si dà agli ammalati per tenerli su. Negare che il governo sia malato sarebbe ipocrita». Fausto Bertinotti, ospite alla Buca di Bacco per il ponte di Ognissanti, con la moglie Lella, a Positano, qui si sente fra amici e non ha voglia di parlare dei problemi che lo assillano come uomo e come politico, ma con i giornali il suo intervento è stato forte. Il presidente della Camera ricorre a un'espressione («prendere un brodino») già adoperata alcuni giorni addietro in un'intervista al «Tg1» dopo il via libera al Senato del decreto fiscale, un passaggio assai delicato per l'esecutivo guidato dal Professore superato per un soffio.
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