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martedì 14 ottobre 2008

All'assessore Montemarano piace Peperoni

Regione Campania - Il potente assessore regionale alla Sanità, Angelo Montemarano, si appresta a mettere il cappello sul prossimo presidente dell'Ordine dei medici di Napoli che sarà eletto, in seconda convocazione, ai primi di novembre. Gabriele Peperoni, 52 anni, vicepresidente vicario uscente, segretario provinciale del Sindacato unico medici ambulatoriali italiani (Sumai), è dato come favorito su Angelo Castaldo, della segreteria nazionale della Fimmg, il sindacato-cassaforte dei medici di medicina generale, anch'egli di fede montemarana, e sul decano Giuseppe Del Barone. Peperoni, rispetto a Castaldo, godrebbe pure del sostegno elettorale del presidente uscente, Giuseppe Scalera, il quale si è tirato fuori dalla competizione dichiarandosi indisponibile a guidare «liste parcellizzate». Insomma, per scongiurare il rischio di una spaccatura dell'Ordine, in una fase delicatissima che vedrà il vertice dei medici impegnato in prima linea sulla complessa razionalizzazione della spesa sanitaria e della rete ospedaliera, Scalera ha preferito farsi da parte. Via libera, invece, a Montemarano, che così potrà contare su interlocutori amici a largo Torretta, procedere con il suo piano di lacrime e sangue e far digerire... Peperoni a tutti gli altri. (Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)

Perde pezzi l’ospedale

Vico Equense – Chiude l’ambulatorio di pneumatologia del “De Luca e Rossano” che potrebbe essere trasferito a Sant’Agnello.

Sanità, la scossa del ministro. Sacconi: "Stiamo valutando di commissariare la Campania"

lunedì 29 settembre 2008

«Affari e clientele le cause del crac»

Angelo Giusto, presidente della commissione Sanità: voci e indiscrezioni a parte che attendono conferme o smentite c’è poco da stare allegri? «Il pianeta sanità è stato trasformato in un formidabile generatore di affari e clientelismo. Rispetto a questi sintomi occorre una diagnosi e una terapia. Consapevoli di dover difendere con le unghie un bene prezioso, il più universale dei diritti, una Sanità pubblica e per tutti. Non sempre la salute delle persone è stata al centro delle politiche sanitarie. Spesso si è usata la sanità più per costruire consenso elettorale che per curare le persone». Questa logica cosa ha prodotto? «La proliferazione delle strutture, con 140 ospedali, di cui 72 pubblici, e un eccesso di primari, a volte senza posti letto. Non c’è stata alcuna logica di programmazione. Per questo vi è una provincia con meno di un milione di persone che ha saputo ”pretendere e costruire” ben 18 ospedali. Un ospedale di eccellenza come il Monaldi con circa 850 posti letto è dotato di circa 30 primari, mentre l’università con uguali posti letto ha circa 180 primari. Una regione da cui partono ogni anno almeno centomila persone per farsi curare fuori si presenta con un pessimo biglietto da visita». E intanto il pubblico non riesce a garantire neppure servizi essenziali. «Infatti si è consentito che dialisi e riabilitazione fossero appaltate quasi totalmente ai privati. In Campania vive oltre un milioni di ultrasessacinquenni ma non esiste una struttura dedicata in cui possono essere curati gli anziani. C’è un contesto all’interno del quale l’aspetto specificamente sanitario, quello finanziario e quello sociale si intrecciano, condizionandosi reciprocamente e determinando situazioni di fatto assai complesse». La terapia qual è? «Il bisogno di salute richiede processi di integrazione tra risorse, servizi, competenze sanitarie e competenze sociali. Gli ospedali devono essere propriamente adibiti alla cura delle fasi acute, i cittadini le cui affezioni non rientrano in questa fattispecie hanno bisogno di presidi territoriali all’interno dei quali i medici di medicina generale possano lavorare insieme ed essere affiancati da infermieri e operatori del sociale, dove si possa disporre di strutture per la diagnostica e di una rete informatica efficiente. Occorre potenziare le cure domiciliari, così come avviene nei paesi più evoluti». Il sistema delle Asl, così com’è, è ancora attuale? «Sarebbe auspicabile procedere finalmente all’accorpamento del territorio provinciale in una unica Azienda (per Napoli tre aziende: area urbana, Napoli est e Napoli ovest), lasciando le funzioni di elezione agli Ospedali di rilievo nazionale. L’Azienda territoriale potrebbe gestire in maniera centralizzata le prenotazioni e le liste d’attesa controllando l’offerta delle prestazioni e la loro appropriatezza, esaltando il ruolo dei medici di medicina generale anche al fine di meglio individuare il percorso terapeutico e prevenire l’uso eccessivo o non appropriato di prestazioni specialistiche e di attività diagnostica». È più pessimista o ottimista? «Non si tratta di essere nè pessimisti nè ottimisti. Dipende tutto dalla politica, dal coraggio delle scelte. È evidente che non si può reggere più un modello che produce più di mille miliardi di debito ogni anno. La spesa allegra, le nomine per incapaci, la disorganizzazione devono essere spazzate via». (p.mai. il Mattino)

Sanità, ancora un buco nei conti già in rosso. La Campania rischia commissariamento


Nasce la Federazione dei Precari della Sanità Campania

mercoledì 16 luglio 2008

Rivellini: "la Campania è al disastro"

«Non ho ben compreso che cosa abbiano deciso ieri i direttori generali». Sfiora il sarcasmo il primo commento di Enzo Rivellini, il capogruppo di An che qualche giorno fa aveva aperto il caso manager. Sembra che il provvedimento sia sospeso. «A me pare un "vorrei, ma non posso". In sostanza si dice: l´aumento ci spetta, ma non vogliamo disturbare chi altrimenti ci licenzia. È comunque una brutta figura, mortificante. Con implicazioni paradossali: da un lato si tiene la porta aperta al provvedimento, dall´altro lo si sospende costringendo alla restituzione chi ha già provveduto. Mi risulta ad esempio che questo sia il caso del Cardarelli». Eppure Bassolino si dice soddisfatto. «È evidente. Sta tentando di tenere le fila di una sanità disastrata. Di fatto è lui che ha già commissariato Montemarano, anche rispetto a quei direttori che non hanno gradito il silenzio ufficiale dell´assessore sulla vicenda. Bassolino comunque è intervenuto quando la cosa ha assunto rilievo nazionale. E penso che stia ancora facendo pressioni su Gianni Letta perché il suo assessore non venga rimosso. Comunque gli abbiamo chiesto di riferire oggi in Consiglio». Bassolino protegge Montemarano nonostante quest´ultimo gli abbia lasciato questa patata bollente? «Montemarano è in assoluta difficoltà: De Mita sta facendo il diavolo a quattro, con gli uomini che in Sanità gli sono più vicini, per vendicarsi. Ma Bassolino non può consentirsi il commissariamento. Come è già stato nel Lazio, la cosa comporterebbe anche il rischio di avere dei fondi bloccati dal governo». Quest´ultimo infatti ieri ha dato altri tre mesi per la verifica. «Il punto è che la situazione campana con tutta probabilità è assai più grave di quanto non si dica. Lo dico con dispiacere, ma eventuali sanzioni comporterebbero anche cose come l´aumento delle tasse regionali oltre ogni limite. Forse è troppo anche per il governo, che già deve occuparsi dei rifiuti. Una debolezza che si trasforma nella forza di Bassolino: il governo è praticamente costretto a aiutare». (Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)

domenica 8 giugno 2008

Sanità bipartisan

La situazione sanitaria in penisola sorrentina ha assunto negli ultimi mesi toni drammatici. Sulla vicenda è già intervenuto il senatore Raffaele Lauro che ha avuto con i responsabili dei servizi sanitari locali e con esponenti politici della zona un incontro. «Il quadro che è emerso – ha detto Lauro – è a dir poco sconcertante. Ecco perché ho chiesto al sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, di convocare per il prossimo 27 giugno un’assemblea pubblica cui saranno invitati a partecipare i sindaci di tutti i centri della costiera e il manager dell’Asl 5, Gennaro D’Auria». Strutture carenti, macchinari guasti, altri mai entrati in funzione, personale al minimo. «Ho chiesto a Fiorentino – ha aggiunto il senatore del Pdl - di invitare anche gli altri parlamentari della zona. L’assistenza sanitaria non ha colore politico. L’impegno che assumo è quello di sollevare il caso sanità in penisola in tutte le sedi istituzionali. O ci sarà, in tempi brevi, un’inversione di tendenza, oppure non escludo di sollevare la questione di fronte alla Procura della Repubblica». L’invito del senatore Lauro è stato colto dall’assessore provinciale del Pd Pietro Sagristani: “Mi fa piacere che il sen. Lauro intenda interessarsi della sanità peninsulare e impegnarsi per migliorarla. In settimana lo contatterò personalmente per aggiornarlo sul lavoro che stianmo facendo e sui risultati fin qui conseguiti”. “Finalmente nel centrodestra peninsulare c’è un autorevole e qualificato referente con cui confrontarsi e collaborare su un tema che non ha colore politico perché la salute è di tutti e ognuno può e deve fare la parte che più gli compete per far crescere la qualità del servizio e dell’assistenza”.

Monaldi, topo in corsia. Chiusa l'unità coronarica
Napolionline - la citta vista da dentro - domenica 08 giugno 2008


domenica 13 aprile 2008

Altro scippo dalla sanità campana

Un miliardo e 400 milioni sono stati scippati dalla sanità campana agli italiani e agli europei. L’annuncio alla vigilia delle votazioni, un regalo del PD imballato dal governatore con l’aiuto di vari assessori, “quelli del passato” che sono ancora su piazza. Non sono i tecnici, beninteso, sono politici doc. E guai a chi li tocca! Solo un inciso: la pioggia di danaro pubblico dovrebbe servire a pulire soprattutto le coscienze di coloro che hanno affossato l’assistenza sanitaria in Campania, la peggiore d’Italia e la più sprecona. Il pacco arrivato da Via Santa Lucia contiene un miliardo e 70 milioni di euro per l’adeguamento funzionale della rete ospedaliera, la ristrutturazione di questi ospedali: Policlinico della “Federico II”, Leonardo Bianchi, Monaldi, Cotugno e il costruendo Policlinico della SUN a Caserta; realizzazione di nuove strutture a Pomigliano, Afragola, Capua-Santa Maria Capua Vetere , Teano, Eboli e Battipaglia. Altri trecentodieci milioni di euro serviranno per incentivare i servizi di base (che roba è ?...), per incrementare il fondo dei non autosufficienti e 110 milioni per le pari opportunità e per l’occupazione femminile con “forme di micro credito”. In verità, il valore del “regalo” chiuso nel pacco, e distribuito subito prima delle votazioni pare poco, pochissimo rispetto a ciò che è stato programmato. Dov’è l’inganno? Se tutta la somma viene destinata alla ristrutturazione di due-tre ospedali è più facile controllare la spesa, invece se le destinazioni sono diverse e dispersive allora è più difficile controllare i costi, e se poi finiscono i soldi occorrerà chiedere ed aspettare un altro regalo. Alla vigilia delle elezioni europee? E, allora c’è bisogno di un pacco molto più grande, dieci-venti-trenta volte superiore al volume di quello già consegnato. A meno che i napoletani e i campani, per festeggiare l’emigrante in partenza per terre assai lontane non decidano di restituirlo al mittente. Napoli è Napoli! (di Barbara Casalegno – Napoli.com)