domenica 27 giugno 2021

Cannavacciuolo torna a casa

Vico Equense - Ritorno a casa per Antonino Cannavacciuolo. Lo chef è pronto a inaugurare un ristorante e una struttura ricettiva a Ticciano, nella frazione dove è nato e cresciuto. Manca l’allaccio Enel, a quanto pare una delle cose più difficili da ottenere in Italia per chi apre un’attività. A dirlo oggi è Luciano Pignataro sul Mattino, dal quale si apprende che ha formato una squadra fortissima a partire dalla sala, dove ci sarà il suo amico d’infanzia Eduardo Buonocore, anche lui della stessa frazione: uno dei più brillanti e infaticabili uomini di sala della Campania, ai vini Antonio Indovina, finalista al campionato del miglior sommelier della Campania organizzato dall’Ais. “Non ci può essere grande cucina senza una azienda in regola e moderna e viceversa. Proprio oggi abbiamo fatto la prima busta paga per il nostro parcheggiatore di Ticciano”. Un segnale preciso, asticella sempre alta, basta con la figura del parcheggiatore non regolarizzato che viene a chiedere qualche moneta dopo la cena. “Tutto va fatto – dice Tonino – per bene, non bisogna mollare, non bisogna adagiarsi, le scorciatoie sembrano facili percorsi ma spesso ti lasciano in un vicolo cieco.” L’arte di arrangiarsi crea folklore e può essere fonte di innumerevoli racconti divertenti, ma senza organizzazione e rispetto delle regole nel mondo moderno si resta indietro, non si diventa leader. La nuova avventura culinaria dello chef, che insieme alla moglie Cinzia Primatesta manda avanti Villa Crespi, ristorante con due stelle Michelin sul Lago d'Orta, in Piemonte, si chiamerà "La casa in campagna".

 

Si tratta del primo ristorante nella sua terra d'origine, la Campania. Nello specifico è stato pensato come una vera e propria casa di campagna, nel cuore della storia di Antonino e del luogo in cui è nata la sua famiglia. Proprio per questo lo chef ha voluto creare un luogo speciale proponendo una cucina d’autore che abbina agli ingredienti della sua terra d’adozione quelli del suo luogo d’origine. Cannavacciuolo lavorerà con le persone del paese: agricoltori, pescatori, macellai che saranno suoi fornitori. Il padre gli farà da consulente per i terreni agricoli della proprietà. In cucina lo chef potrà contare sull’apporto di un suo storico collaboratore: Nicola Somma, cresciuto con lui a Torino. Il ristorante, aperto anche agli esterni, sarà inserito all’interno del resort Laqua Countryside: sei le camere di campagna a disposizione. Ognuna avrà un nome evocativo: la “stanza della nonna”, “del tuttofare”, “del matto”… a ricordare la storia della famiglia Cannavacciuolo. A disposizione degli ospiti ci sarà la piscina e nei progetti futuri anche la spa.

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