venerdì 13 marzo 2026

Caro-materiali a Napoli: l’allarme dell’Acen. “Speculazioni insostenibili, serve un decreto urgenza”

Napoli - Non solo bollette e carburanti: a tremare, sotto i colpi delle tensioni geopolitiche internazionali, è l’intera filiera dell’edilizia napoletana. L’allarme arriva direttamente dall’Acen (Associazione Costruttori Edili di Napoli), che denuncia un’ondata di rincari senza precedenti sui materiali da costruzione, mettendo a rischio i cantieri strategici della città, a partire da quelli legati al PNRR. Il presidente dell’Acen, Antonio Savarese (foto), parla di una situazione critica che si è aggravata drasticamente nelle ultime ore: “Stiamo ricevendo segnalazioni continue dalle nostre imprese. Non parliamo solo di derivati petrolchimici come il bitume, ma di rincari diffusi che colpiscono l’acciaio e i costi di trasporto”. Secondo l’associazione, dietro l’impennata dei prezzi non ci sarebbero solo dinamiche di mercato, ma veri e propri effetti speculativi alimentati dall’incertezza globale. Una morsa che rischia di strozzare le imprese proprio nel momento di massimo sforzo per rispettare i cronoprogrammi dei lavori pubblici e privati. Il territorio di Napoli è attualmente un grande cantiere a cielo aperto, con una missione precisa: portare a termine i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tuttavia, la crisi delle materie prime minaccia di far saltare il banco. Senza un intervento immediato, le aziende si troverebbero a dover assorbire da sole i costi extra, con il rischio concreto di paralisi dei lavori o, peggio, di fallimenti a catena che minerebbero la tenuta del sistema economico locale. La posizione dell’Acen è netta: gli interventi finora messi in campo per calmierare i prezzi di gas e luce sono necessari, ma non sufficienti per il comparto edile. “Auspichiamo l’adozione di uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione”, conclude Savarese.

 

La richiesta è chiara: serve un provvedimento specifico che riguardi anche quei materiali non soggetti ad accise, neutralizzando l’extra-gettito IVA generato dai rincari per restituire ossigeno alle imprese. La palla passa ora alle istituzioni: Napoli e la sua filiera delle costruzioni chiedono tutele immediate per non trasformare la crisi internazionale in un blocco definitivo per lo sviluppo del Mezzogiorno.

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