Vico Equense - Una cartolina sfregiata. È questa l'immagine che accoglie chi oggi percorre la strada verso le vette del Monte Faito. Da un lato, l’infinito blu del Golfo di Napoli che si fonde con il cielo; dall'altro, l’inciviltà che soffoca la macchia mediterranea. L'ultima segnalazione, documentata da immagini inequivocabili, mostra accumuli di rifiuti abbandonati proprio a ridosso dei tornanti panoramici. Sacchi di plastica, lattine, bottiglie e scarti di ogni tipo giacciono tra la vegetazione, a pochi metri dai sentieri frequentati da escursionisti e turisti. Non si tratta solo di residui di picnic, ma di un vero e proprio abbandono sistematico che deturpa uno dei polmoni verdi più importanti della Campania. Nonostante l'impegno costante delle associazioni locali, la piaga dello sversamento illecito non accenna a placarsi. L'isolamento di alcuni tratti della strada montana agevola l'azione dei "furbetti dei rifiuti", che approfittano della scarsa illuminazione e dell'assenza di controlli per trasformare le scarpate in discariche. Residenti e amanti della montagna chiedono ora interventi urgenti: installazione di fototrappole nei punti critici già individuati. Bonifica immediata delle aree compromesse, prima che i rifiuti vengano dispersi dal vento o sepolti dalla vegetazione primaverile. Vigilanza serrata da parte della Polizia Locale e delle guardie ambientali. Proteggere il Faito non è solo un compito amministrativo per i comuni di Vico Equense e Castellammare di Stabia, ma un atto di civiltà dovuto a un territorio che vive di bellezza. Lasciare che il degrado diventi parte del paesaggio significa condannare il futuro turistico e ambientale della montagna.

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