Penisola sorrentina - Per oltre quattordici anni, il progetto dell’Ospedale Unico della Penisola Sorrentina è stato agitato come un vessillo di modernità. Oggi, nel marzo 2026, la realtà restituisce un quadro desolante: un’opera prigioniera di veti incrociati e rimpalli burocratici. Se la Penisola resterà senza una struttura degna di questo nome, le responsabilità hanno nomi e cognomi precisi, distribuiti tra i vari livelli di potere. La prima responsabilità ricade sulle amministrazioni locali. L'unità della Penisola si è rivelata una fragile facciata, sgretolatasi non appena il progetto è diventato concreto. Il "no" del Comune di Sant’Agnello, motivato da criticità idrogeologiche, ha innescato uno stallo che le sentenze del TAR non sono bastate a sbloccare. Il muro contro muro ha prodotto solo anni di paralisi, dimostrando che il campanile pesa ancora più della salute pubblica. Mentre la politica attuale si perde nel "racconto surreale" di nuove location, le voci di chi ha vissuto l'iter dall'interno diventano un atto d'accusa pesante. L’ex sindaco di Piano di Sorrento, Vincenzo Iaccarino, è categorico: "Abbandonando il progetto di Sant'Agnello non si realizzerà nessun nuovo ospedale in Penisola Sorrentina. È bene che ci sia coscienza di tutto ciò, senza ipocrisie e inutili pretese". A fargli eco, in un amaro consenso che suona come una resa definitiva, è l’ex sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani: "Purtroppo questa è la triste verità che tutti conoscono, sia chi è favorevole sia chi è contrario, ma che solo per una grande ipocrisia si cerca di nascondere. A questo punto facilmente non avremo nessun nuovo Ospedale in Penisola né a Sant'Agnello né altrove, con gravissimo disagio soprattutto per i cittadini e per chi soffre".
domenica 8 marzo 2026
L’ospedale che non c’è: cronaca di un fallimento annunciato
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento