lunedì 16 marzo 2026

Penisola Sorrentina: se la bellezza scaccia i suoi figli. Nasce il Comitato per il Diritto alla Casa

La Penisola Sorrentina sta cambiando volto, ma non è il cambiamento che ci si aspettava. Dietro le facciate perfette degli hotel e i tramonti da cartolina, si consuma una crisi silenziosa che sta svuotando i nostri borghi: l’emergenza abitativa.Da mesi, il grido d’aiuto dei cittadini è diventato assordante. Ragazzi che non possono progettare un futuro, famiglie storiche sfrattate dopo decenni, anziani che temono di perdere le proprie radici. Il verdetto è amaro: vivere nella propria terra è diventato un lusso che pochi possono permettersi. Il turismo è sempre stato la linfa vitale della Penisola, ma oggi quell'equilibrio storico tra accoglienza e residenzialità si è spezzato. Il mercato immobiliare, drogato dagli affitti brevi e dalla conversione selvaggia in strutture ricettive, ha reso i costi inaccessibili per chi qui ci lavora e ci vive. "Una terra senza giovani e senza famiglie è una terra che si spegne", commenta Rosario Lotito, promotore di una mobilitazione che punta a restituire dignità ai residenti. Quando una comunità perde i suoi abitanti, perde la sua identità, diventando un museo a cielo aperto, bellissimo ma senz'anima. Non restare a guardare è l’imperativo. Per questo sta nascendo ufficialmente il "Comitato di cittadini per il diritto alla casa in Penisola Sorrentina". Non si tratta di una protesta isolata, ma di un presidio di cittadinanza attiva aperto a tutti: a chi ha già dovuto fare le valigie, a chi rischia di farlo domani e a chi crede che la Penisola debba restare un luogo vivo, abitato e amato. L’obiettivo è chiaro: far sentire una voce forte alle istituzioni, chiedere tetti agli affitti brevi, incentivi per le locazioni residenziali e politiche che rimettano al centro il diritto costituzionale all'abitare. Nei prossimi giorni verrà lanciata la pagina ufficiale per raccogliere le adesioni. La battaglia è appena iniziata e la partecipazione popolare sarà la sua unica, vera forza. Perché il silenzio, oggi, equivale alla resa. E la Penisola Sorrentina non può permettersi di arrendersi.

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