Penisola sorrentina - Il tempo delle giustificazioni e dei rimpalli di responsabilità sembra non finire mai. L’ultimo incontro in Regione tra il neopresidente Roberto Fico e i sindaci del territorio ha rimescolato ancora una volta le carte: l’area di Sant’Agnello per il nuovo ospedale unico viene accantonata in favore di una localizzazione ancora da individuare. Una decisione che riporta le lancette dell'orologio indietro di anni, trasformando un’opera necessaria in un miraggio lontano. Con l’insediamento della nuova giunta e la scelta del presidente Fico di tenere per sé la delega alla Sanità, la responsabilità di trovare soluzioni è ora chiara e diretta. Tuttavia, i primi segnali sembrano confermare un vecchio vizio: si discute di planimetrie future mentre i servizi essenziali cadono a pezzi. È legittimo programmare il domani, ma è doveroso affrontare il presente. Al momento, però, si fanno solo chiacchiere, mentre la salute dei cittadini è un’emergenza che bussa alla porta oggi, non tra dieci anni. Nonostante le note ufficiali parlino di "scelta condivisa", appare evidente che tra i primi cittadini della Penisola le visioni siano tutt’altro che convergenti. Spostare il sito dell'ospedale significa riaprire i soliti veti incrociati e campanilismi che per decenni hanno bloccato il diritto alla cura. In questo stallo politico, a pagare il prezzo più alto è la popolazione, ostaggio di un accordo che sembra non arrivare mai.
Mentre la politica "disegna" il nuovo ospedale, la realtà dei presidi attuali è drammatica. Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Vico Equense è sbarrato da quasi sei anni, una ferita aperta che priva il territorio di un presidio vitale. Sorrento è una struttura ridotta allo stremo. Concentrare il dibattito esclusivamente su un progetto futuro, pieno di incognite economiche e logistiche, appare come un esercizio politico pericolosamente scollegato dalla realtà quotidiana. A confermare i timori dei cittadini c'è il caso della vicina Castellammare di Stabia: il cantiere del nuovo ospedale nell'area delle Terme, avviato in pompa magna, risulta fermo da mesi senza spiegazioni chiare. È questo il destino che attende anche la Penisola? Un'altra "grande opera" che resta solo sulla carta mentre i servizi di prossimità scompaiono? Dalla Regione e dai Comuni si attendono risposte immediate. Presidente Fico, qual è il piano per oggi? La delega alla sanità significa rispondere delle vite dei cittadini ora, non tra dieci anni. Riaprirà mai il Pronto Soccorso di Vico Equense? Come si intende rafforzare l'ospedale di Sorrento nell'immediato? Quante nuove assunzioni sono previste e con quali tempi certi? La tutela della salute è un diritto costituzionale. La Penisola Sorrentina non può più restare in attesa che finisca questo infinito chiacchiericcio politico: i cittadini hanno bisogno di cure, adesso.

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