mercoledì 11 marzo 2026

Vico Equense, deposito di via Madonnelle: i rifiuti non sono pericolosi. Al via lo smaltimento per il dissequestro

Svolta nella vicenda dell’area comunale finita sotto sigilli a novembre 2025. Una perizia tecnica esclude la presenza di materiali tossici: ora il Comune affida il servizio di rimozione per restituire il deposito alle attività di manutenzione 

Vico Equense - Comincia a delinearsi la soluzione per il deposito comunale di via Madonnelle n. 11, l’area strategica per la manutenzione del territorio finita sotto sequestro cautelativo lo scorso 11 novembre su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il sospetto iniziale che aveva portato all’intervento dei Carabinieri riguardava la presunta presenza di rifiuti pericolosi nel sito. Tuttavia, una dettagliata relazione tecnico-illustrativa (acquisita agli atti il 24 febbraio 2026), ha ufficialmente escluso la natura pericolosa dei materiali stoccati. I detriti e i materiali presenti sono stati analiticamente riclassificati secondo i codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) come rifiuti non pericolosi, liberando l'Amministrazione dall'accusa più grave ma confermando la necessità di una loro corretta rimozione. Per accelerare l’iter di dissequestro e permettere agli operai comunali di tornare ad accedere liberamente al deposito — fondamentale per la cura di strade e immobili pubblici — l’Ente ha proceduto all'affidamento dei servizi di rimozione e trasporto.

 

L’incarico è stato affidato a una ditta specializzata di Acerra. L'operazione, gestita tramite affidamento diretto sulla piattaforma telematica "Appalti&Contratti", ha un valore stimato di circa 2.000 euro (oltre IVA). Il costo finale sarà calcolato "a misura", ovvero sulla base dell'effettivo peso dei materiali che verranno portati negli impianti di smaltimento autorizzati una volta aperti i cancelli. La permanenza del sequestro stava iniziando a pesare sulle casse comunali e sull'efficienza degli interventi ordinari in città. Con questo atto, il Comune di Vico Equense pone le basi legali e operative per richiedere alla Procura la revoca dei sigilli. L’obiettivo è chiaro: liberare l’area nel pieno rispetto delle norme ambientali (D.Lgs. 152/2006) e riportare la gestione del territorio alla normalità nel più breve tempo possibile.

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