Dopo il rimpasto di giunta, Daniela Gianna affida ai social un duro sfogo: «Rimossa senza una telefonata, l’ho saputo dal web. Ho pagato il prezzo della mia autonomia» 
Daniela Gianna
Vico Equense - «Colpita alle spalle, senza essere guardata negli occhi». Non usa giri di parole Daniela Gianna, ormai ex assessore della giunta guidata dal sindaco Giuseppe Aiello, per commentare l’esclusione dall’esecutivo cittadino. Dopo settimane di silenzio, l’esponente di Fratelli d’Italia ha deciso di parlare direttamente ai suoi elettori, descrivendo un addio consumato via social, senza alcun confronto preventivo. Il cuore dell’intervento di Gianna è una rivendicazione di indipendenza politica. «Ho accettato decisioni che non condividevo per rispetto delle istituzioni, ma non ho mai rinunciato a ragionare con la mia testa», spiega l'ex assessore. Secondo Gianna, la sua rimozione sarebbe la conseguenza diretta della sua ritrosia ai "sì" incondizionati: «Sono stata libera di sollevare dubbi quando un procedimento non mi sembrava lineare. Questa libertà è un privilegio che si paga, e io accetto di pagarne il prezzo». Nonostante l'amarezza per le modalità umane del rimpasto, Gianna rivendica con orgoglio i traguardi raggiunti, citando il risanamento dei conti di bilancio e il successo di Lavoro a Vico, il progetto che sta portando alle prime assunzioni sul territorio.
Tuttavia, resta il nodo politico: con la sua uscita di scena, Fratelli d’Italia perde la rappresentanza in giunta. «Il Sindaco ha fatto una scelta chiara – attacca Gianna – lasciando senza rappresentanza istituzionale i 626 cittadini che nel 2021 scrissero il mio nome». L'ex assessore chiude il suo intervento ringraziando il proprio gruppo politico (i consiglieri Russo e Starace, il coordinatore Balestrieri e Carmine Ferraro) e assicurando che la fine dell'incarico non coinciderà con il ritiro dalla scena pubblica. «Viene meno una carica, non il mio impegno politico. I titoli che contano restano quelli conquistati con lo studio e il lavoro». La palla passa ora alla maggioranza, chiamata a gestire gli strascichi di un addio che sembra aver aperto una ferita profonda nel tessuto politico del centrodestra locale.
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