domenica 9 marzo 2008

Bassolino: «Nelle liste non ci sono giovani». D'Alema: «Forse si è fatto qualche sbaglio»

Antonio Bassolino compare come dal nulla nel momento esatto in cui Massimo D'Alema varca la soglia del loft (altrimenti ribatezzato il basso del Pd) di via Nazario Sauro. Pochi minuti chiusi nella stanza con il segretario regionale Tino Iannuzzi e poi via. Lungo la strada si concede una chiacchierata sulle tanto contestate liste del Partito democratico in Campania. «Le liste? Beh, sono ben guidate. Io personalmente mi sono mosso per i capilista, perché venissero in Campania Veltroni e D'Alema. Il resto…». Il resto? «Avevo altro a che pensare. Sono stati giorni convulsi, travagliati per me. Sono state fatte da chi aveva titolo per farle». Presidente ma c'è stato il rinnovamento annunciato? «Perché ho parlato di rinnovamento? ». Dunque? «Alcune critiche le ritengo fondate». Manca il territorio? «Sono d'accordo ». Mancano i giovani? «Sono d'accordo». Per la serie «sarà una campagna elettorale in salita. Ma anche quella delle regionali del 2005 fu fatta durante una crisi dei rifiuti. È difficile dire se questa crisi è più grave di altre. Lo è certamente dal punto di vista dell'impatto mediatico». Ma, ça va sans dire, «siamo pronti a fare, nei prossimi mesi, una giusta riflessione sulle novità che sapremo mettere in campo con la nuova giunta e, dunque, in rapporto a questo, sulle scelte più giuste da fare. Nessun arroccamento sbagliato, ma consapevolezza critica, dovere civico e senso delle istituzioni». D'Alema gli fa eco prendendo le distanze dalla compilazione delle liste: «Non l'ho seguita e non ho neanche partecipato alla riunione nella quale sono state approvate. Credo che forse si è fatto qualche sbaglio. Abbiamo guardato solo a coloro che saranno certamente eletti ». E prosegue: «Non si vota per fare un bilancio su Bassolino, questo lo farete voi dopo e io mi faccio garante di questo vostro diritto». Insomma terrò Roma distante dalla crisi campana, i panni ve li lavate in famiglia, ma non adesso. «Al di là della stima e dell'amicizia per Bassolino — spiega il vicepremier — non sono qui per lui. Sono qui per il futuro del Paese. Sono come Wolf nel film di Tarantino, un risolutore. Bassolino è una risorsa che rappresenta un pezzo della vostra storia, non è nel vostro interesse che questo pezzo venga demolito da qualcun altro, fate voi un bilancio. Ma non il governatore non è il tema della campagna elettorale, lo sarà dopo». La visita agli Scavi di Pompei di D'Alema e corte è una sorta di transoceanica (per la pioggia battente e le voragini stracolme). La direzione provinciale, invece, è una lezioncina del prof autorevole agli studenti indisciplinati che vogliono cambiare il loro rappresentante d'istituto (Iannuzzi). Non elude l'argomento munnezza, ma ribadisce che per fare «una campagna contro Napoli e la Campania si è andati molto oltre». «Nel 2006 grazie ai voti della Campania abbiamo vinto. La Campania — termina — resta la regione chiave, al centro dell'attenzione internazionale, io ci metto la faccia perché ci credo. E se si perde ciascuno sia chiamato in causa, perché la sconfitta sarà di tutti». Mica di D'Alema e Bassolino? Veltroni è allertato. (Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno)

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Napolionline - la citta vista da dentro - domenica 09 marzo 2008

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