Ancora treni cancellati e disagi, il direttore del Parco archeologico di Pompei lancia l'allarme: "Eventi estivi a rischio. Ora la Regione valuti gli interventi che sono necessari" La replica di Eav: "In un incontro lunedì gli abbiamo spiegato che i treni in servizio sono pochi, vecchi e stanchi"
Pompei - Zuchtriegel è preoccupato. «La gestione della Circumvesuviana penalizza Pompei e un intero settore», dice il direttore del parco archeologico che ha chiuso il 2025 con più di 4 milioni di visitatori. Dopo anni l'archeologo, al suo secondo mandato a Pompei, abbandona la strada della diplomazia. «La Regione Campania valuti interventi necessari per evitare danni al sistema turistico e culturale, non si può andare avanti così», è la richiesta netta. Un messaggio indirizzato al presidente Roberto Fico, eletto a novembre, e al suo vice con delega ai trasporti Mario Casillo. «Bisogna guardare in faccia la realtà», sottolinea Zuchtriegel. Il tempo dell'attesa è finito. La responsabilità è di Eav, la società pubblica che gestisce il trasporto ferroviario e la linea che collega Napoli a Pompei e Sorrento. E che ogni anno ottiene l'etichetta di Legambiente di ferrovia peggiore d'Italia. Con recensioni negative e proteste di turisti italiani e stranieri. Non lo nomina, ma il direttore chiama in causa il presidente di Eav, Umberto De Gregorio, già in bilico dai giorni dell'addio da palazzo Santa Lucia dell'ex governatore De Luca, che l'ha sempre protetto anche nei giorni bui del crollo della funivia. Ieri ancora una fuga in avanti di Eav, che invia una piccata risposta al direttore del parco archeologico. Anzi.
«In un incontro di lunedì mattina abbiamo spiegato al direttore Zuchtrigel che i treni in servizio sono pochi, vecchi e stanchi», è la risposta. Bisogna, quindi, aspettare i nuovi treni di Stadler, «i primi 5 sono già a Napoli», ripete Eav senza indicare nessuna data. Ma De Gregorio è sempre più isolato. L'assessore Casillo ieri si è sentito al telefono con Zuchtriegel, in programma c'è un incontro per discutere su come evitare un nuovo anno nero dei trasporti. Un appuntamento senza il presidente di Eav, dal destino segnato. Si tratta di trovare soluzioni urgenti. Il direttore di Pompei teme di rivedere nei prossimi mesi le scene di centinaia di turisti, arrivati da ogni parte del mondo per visitare Pompei costretti invece a camminare sui binari della Circumvesuviana. E obbligati a rinunciare all'esperienza per la quale sono partiti. È già successo molte volte negli ultimi anni, è ricapitato ieri mattina. Due i treni cancellati tra le undici e le tredici, «l'ennesimo disservizio sulla tratta con turisti, pendolari e collaboratori bloccati a Napoli, senza sapere quando e come sarebbero arrivati a Oplonti, Boscoreale, Pompei e alle altre fermate», protesta il direttore. Ma è solo l'ultimo di una lunga serie di episodi. «Il problema sono le continue inefficienze, che si registrano quotidianamente a danno dei tanti visitatori degli scavi e del turismo campano in generale e non solo». Non è la prima volta che Zuchtriegel chiede un'inversione di marcia, segnalando cosa non va. «A mio avviso vanno eliminati i treni di lusso per i turisti, devono funzionare quelli che gli stranieri prendono con pendolari e studenti», è una delle proposte inascoltate. E sullo sciopero di 24 ore, convocato dalla Confail contro Eav domani, il direttore si schiera con i lavoratori: «Il problema non sono gli scioperi, che sono un diritto costituzionale, ma i disagi che avvengono quotidianamente». Sul tavolo del confronto con l'assessore Casillo il direttore di Pompei riproporrà il tema affrontato nell'incontro di lunedì con Eav: «Abbiamo notizia che in alta stagione si prevedono interruzioni serali del servizio per via dei lavori in corso, mentre il Parco ha in campo una rassegna estiva di spettacoli teatrali e concerti e aveva sperato in un supporto da parte di Eav per i collegamenti». Che invece replica: «I lavori non sono rinviabili». Attesi a Pompei da Claudio Baglioni a Capossela. Zuchtriegel lancia l'allarme: «A questo punto gli eventi sono a rischio». Tocca alla Regione salvarli. (mar.pa. - La Repubblica Napoli)

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