sabato 7 marzo 2026

Gestione reti idriche Tensione Fico-De Luca

De Luca - Fico
Napoli - È una battaglia sotterranea che è appena iniziata e che si consuma tra colpi di fioretto e sospensione delle procedure. La giunta regionale guidata da Roberto Fico ha sospeso il progetto di gestione pubblico-privata dell'acqua varato dall'amministrazione di Vincenzo De Luca. L'esecutivo ha fermato la selezione del socio privato cui affidare la gestione di Grandi Reti Idriche Campane, la spa costituita lo scorso anno e chiamata a gestire reti come l'Acquedotto campano occidentale e il nascente invaso di Campolattaro. La precedente giunta regionale aveva emanato un bando di gara per la selezione del socio privato al 49% (la maggioranza della Gric sarebbe rimasta in mano pubblica) che avrebbe ricevuto però anche l'affidamento trentennale della gestione della grande adduzione primaria. Ma ieri l'esecutivo Fico ha varato il ritiro «in autotutela della procedura per la selezione del socio privato della Gric spa». Sulla procedura di gara è infatti in corso un giudizio presso il Tar Campania che ha disposto la sospensione dell'efficacia con la trattazione del merito del ricorso fissata per l'11 marzo. «L'interesse collettivo è la priorità dell'azione amministrativa. In questo solco si inserisce la delibera che riguarda il servizio idrico», ha spiegato Fico.

 

«La giunta ha deciso di ritirare, in autotutela, la procedura per la selezione del socio privato del soggetto deputato alla gestione di un servizio di enorme rilevanza quale la distribuzione dei grandi volumi d'acqua in Campania - ha aggiunto -. E abbiamo avviato un'istruttoria per ridefinire un modello che valorizzi l'interesse pubblico della gestione di un bene essenziale come l'acqua. L'amministrazione delle risorse idriche è una questione di fondamentale importanza e vanno operate scelte che vadano a tutela del bene comune, assicurando efficienza e tariffe giuste. La mia posizione è nota, fa parte del mio percorso politico». Vincenzo De Luca, dalla sua finestra social del venerdì, ha auspicato che non si «imbocchi la strada di una visione ideologica per la gestione delle acque che devono rimanere un bene pubblico, gestito dalle istituzioni pubbliche ma in rapporto anche con investitori privati da impegnare nelle manutenzioni perché altrimenti le risorse non le troveremo». De Luca ha rivendicato quanto fatto in passato, ad iniziare dalla legge del 2010: «Mi auguro che questo problema sia affrontato dopo il ricorso che c'è stato e che ha bloccato la costituzione della società pubblico-privato e che la Regione faccia ricorso al Consiglio di Stato». (Il Corriere del Mezzogiorno)

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