LA GIUSTIZIA
di Antonino Siniscalchi - Il Mattino
Sorrento - Si allontana l'ipotesi di una chiusura dell'ufficio del Giudice di Pace di Sorrento. È quanto emerso al termine dell'incontro organizzato dal sindaco di Meta, Giuseppe Tito, con i rappresentanti dei Comuni della Penisola Sorrentina, da Vico Equense a Massa Lubrense. Un confronto operativo che ha scongiurato, almeno per ora, un epilogo dalle conseguenze pesantissime per l'intero territorio. «Da parte dei Comuni c'è la ferma determinazione di tenere aperto l'ufficio del Giudice di Pace spiega Giuseppe Tito . Nell'immediato cercheremo una soluzione temporanea con il personale comunale disponibile. L'obiettivo è modificare l'attuale assetto amministrativo con il varo di una pianta organica autonoma composta da tre unità: una categoria D e due categoria C».
LA RIUNIONE
Obiettivi comunicati anche al presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Torre Annunziata, Pasquale Damiano, in attesa delle risultanze della riunione insieme ad una folta rappresentanza degli avvocati della penisola sorrentina. Il Giudice di Pace di Sorrento rappresenta uno dei casi più emblematici delle difficoltà strutturali che affliggono la giustizia di prossimità. Si tratta di un ufficio "comunale", nato dopo la soppressione ministeriale e gestito dagli enti locali attraverso una convenzione con Sorrento capofila. Fu il primo modello del genere in Italia, fondato sulla ripartizione dei costi tra i Comuni aderenti sulla base di una pianta organica approvata dal Ministero della Giustizia.
Il nodo resta il personale amministrativo, che deve essere messo a disposizione dagli enti. Nel settembre 2024 è stata sottoscritta una convenzione tra tutti i Comuni della Penisola Sorrentina, con l'ingresso per la prima volta anche di Vico Equense. Tuttavia l'accordo non è mai diventato pienamente operativo: il personale promesso non è stato distaccato e l'ufficio è rimasto scoperto. Oggi il funzionamento amministrativo è garantito da una sola unità, distaccata da Massa Lubrense. L'impiegato, prossimo alla pensione, da quasi due anni regge da solo la struttura. Il quadro rischia di aggravarsi ulteriormente. Da ottobre è previsto l'ampliamento delle competenze, con l'assorbimento di circa il 50% del contenzioso pendente presso il Tribunale di Torre Annunziata. Senza un immediato rafforzamento il sistema potrebbe andare incontro al collasso. Le ipotesi sul tavolo sono tre. La prima, di carattere emergenziale, prevede il distacco temporaneo di personale comunale dai vari enti della Penisola, in modo da coprire le funzioni essenziali e garantire la continuità del servizio. La seconda, più strutturale, punta alla revisione della convenzione con la creazione di una pianta organica autonoma stabile, finanziata in modo certo. La terza riguarda l'attivazione dell'Ufficio di Prossimità, che consentirebbe ai cittadini di evitare trasferte a Torre Annunziata per pratiche di volontaria giurisdizione come amministrazioni di sostegno e tutele, rafforzando il ruolo dell'ufficio sorrentino. In gioco non c'è soltanto un presidio amministrativo, ma un fondamentale baluardo di legalità. L'eventuale trasferimento delle competenze a Torre Annunziata determinerebbe aggravio di costi e tempi per cittadini e professionisti.

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