mercoledì 4 marzo 2026

Vico Equense. Isola ecologica sequestrata ingombranti, ritiro a rilento

di Ilenia De Rosa - Il Matino

Vico Equense - «I rifiuti ingombranti possono essere conferiti presso il centro di raccolta comunale. In alternativa si può usufruire del servizio di ritiro domiciliare». L'avviso è ancora online, sul sito istituzionale del Comune ma il servizio non è attivo, funziona solo parzialmente e male. I cittadini sono costretti a tenere nelle proprie abitazioni elettrodomestici e mobili per circa due mesi prima che la società Suopereco srl provveda al recupero. E l'isola ecologica presso la frazione di Massaquano è ancora chiusa al pubblico poiché sotto sequestro. Era il 6 novembre scorso quando la Procura di Torre Annunziata ha chiesto ed ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari il sequestro preventivo del centro raccolta e trattamento rifiuti di Vico Equense, contestando i reati di scarico abusivo delle acque di dilavamento dell'isola ecologica in un rivo, precisamente il Rio Ponticello, e di deposito incontrollato di rifiuti al suolo. Secondo gli inquirenti due vasche, facenti parte dell'impianto di trattamento dei rifiuti, erano divelte nella sottostante scarpata a causa di una frana che aveva interessato un tratto del rivo Ponticello, posto al confine con il centro raccolta. Nel corso di accertamenti sono state eseguite prove con sostanze traccianti ecocompatibili per accertare dove andassero a finire i reflui: sarebbero stati scaricati abusivamente nel rivo e senza preventivo trattamento depurativo, secondo la Procura. Oltre al danno ambientale, la beffa.

 

I residenti da allora non sanno più come fare per smaltire gli ingombranti. «Si può usufruire del servizio di ritiro domiciliare chiamando il numero verde 800984597 oppure inviando un messaggio WhatsApp al 3490876579 contenente: generalità, indirizzo e codice fiscale dell'utente iscritto al ruolo Tari, descrizione dei rifiuti da conferire (massimo 6 pezzi)» si legge sul sito del Comune. Ma i tempi di attesa sono pari a due mesi. Una richiesta inviata il giorno 23 febbraio per ritiro di un frigorifero ha avuto come risposta un ritiro programmato in data 15 aprile. Una situazione di disagio che lascia i cittadini nello sconcerto. Dietro l'angolo, inoltre, il rischio che l'attività illegale di abbandono di mobili ed elettrodomestici in zone meno abitate come il Monte Faito possa avvenire nuovamente. Si tratta, infatti, di un problema che ha radici antiche e che oggi, a causa della situazione di emergenza, potrebbe ripresentarsi in dimensione maggiore.

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