sabato 14 marzo 2026

Intervista a Pierluigi Capone «Punta Campanella, parco vetrina unica per le regate»

di Massimiliano D'Esposito - Il Mattino

Massa Lubrense - «Nel 2027 gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sul golfo di Napoli per le regate dell'America's Cup: la più antica competizione sportiva internazionale sarà una vetrina straordinaria anche per le nostre ineguagliabili bellezze naturalistiche e paesaggistiche». Pierluigi Capone, romano, avvocato esperto in diritto amministrativo ed ambientale, docente presso l'Università La Sapienza di Roma e presidente nazionale dell'Associazione italiana direttori aree protette è stato appena nominato direttore del Parco di Punta Campanella ed è certo che il prestigioso evento velico rappresenterà un'opportunità da non lasciarsi sfuggire. «Faremo di tutto per sfruttare al meglio l'occasione insieme alle altre Aree marine protette (Amp) presenti in una zona già universalmente nota per la sua storia e per la sua proverbiale ospitalità. Siamo fiduciosi di poter contare a tal fine sul supporto del ministero dell'Ambiente e delle altre istituzioni coinvolte». Direttore dell'Amp Punta Campanella è anche una scelta di cuore legata alle sue origini? «Per me è un ritorno alle radici, la mia famiglia è originaria di Maiori. Gaetano Capone, forse il miglior esponente della corrente pittorica dei costaioli, vissuto tra l'800 ed il 900, a cui è intitolato il lungomare di Maiori, è un mio antenato. Il mio nonno paterno è stato il direttore della centrale elettrica di Salerno negli anni Trenta. Ho sempre considerato casa la Costiera e Salerno, la città di mia madre. Sono cresciuto sentendo i racconti delle difficoltà che mia nonna, rimasta vedova durante il fascismo, dovette affrontare per crescere 6 figli e ci riuscì anche grazie ai limoni che produceva sui terrazzamenti che circondavano la nostra casa di famiglia a Maiori, venduta, purtroppo, negli anni Ottanta».

 

Si è appena insediato alla guida della Riserva. Le sue priorità? «Il primo obiettivo gestionale è restituire all'Amp la riconoscibilità dei suoi confini, elemento essenziale per assicurarne la protezione e fondamentale per dare certezze agli operatori turistici e ai diportisti, che affollano queste acque per buona parte dell'anno. Dopo trent'anni dalla sua istituzione molte delle boe di segnalazione sono state abbattute dalle onde o si sono deteriorate per il decorso del tempo. Inizieremo a breve con l'apposizione dei primi gavitelli di delimitazione al confine delle zone "A", le più preziose e delicate dal punto di vista naturalistico. Successivamente proseguiremo con le boe di segnalazione lungo tutto il confine. Stiamo anche per procedere alle essenziali operazioni di manutenzione dei campi di ormeggio ecocompatibili per la sosta degli operatori autorizzati a "Le mortelle" e a "IscaCrapolla", che saranno nuovamente fruibili quest'estate». La tutela di un'area così ampia e frequentata non è sempre facile, quali strumenti ci sono per migliorare questi aspetti? «Le attività di monitoraggio ambientale e di sorveglianza saranno notevolmente implementate grazie alle modernissime attrezzature fornite nell'ambito del progetto di salvaguardia delle Amp in Near Real Time, finanziato con i fondi del Pnrr. Grazie all'elaborazione dei dati da satellite e dei servizi di rilevazione in situ con sensori di prossimità, oltre all'utilizzo di droni, crediamo sarà possibile superare le criticità incontrate fino ad ora anche per la difficoltà di garantire una costante presenza in mare degli operatori dell'Ente». Anche la salvaguardia della ricca biodiversità dell'area è un elemento fondamentale, considerato anche i numerosi avvistamenti di specie protette? «Sempre nel quadro di un generale rilancio dell'Amp continueremo a sviluppare le attività escursionistiche, tra le altre il Whale e il Dolphin watching e proseguiranno le operazioni di osservazione della Foca monaca, la cui presenza è sempre più frequente nei pressi di Punta Campanella e, in collaborazione con Legambiente, quella sulla nidificazione del Gabbiano corso. Proseguiranno infine le operazioni di recupero, soccorso, affidamento e gestione delle tartarughe marine, fulcro di tale attività sarà "Tartarù", il Centro di primo soccorso per le Caretta caretta - istituito nel 2024 grazie al finanziamento della Regione Campania - situato a Marina della Lobra, a Massa Lubrense». Il suo mandato dura 3 anni, progetti a lungo termine? «Nel 2027 festeggeremo il trentesimo anniversario. Nel 1997 Punta Campanella, insieme ad altre aree già individuate dalla Legge per la difesa del mare del 1982 quali siti di reperimento per le future Aree Marine Protette - elenco ampliato successivamente dalla legge quadro sui parchi del 1991 - iniziò le sue attività. Stiamo già pensando ad un programma di iniziative per celebrare questo evento anche coinvolgendo le altre Amp istituite quell'anno».

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