Piano di Sorrento - Il tema della sicurezza stradale torna prepotentemente al centro del dibattito pubblico a Piano di Sorrento. Il sindaco Salvatore Cappiello (foto) ha voluto fare chiarezza sulla strategia dell’amministrazione, rispondendo indirettamente alle sollecitazioni dei cittadini e spiegando i limiti normativi che, al momento, frenano l'installazione di dispositivi di controllo automatico. Il punto di partenza è una nota della Prefettura di Napoli, giunta proprio nelle ultime ore, che ha sospeso le autorizzazioni per i sistemi di rilevazione automatica della velocità. Il provvedimento si è reso necessario in attesa di nuove e più specifiche direttive da parte del Ministero dei Trasporti, volte a garantire che l’uso di tali dispositivi rispetti criteri di legittimità, trasparenza e uniformità su tutto il territorio nazionale. "Se fosse stato possibile, avrei già installato ogni tipo di sistema di rilevazione," ha dichiarato con fermezza il primo cittadino. "Appena ci sarà una chance normativa, interverremo sul territorio comunale. Lo faremo non per riscuotere sanzioni, ma per evitare incidenti e proteggere la comunità." In attesa di poter utilizzare gli autovelox, il Comune non resta a guardare. Un esempio concreto è l’installazione delle nuove strisce pedonali illuminate, una soluzione attuabile nata dall’ascolto dei cittadini per mettere in sicurezza gli attraversamenti più a rischio. Tuttavia, la preoccupazione maggiore resta la Statale 163, l'arteria di competenza Anas che collega la penisola alla costiera. Cappiello definisce la situazione su questo tratto "drammatica". Nonostante i numerosi incontri presso le sedi centrali di Anas e del Ministero, le proposte avanzate dal Comune di Piano, in sinergia con Positano e Vico Equense, sono ancora ferme al palo. Tra le soluzioni sollecitate dai sindaci spicca l’installazione dei sorpassometri: telecamere specifiche per rilevare chi invade la corsia opposta in presenza di striscia continua, una delle manovre azzardate più frequenti e pericolose sulla Statale. "A questa nostra ipotesi, avanzata anche in sede di tavolo interprovinciale, non è stato ancora dato seguito," spiega Cappiello. "Il nostro obiettivo è bloccare le manovre folli che mettono a rischio i conducenti. Non è una questione di bilancio comunale, la priorità assoluta resta salvare vite umane." L’amministrazione carottese ribadisce dunque il proprio impegno: la caccia ai trasgressori non è una strategia punitiva, ma una necessità di protezione civile in attesa che gli organi superiori forniscano gli strumenti legali necessari per intervenire con efficacia.

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