venerdì 6 marzo 2026

Ospedale Unico, il Sindaco Coppola rompe il silenzio: «Progetto incompleto e rischi idrogeologici omessi»

Sant'Agnello - Non usa giri di parole Antonino Coppola. Il Sindaco di Sant’Agnello interviene con durezza sul tema della sanità peninsulare e sulla realizzazione del nuovo Ospedale Unico, parlando di una "narrazione distorta e tossica" che avrebbe finora nascosto verità scomode ai cittadini. Dopo il recente incontro in Regione con i vertici campani, il primo cittadino traccia un bilancio che mette in discussione non solo l’opera, ma la sua stessa collocazione e utilità immediata. 

Un ospedale "a metà" 

Il dato che più sconcerta riguarda la dotazione della struttura. Nonostante un investimento che supera gli 80 milioni di euro, Coppola denuncia come il progetto sia stato progressivamente svuotato di elementi vitali. «Più di ottanta milioni non bastano per avere un ospedale pronto all’uso», attacca il Sindaco, rivelando che il blocco operatorio e la diagnostica per immagini sono stati lasciati nel progetto "al grezzo", mentre il parcheggio pertinenziale e la pista per l'elisoccorso sono stati del tutto stralciati per mancanza di fondi. A questo si aggiunge la doccia fredda sui servizi salvavita: per limiti di bacino d'utenza, il nuovo ospedale non potrà ospitare né l’Emodinamica né la Stroke Unit. Di fatto, per infarti e ictus, i pazienti della Penisola continueranno a dipendere dai trasferimenti d'urgenza verso altri presidi. 

Allarme sicurezza: pareri negativi e ombre geologiche

Il cuore della critica di Coppola si sposta poi sulla sicurezza del sito di Sant'Agnello. Esistono, al momento, pareri negativi pesanti: quello dei Vigili del Fuoco sul piano antincendio e quello dell’ARPA Campania sull'analisi di rischio ambientale. Ma è l'aspetto idrogeologico a preoccupare maggiormente. Il Sindaco ricorda la voragine di 15 metri apertasi nel 2019 proprio in quell'area, classificata nel 2015 come "priva di rischio" nonostante le evidenti criticità del sottosuolo. «Ancora oggi mancano le ispezioni delle cavità sotterranee richieste dall'Autorità di Bacino», sottolinea Coppola, evidenziando l'incongruenza di costruire un'opera strategica su un terreno che la stessa precedente amministrazione considerava a rischio idraulico elevato nel 2022. 

Il cambio di passo: l'ipotesi sedi alternative 

La novità politica è il fronte comune dei Sindaci della Penisola. Durante l'incontro in Regione, per la prima volta è stata ufficialmente posta sul tavolo la possibilità di valutare sedi alternative. Un'apertura che nasce dalla necessità di non smantellare l'attuale Distretto Sanitario e di tutelare territori come Vico Equense, recentemente riconosciuta come "zona disagiata" dalla legge regionale 11/2025. «I cittadini vanno informati con chiarezza», conclude Coppola. La battaglia per la salute in Penisola non sembra più essere una corsa verso un’inaugurazione simbolica, ma una complessa partita tecnica e politica per garantire servizi reali, sicurezza territoriale e trasparenza amministrativa.

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