Sorrento - Il countdown è iniziato: tra dieci giorni l’Ufficio del Giudice di Pace di Sorrento potrebbe chiudere i battenti, lasciando la Penisola priva di un presidio di legalità fondamentale. Questa mattina, la mobilitazione degli avvocati del territorio ha trasformato la sede giudiziaria in un luogo di protesta e di denuncia contro l’inerzia delle amministrazioni locali. Al centro della crisi c’è una questione puramente burocratica, ma dai risvolti drammatici. L’unico cancelliere attualmente in servizio, distaccato dal Comune di Massa Lubrense, andrà formalmente in pensione nell’ottobre 2026. Tuttavia, il "buco" operativo si aprirà tra soli dieci giorni: il funzionario deve infatti smaltire circa 150 giorni di ferie arretrate. Senza la sua presenza, e in assenza di un sostituto, l’ufficio non potrà garantire l’apertura, configurando il rischio di una vera e propria interruzione di pubblico servizio. Gli avvocati denunciano un paradosso istituzionale. Esiste già una convenzione siglata dai Comuni della Penisola (con le eccezioni di Sorrento e Massa Lubrense) che prevede un impegno economico e l'invio di personale a partire dal 2024. Eppure, quell’accordo è rimasto lettera morta. "L'onere finanziario per i Comuni è minimo rispetto al valore sociale del presidio," spiegano i professionisti in rivolta. "Non possiamo permettere che la giustizia di prossimità venga sacrificata per mancanza di volontà politica nel dare seguito a patti già sottoscritti." La beffa è servita dal calendario legislativo: proprio dal prossimo ottobre è previsto un ampliamento delle competenze per gli uffici del Giudice di Pace.
Se la sede di Sorrento dovesse chiudere, migliaia di pratiche, ricorsi e cause civili verrebbero dirottate verso sedi lontane, gonfiando i costi per i cittadini e rallentando ulteriormente i tempi della giustizia. La richiesta dell’avvocatura peninsulare è chiara: i Comuni firmatari devono inviare personale nei prossimi giorni per coprire il vuoto lasciato dal cancelliere uscente. Non c'è più tempo per i tavoli tecnici: o si attua la convenzione, o la Penisola sorrentina perderà un pezzo fondamentale della sua autonomia amministrativa e giudiziaria. La mobilitazione continua. I legali promettono di non abbassare la guardia finché non ci sarà un impegno concreto e immediato da parte dei sindaci. Ne va del diritto alla difesa di un'intera comunità.

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