Oggi, domenica 15 marzo, il Convento di San Francesco a Vico Equense celebra la restituzione della VI e VII Stazione della Via Crucis, reinterpretate dal Maestro Ciro Coppola dopo il furto delle tele settecentesche
Vico Equense - Una ferita che si rimargina attraverso il linguaggio universale dell’arte. Oggi, domenica 15 marzo, la comunità di Vico Equense si è ritrovata presso la chiesa di Santa Maria a Chieia, annessa al Convento di San Francesco, per un momento di eccezionale valore civile e religioso: la restituzione della VI e VII Stazione della Via Crucis. Le nuove opere, realizzate dal Maestro Ciro Coppola, vanno a colmare il vuoto lasciato dal doloroso furto delle tele originali del Settecento. Ribattezzato il "Pennello dello Spirito", Coppola è stato chiamato non a eseguire una semplice copia, ma a compiere una vera reinterpretazione filologica. Utilizzando tecniche antiche fuse con una sensibilità cromatica moderna, l’artista è riuscito a instaurare un dialogo serrato con il passato barocco del convento. Il risultato è un’armonia ritrovata che evita il "falso storico" per offrire, invece, una nuova luce al cammino della Croce. Per il Maestro Coppola, la pittura non è mera decorazione, ma uno strumento di contemplazione radicato nella grande tradizione del Seicento. Come sottolineato dai frati del Convento, le sue tele trasformano la materia in spirito, diventando veri "strumenti di preghiera" capaci di parlare al cuore dell'uomo contemporaneo. L'evento è stato curato con dedizione dal Guardiano del Convento di San Francesco, Fra Mimmo Dolgetta, e dal Rettore della Chiesa, Fra Carlo Basile. Durante la presentazione, che ha visto la partecipazione dell’ex Assessore Vincenzo Cioffi, il Maestro ha illustrato il complesso processo creativo e le scelte tecniche operate per far sì che le nuove stazioni "dialogassero" armoniosamente con le preesistenti opere settecentesche del ciclo sacro. Il momento culminante della mattinata è stata la solenne benedizione delle stazioni, che tornano ufficialmente a far parte del patrimonio devozionale della chiesa, restituendo integrità a un luogo simbolo della spiritualità vicana.

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