mercoledì 1 aprile 2026

DMO Penisola sorrentina, Gino Acampora: "Ora servono operatività e competenze"

di Antonino Siniscalchi

Sorrento - La costituzione della DMO della Penisola Sorrentina apre una nuova fase per la governance turistica del territorio, ma ora la sfida si gioca tutta sul piano operativo. Ne è convinto Gino Acampora (foto), presidente dell’Associazione Agenti di Viaggio della Penisola Sorrentina, che accoglie con interesse la nascita del comitato promotore, sottolineando al tempo stesso la necessità di passare rapidamente dalle intenzioni ai fatti. Presidente Acampora, la nascita della DMO è stata accolta positivamente. Qual è il valore di questo passaggio? «È un passaggio importante, perché finalmente si parla di una gestione coordinata del turismo. Le DMO sono strumenti fondamentali per mettere insieme pubblico e privato, creare un’offerta integrata e rendere la destinazione più competitiva sui mercati nazionali e internazionali. Era un passo necessario». Un aspetto su cui lei insiste è la scelta di delimitare il perimetro ai soli Comuni della Penisola. «Sì, ed è stata una scelta intelligente. La Penisola Sorrentina ha caratteristiche uniche, sia dal punto di vista geografico che turistico. Allargare troppo il perimetro, in questa fase, avrebbe reso tutto più complesso. Già mettere insieme sei amministrazioni richiede equilibrio, capacità di sintesi e una visione condivisa». Ora però si entra nella fase più delicata. «Esatto. Questo è solo il primo step. Il vero lavoro inizia adesso. Bisogna rendere la DMO operativa, e per farlo servono competenze. Serve personale qualificato, con esperienza nel settore turistico. Dico chiaramente: meno politica e più operatività. Bisogna fissare obiettivi concreti e tempi certi». Un giudizio sulla governance? «La nomina di Giovanna Staiano è un segnale positivo. È una figura che conosce il territorio e il settore. Questo può aiutare a dare subito un’impronta concreta al lavoro della DMO». Tra le priorità, lei indica anche la necessità di strumenti adeguati. «Assolutamente. Non si può programmare senza dati. Serve un osservatorio turistico serio, affidabile, capace di fornire numeri precisi su flussi, presenze e trend. Solo così si possono costruire strategie efficaci. Altrimenti si rischia di navigare a vista».

 

Esistono modelli a cui guardare? «Un esempio virtuoso è quello della DMO Amalfi. Lì si è puntato su professionalità esterne, selezionate con criteri meritocratici. Questo ha portato risultati concreti, sia nella gestione dei flussi che nella promozione e nell’organizzazione degli eventi. È una strada da seguire». Il rischio, però, è che la DMO diventi un contenitore politico. «È un rischio reale e va evitato. La DMO deve essere uno strumento snello, operativo, orientato ai risultati. Il turismo è il cuore dell’economia della Penisola Sorrentina: non possiamo permetterci strutture lente o inefficaci. Serve una governance moderna e condivisa». Quale sarà il ruolo degli operatori privati? «Fondamentale. Come associazione siamo pronti a dare il nostro contributo e sostegno, mettendo a disposizione risorse, competenze ed esperienza. Solo attraverso una vera sinergia tra pubblico e privato si può far funzionare un progetto come questo». Un messaggio chiaro, quello di Gino Acampora, che richiama alla responsabilità tutti gli attori coinvolti: la DMO rappresenta un’opportunità concreta, ma il suo successo dipenderà dalla capacità di trasformare una buona idea in un sistema efficiente, capace di guidare davvero il futuro turistico della Penisola Sorrentina.

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