Un duro atto d'accusa che sancisce la rottura definitiva con Giuseppe Conte e la leadership attuale, nel giorno del diciassettesimo anniversario della nascita del Movimento
Roma - Un titolo che suona come una provocazione, una data che non è una scelta casuale, e un testo che si abbatte come una scure sui vertici attuali del partito che lui stesso ha fondato. Con il post intitolato "Oggi è il 4 Ottobre. E va tutto bene.", Beppe Grillo ha scelto il giorno di San Francesco – lo stesso in cui, nel lontano 2009, nacque il Movimento 5 Stelle al Teatro Smeraldo di Milano – per consumare lo strappo definitivo con la gestione di Giuseppe Conte. Nessuna celebrazione romantica, nessun nostalgico amarcord. Le parole del Garante sono un proiettile politico diretto a quella che definisce, senza troppi giri di parole, una dirigenza che ha smarrito la via. Il cuore del j'accuse di Grillo risiede nel tradimento dei valori fondativi. Il richiamo a San Francesco, che un tempo ispirava il concetto di "politica come servizio" e il rifiuto dei privilegi, viene utilizzato dal fondatore per marcare la distanza siderale con il presente. Grillo accusa apertamente l'attuale gruppo dirigente di aver trasformato una forza di rottura antisistema in una macchina da potere finalizzata all'arricchimento personale e al posizionamento poltronesco.
Quell'umiltà che doveva essere il tratto distintivo dei portavoce a cinque stelle sarebbe stata sostituita – secondo il comico genovese – da logiche spartitorie e burocratiche. Sebbene le tensioni tra il fondatore e l'ex Presidente del Consiglio fossero note da mesi, questo intervento mette fine a qualsiasi tentativo di mediazione o di finta tregua. Il post arriva in un momento cruciale, nel pieno del percorso costituente del Movimento, dove le regole d'oro volute da Grillo e Gianroberto Casaleggio (in primis il vincolo dei due mandati e il simbolo stesso) sono messe in discussione proprio dalla leadership contiana. Con questo scritto, Grillo non si limita a criticare una linea politica: ne decreta la morte cerebrale e morale. La frase ironica "E va tutto bene" fa da contraltare a un quadro che il Garante vede invece come un totale fallimento etico. L'impatto di questo post sul destino del Movimento 5 Stelle è sismico. Grillo non parla più da padre nobile che dispensa consigli, ma da oppositore interno di un'evoluzione che non riconosce e che rigetta con sdegno. Resta da capire come risponderanno Giuseppe Conte e la base del Movimento, chiamata a decidere sul futuro del partito in un'assemblea costituente che ora, inevitabilmente, si preannuncia come un vero e proprio scontro finale per l'eredità politica del Cinque Stelle.

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