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lunedì 24 novembre 2008

Ubriachi al volante sulla statale quattro patenti ritirate dalla polstrada

Sorrento - Prevenire le stragi del sabato sera attivando controlli mirati contro la guida in stato di ebbrezza oppure sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Gli uomini della polstrada di Sorrento, guidati dal comandante Giovanni Farella, riservano una particolare attenzione per queste attività, anche in considerazione della eccezionale concentrazione di locali notturni presenti in penisola sorrentina che rappresentano un forte richiamo per gli amanti della movida notturna dell’intera provincia di Napoli. Dopo i capillari controlli effettuati durante il periodo estivo, che hanno consentito di sottoporre a verifica migliaia di automobilisti e di ritirare oltre cento patenti a guidatori che avevano abusato di alcol o fatto uso di droghe, anche durante i mesi invernali l’attenzione resta alta. In questa ottica, durante lo scorso fine settimana, gli agenti della polizia stradale del compartimento di Sorrento hanno operato nuovi controlli lungo le principali arterie stradali cittadine. Dalla mezzanotte di sabato e fino alle 6 di ieri mattina, due volanti sono state impegnate in diversi posti di blocco in vari punti della città. Nelle strette maglie dei controlli sono, così, finiti un centinaio circa di automobilisti. Quattro di questi sono risultati positivi ai test con l’etilometro con valori che superavano la soglia minima prevista dalle legge. In particolare ai conducenti di autoveicoli cui sono state ritirate le patenti sono stati riscontrati tassi alcolici nel sangue tra lo 0,87 e l’1,87 per cento. (Massimiliano D’Esposito il Mattino)

mercoledì 18 giugno 2008

Nasce il gruppo unico del Pd

Meta - L’unico Comune della penisola sorrentina dove il partito democratico, alle elezioni politiche, perde con onore e grazie ai voti di Di Pietro si porta vicino alle posizioni del PDL. Una realtà dove la forte presenza organizzativa del partito di Veltroni si è fatta sentire. In consiglio comunale si è costituito il gruppo unico del PD, non è trasversale agli schieramenti e può contare sugli esponenti della minoranza. Ne fanno parte Giuseppe Tito (ex DS - foto) Tobia Cafiero e Michele Castellano (ex Margherita) a cui si è aggiunto Massimo Starita esponente della società civile. Il ruolo di capogruppo è stato affidato a Tobia Cafiero. Una breve comunicazione indirizzata al Segretario comunale e al Presidente del Consiglio comunale. “I sottoscritti consiglieri comunali – si legge nella missiva – in relazione all’art. 5 del regolamento del consiglio comunale comunicano la costituzione del gruppo consiliare del PD. La linea politica del costituendo gruppo metterà al centro della propria azione politica sempre gli interessi di Meta, attuando nei confronti delle forze che governano una funzione di controllo, mai strumentale ma sempre propositiva e costruttiva, considerando come interesse primario il bene del paese”.

mercoledì 19 marzo 2008

Pd, partite secondarie e regolamenti di conto

(Marco Demarco) - Nel partito democratico campano è in corso uno strano dibattito. Sul «Riformista» di ieri, Leonardo Impegno lo ha impostato nei seguenti termini: dobbiamo chiederci, ha scritto, «come possiamo far vincere il Pd senza essere imbrigliati nelle polemiche locali». Un osservatore distratto non noterebbe la sottigliezza del dilemma. Ma tradotto dal politichese, il quesito acquista di colpo tutta la sua forza polemica. Impegno sta infatti dicendo ciò che centinaia, forse migliaia di «democratici », da tempo riportano nei propri blog. E cioè: il problema non è come vincere le elezioni evitando il localismo, ma come uscire dal voto senza rafforzare Bassolino. Sia chiaro, in tutte le competizioni elettorali si giocano più partite. La prima è certamente quella tra le forze politiche concorrenti, ma al di là di questa, se ne giocano molte altre. Esclusa, per effetto della legge elettorale, la partita tra candidati di una stessa lista, restano quella tra alleati o apparentati e quella nei partiti, tra correnti e lobbies. Tutto ciò è fisiologico e anche democraticamente auspicabile, perché espressione di pluralismo politico e garanzia di una polifonia forse fastidiosa, ma necessaria. Nel Pd campano, tuttavia, le partite secondarie stanno prevalendo sulla sfida principale. Abbiamo, infatti, la partita dei casertani, esclusi dalle liste, contro Napoli e Roma; quella di Bassolino contro Veltroni, colpevole di aver sacrificato De Mita e molti parlamentari vicini al governatore; quella di Veltroni contro Bassolino, insensibile alle richieste di dimissioni e dunque responsabile di un possibile effetto- rifiuti sul voto; quella di bassoliniani e dalemiani contro il ministro Nicolais, già autocandidatosi alla direzione della Regione a spese del bassoliniano Cascetta e del dalemiano De Luca. Infine, c'è la partita tra i candidati della società civile e i politici di professione, ma questa è un'altra storia. Secondo molti, il modo migliore per punire Bassolino consisterebbe nel-l'astenersi al Senato, dove sono candidate la moglie Annamaria Carloni e le fedelissime Incostante e Armato, e di votare invece alla Camera, dove nella circoscrizione Napoli-Caserta non compaiono bassoliniani. Secondo altri, il messaggio sarebbe più chiaro se la flessione si registrasse alla Camera, perché è qui che risulterebbe senza equivoci la responsabilità di chi ha malgestito l'emergenza rifiuti. Nell'un caso e nell'altro, Bassolino avrebbe però già pronti i suoi alibi: se dovesse perdere al Senato, potrebbe dire che lì, più che altrove, si è pagato la rottura con De Mita; se dovesse perdere alla Camera, invece, ciò sarebbe dovuto proprio all'esclusione di candidati espressione del potere locale. Morale: troppe voci, nessuna melodia, pubblico distratto e noia assicurata. Del resto, chi sopporterebbe, ininterrottamente, la musica di Schoenberg fino al 13 aprile? La Campania è l'unica regione d'Italia dove nessuno dei tre capilista del Pd è espressione del ceto dirigente locale. Ed è quella dove altissima è la percentuale di candidati catapultati dall'esterno. Tutti segni di una evidente patologia ambientale.

giovedì 28 febbraio 2008

Candidature Pd

Mentre Tino Iannuzzi partecipava alla riunione dei segretari regionali nel loft di Veltroni, a Napoli la coordinatrice provinciale Emma Giammattei limava l’elenco di nomi da proporre alla direzione campana per le liste di Campania 1 e del Senato. Elenco che doveva essere pronto per ieri e che probabilmente verrà definito stamane e consegnato a Iannuzzi che in serata lo porterà a Roma. Sarebbe lievitato a una quarantina di unità, con nomi scritti in ordine alfabetico. Per non dare l’impressione che ci siano gerarchie. Sono troppi per rappresentare una vera selezione. Le decisioni vere verranno prese altrove. La componente ‘A Sinistra per Veltroni’ ha designato il consigliere regionale Peppe Russo, mentre il gruppo vicino a Salvatore Piccolo, oltre a proporre il nome dello stesso Piccolo, ex coordinatore della Margherita, ha aggiunto i nomi di Domenico Tuccillo (per il quale è stata chiesta una deroga al limite delle tre legislature), l’assessore provinciale Pietro Sagristani, Renata Cleoferugi (assessore a Giugliano) e Raffaella Mauro, una giovane avvocato del nolano. In rosa, tra chi si schierò contro Iannuzzi alle primarie, anche Leonardo Impegno. “Campania Democratica per Iannuzzi” lancia in pista i sindaci Pino Capasso (San Giuseppe Vesuviano) e Agnese Borrelli (Boscotrecase), l’ex responsabile giovani Ds Amedeo Cortese, l’uscente Bruno Cesario, che avrebbe rotto il cordone ombelicale con Ciriaco De Mita. L’assessore regionale Andrea Cozzolino sponsorizza la ricandidatura di Maria Fortuna Incostante, mentre tre altri parlamentari uscenti, Riccardo Marone, Riccardo Villari e Fulvio Tessitore, sarebbero rimasti privi di ‘referenti’. I veltroniani di ‘Ambiente, Innovazione e Lavoro’ esprimeranno nel ministro uscente Luigi Nicolais il capolista al Senato. Buone possibilità anche per il consigliere regionale Luisa Bossa. Nella rosa anche il giovane Massimiliano Manfredi e – a sorpresa – sempre in quota Nicolais l’ex assessore regionale alla Sanità Raffaele Calabrò, cardiologo: era in giunta con Rastrelli, poi uscì da Forza Italia per entrare nella Margherita. Tornando a ‘Campania Democratica’, tra i nomi all’attenzione della Giammattei c’è anche quello del segretario campano della Cgil Michele Gravano, già candidato alle primarie. Quasi certa la candidatura dell’assessore regionale uscente Teresa Armato, dimessasi per cercare spazio in Parlamento. In rosa anche Emilio Montemarano, figlio dell’assessore campano alla Sanità Angelo, Nicola Tremante e Maria Teresa Ferrari. Resi noti con un comunicato i cinque nomi dell’area Letta: si tratta del professor Eugenio Mazzarella, dell’assessore provinciale Giuliana Di Fiore, dell’ex consigliere comunale di Napoli Amedeo Lepore, dell’avvocato Marinella De Nigris e della segretaria campana della Uil Anna Rea. E poi c’è l’uscente Umberto Ranieri che ha chiesto una deroga. Invece è in atto una frattura tra i rutelliani. Trentadue delegati alle costituenti del Pd nelle liste dei “Riformisti Coraggiosi” contestano il tentativo di inserire nella rosa l’uscente Donato Mosella, insieme a Geremia Gaudino e Nino Bocchetti. Annamaria Carloni, moglie di Antonio Bassolino e senatrice uscente, verrà riconfermata su volontà di Rosi Bindi. Questi i nomi scritti a Napoli. Mentre a Roma si potrebbe decidere di mettere in lista, senza passare per le consultazioni locali, il prefetto Achille Serra, l’armatrice Maria Grazia Bottiglieri, il rettore Guido Trombetti, la sindacalista Cisl Annamaria Parente, il notaio Tino Santangelo, sponsorizzato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. (Metropolis)