Vico Equense - Il caso Alimuri ad una svolta. La Sa.An, proprietaria dell'ecomostro sulla costa tra Vico Equense e Meta, ha presentato all'amministrazione comunale di Vico la proposta relativa al luogo dove intende edificare un altro albergo, in sostituzione di quello che sarà abbattuto sul litorale. La scelta è caduta su un vasto terreno (20 mila metri quadrati) coltivato a vigneto, uliveto ed agrumeto a San Vito, località Le Pietre, frazione collinare del comune vicano, 600 metri dal centro. I proprietari hanno manifestato disponibilità a vendere l'appezzamento in cambio di denaro o quote del nuovo albergo. Al posto degli alberi e del verde, dunque, potrebbe sorgere l'ecomostro bis. A settembre sarà convocata la conferenza dei servizi per modificare il piano regolatore, che non prevede siano edificate nuove cubature. Il gemello dell'Alimuri avrà le stesse dimensioni — 18 mila metri cubi — di quello che non è stato mai ultimato a un passo dal mare.La vicenda suscita da tempo polemiche. Un anno fa fu siglato un accordo tra il ministro dei Beni Culturali, Rutelli, l'amministrazione comunale di Vico e la Sa.An di Paolo ed Anna Normale. Moglie, quest'ultima, dell'assessore regionale alle Attività produttive Andrea Cozzolino. L'intesa stabiliva che fosse demolito lo scheletro in cemento armato sulla costa e che, in cambio, la società ottenesse il permesso di edificare un albergo di uguali metri cubi in un'area del comune di Vico da individuare. Il patto Rutelli — Sa.An, inoltre, sanciva che l'abbattimento del rudere sarebbe stato pagato per oltre la metà — 600 mila euro su un milione e centomila euro totali — dallo Stato e dalla Regione. Infine, Paolo ed Anna Normale portavano a casa l'opportunità di realizzare uno stabilimento balneare nella conca di Alimuri. Un'intesa oltremodo vantaggiosa per i privati, i quali avevano acquistato il rudere quando ormai era chiaro che — mutate le leggi urbanistiche ed essendo l'area soggetta a pericolo di crollo di massi — mai più avrebbero potuto ultimare l'immobile. Il caso fu sollevato dal Corriere del Mezzogiorno la scorsa estate. Ha acquisito rilevanza nazionale grazie ad una interpellanza presentata in Senato da Tommaso Sodano, l'ex presidente della commissione Ambiente, e sottoscritta da 33 parlamentari. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta, tuttora in corso. Nonostante la tempesta, però, Sa.An non ha mai rinunciato a concretizzare l'accordo. In autunno aveva avviato le trattative per acquisire un terreno alla Marina di Seiano. In primavera ha presentato il progetto di stabilimento balneare e ristorante ad Alimuri, bocciato per l'opposizione dell'Autorità di Bacino. Ora ha scelto l'area dove intende acquistare il terreno e delocalizzare l'ecomostro. La svolta indigna Franco Cuomo dei Verdi, ambiente e società: «Di tutto abbiamo bisogno meno che di altro cemento a Vico, paese martoriato dalla speculazione». Dove, fa notare il consigliere comunale Pasquale Cardone, «gli indici di fabbricabilità sono saturi. Per questo il piano regolatore non prevede alcuna nuova costruzione ». Sarà modificato per la Sa.An. (Fabrizio Geremicca Corriere del Mezogiorno)
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giovedì 17 luglio 2008
Alimuri, individuato il sito alternativo a San Vito
Vico Equense - Il caso Alimuri ad una svolta. La Sa.An, proprietaria dell'ecomostro sulla costa tra Vico Equense e Meta, ha presentato all'amministrazione comunale di Vico la proposta relativa al luogo dove intende edificare un altro albergo, in sostituzione di quello che sarà abbattuto sul litorale. La scelta è caduta su un vasto terreno (20 mila metri quadrati) coltivato a vigneto, uliveto ed agrumeto a San Vito, località Le Pietre, frazione collinare del comune vicano, 600 metri dal centro. I proprietari hanno manifestato disponibilità a vendere l'appezzamento in cambio di denaro o quote del nuovo albergo. Al posto degli alberi e del verde, dunque, potrebbe sorgere l'ecomostro bis. A settembre sarà convocata la conferenza dei servizi per modificare il piano regolatore, che non prevede siano edificate nuove cubature. Il gemello dell'Alimuri avrà le stesse dimensioni — 18 mila metri cubi — di quello che non è stato mai ultimato a un passo dal mare.La vicenda suscita da tempo polemiche. Un anno fa fu siglato un accordo tra il ministro dei Beni Culturali, Rutelli, l'amministrazione comunale di Vico e la Sa.An di Paolo ed Anna Normale. Moglie, quest'ultima, dell'assessore regionale alle Attività produttive Andrea Cozzolino. L'intesa stabiliva che fosse demolito lo scheletro in cemento armato sulla costa e che, in cambio, la società ottenesse il permesso di edificare un albergo di uguali metri cubi in un'area del comune di Vico da individuare. Il patto Rutelli — Sa.An, inoltre, sanciva che l'abbattimento del rudere sarebbe stato pagato per oltre la metà — 600 mila euro su un milione e centomila euro totali — dallo Stato e dalla Regione. Infine, Paolo ed Anna Normale portavano a casa l'opportunità di realizzare uno stabilimento balneare nella conca di Alimuri. Un'intesa oltremodo vantaggiosa per i privati, i quali avevano acquistato il rudere quando ormai era chiaro che — mutate le leggi urbanistiche ed essendo l'area soggetta a pericolo di crollo di massi — mai più avrebbero potuto ultimare l'immobile. Il caso fu sollevato dal Corriere del Mezzogiorno la scorsa estate. Ha acquisito rilevanza nazionale grazie ad una interpellanza presentata in Senato da Tommaso Sodano, l'ex presidente della commissione Ambiente, e sottoscritta da 33 parlamentari. La Procura di Torre Annunziata ha aperto un'inchiesta, tuttora in corso. Nonostante la tempesta, però, Sa.An non ha mai rinunciato a concretizzare l'accordo. In autunno aveva avviato le trattative per acquisire un terreno alla Marina di Seiano. In primavera ha presentato il progetto di stabilimento balneare e ristorante ad Alimuri, bocciato per l'opposizione dell'Autorità di Bacino. Ora ha scelto l'area dove intende acquistare il terreno e delocalizzare l'ecomostro. La svolta indigna Franco Cuomo dei Verdi, ambiente e società: «Di tutto abbiamo bisogno meno che di altro cemento a Vico, paese martoriato dalla speculazione». Dove, fa notare il consigliere comunale Pasquale Cardone, «gli indici di fabbricabilità sono saturi. Per questo il piano regolatore non prevede alcuna nuova costruzione ». Sarà modificato per la Sa.An. (Fabrizio Geremicca Corriere del Mezogiorno)
giovedì 13 settembre 2007
Marina di Aequa, qui sorgerà l'Alimuri bis (Clicca)

A Vico c'è già chi lo definisce l'Aequamostro. E' l'albergo da 18.000 metri cubi che — come prevede l'accordo stipulato a luglio tra il Ministro Rutelli, la Regione Campania, la Provincia, il Comune di Vico e la società Sa.An — i proprietari del rudere di Alimuri, sulla costa tra Vico e Meta, hanno ottenuto di costruire in cambio della rinuncia ad opporsi, in sede giudiziaria, all'abbattimento dello scheletro in cemento armato.Aequamostro, appunto, perché il nuovo hotel potrebbe sorgere proprio alla Marina di Aequa, in zona 4 del piano urbanistico territoriale. «Una ipotesi tra le tante», sostiene Gianluca Lemmo, il legale di Anna Normale, moglie dell'assessore alle Attività produttive di palazzo Santa Lucia, con la madre ed il fratello proprietaria dell' albergo incompiuto a Vico Equense. Più che una semplice ipotesi, secondo indiscrezioni. Da tempo, infatti, i Normale hanno puntato su un terreno a Seiano di proprietà dei Della Mura, gli inventori della pizza a metro. L'appezzamento — circa un ettaro di estensione, a duecento metri scarsi dal mare, in linea d'aria — ha due ingressi: uno da via Arcoleo, una piccola stradina non carrozzabile che da Vico centro arriva fino alla marina; l'altro, più grande, da via Murrano, l'arteria che auto e moto utilizzano per risalire dalla Marina di Aequa alla strada statale che collega Seiano a Sorrento, verso sud, ed a Napoli, in direzione nord. I proprietari avrebbero chiesto il 30% del valore dei circa 6000 metri quadri del nuovo albergo che sarà realizzato. Considerando che a Vico le quotazioni degli immobili non sono inferiori ai 6000 euro a metro quadro, il prezzo di vendita del terreno sarebbe dunque pari a 1.200.000 euro. Il terreno in questione ospita qualche vigna ed alberi di limone. Non poche piante, denunciano gli ambientalisti, sono stati tagliate ad agosto. Un grosso spiazzo sterrato parrebbe confermare la loro tesi. Mario Della Mura, uno dei comproprietari, nega peraltro su tutto il fronte: «Niente di serio, nessuna trattativa. Gli alberi di limone sono morti anni fa per il mal secco — afferma — sd agosto abbiamo solo eliminato erbacce, come non facevamo da 10 anni. Ecco che è emerso il terreno sterrato». A fine settembre, intanto, Rutelli risponderà all'interpellanza che 33 senatori, primo firmatario il presidente della Commissione Ambiente Tommaso Sodano, hanno presentato sul caso Alimuri. Chiedono per quale ragione sia stato concesso un trattamento così favorevole alla società della moglie di Andrea Cozzolino. In particolare, i parlamentari sottolineano 3 aspetti: i titolari hanno ottenuto la possibilità di edificare a Vico esattamente le stesse cubature dell'ecomostro; Stato e Regione pagano oltre la metà delle spese di demolizione del rudere e di risanamento del costone roccioso che lo sovrasta; la Sa. An potrà anche gestire uno stabilimento balneare dove ora sorge lo scheletro di albergo. Sul caso Alimuri la Procura di Torre Annunziata ha aperto un mese fa un' indagine conoscitiva.
di Fabrizio Geremicca (Corriere del Mezzogiorno)
Interrogazione parlamentare del Sen. Sodano sul caso Alimuri
(http://www.rifondazionesenato.it/wpsenato/2007/07/26/abbattimento-ecomostro-di-alimuri-na/)
mercoledì 25 luglio 2007
domenica 22 luglio 2007
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