Antonio Pugliese se li è scaricati tutti da Internet quei faldoni di carte che continua a rileggere, incredulo. Delle sue carte processuali. «Oh Gesù, l'ho saputo così che sono indagato, mica mi è arrivato un avviso di garanzia...». E sempre da Internet ieri mattina il vicepresidente della provincia di Napoli ha scoperto anche di aver scampato l'arresto per un soffio. Per ora. Perché se il gip Paola Russo per lui l'ha rigettata la richiesta di una custodia cautelare, la procura ha già in mente di presentare appello. «Un incubo, fatemi uscire da questo incubo». Ma anche un film già visto. Cinquant'anni, socialista da sempre e ancora socialista, Antonio Pugliese era a Roma ad assistere i deputati del partito quando arrivò la piena di Tangentopoli. «Ma questa volta non può essere così, io non ho fatto niente. Mi contestano una telefonata con Romeo dove parlo di diciotto persone da assumere, diciotto lavoratori di Casoria. Ma quello era previsto dal contratto. E poi alla fine non se ne è fatto nemmeno niente...». Un film già visto. «Meno male che il gip le carte se l'è lette bene e tutte, maronna... Grazie, grazie tanto al gip». Antonio Pugliese tormenta il telefonino sul treno che lo sta riportando a Napoli da Roma, lì dove si è precipitato per andare a parlare con Riccardo Nencini, il capo del suo partito. Chiama collaboratori e assessori e il capo della provincia, ma poi c'è la telefonata che gli fa tornare il sorriso ed è quella che gli ricorda la festa di Napoli sulla nave delle crociere. L'aria sognante: «Ci sta Sophia Loren stasera a Napoli...». Avrebbe avuto anche l'allenamento sportivo nel suo club di Capodimonte, Antonio Pugliese. «Tutti i giorni lo faccio. Lo sport è fondamentale: altrimenti mica potevo andare a farla la maratona di New York». Che sapere a quale posto è arrivato non si può. «Però l'ho fatta tutta fino in fondo», garantisce il vicepresidente della provincia di Napoli che è anche assessore al Patrimonio, Economato, Provveditorato, Gare e Contratti, Avvocatura, Affari Generali, Demanio, così come elenca dovizioso un biglietto da visita che adesso sembra l'elenco delle sue accuse. «Ma io non lo so di cosa sono imputato, ancora ». Il treno arriva a Napoli, il cielo è ancora chiaro e l'aria e tiepida. Antonio Pugliese alza gli occhi. « Mo' magari se mi sbrigo con l'avvocato ce la faccio ancora ad andare alla festa con la Loren... ». (Alessandra Arachi da il Corriere della Sera)
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venerdì 19 dicembre 2008
L'indagato socialista: l'ho saputo dal Web
Antonio Pugliese se li è scaricati tutti da Internet quei faldoni di carte che continua a rileggere, incredulo. Delle sue carte processuali. «Oh Gesù, l'ho saputo così che sono indagato, mica mi è arrivato un avviso di garanzia...». E sempre da Internet ieri mattina il vicepresidente della provincia di Napoli ha scoperto anche di aver scampato l'arresto per un soffio. Per ora. Perché se il gip Paola Russo per lui l'ha rigettata la richiesta di una custodia cautelare, la procura ha già in mente di presentare appello. «Un incubo, fatemi uscire da questo incubo». Ma anche un film già visto. Cinquant'anni, socialista da sempre e ancora socialista, Antonio Pugliese era a Roma ad assistere i deputati del partito quando arrivò la piena di Tangentopoli. «Ma questa volta non può essere così, io non ho fatto niente. Mi contestano una telefonata con Romeo dove parlo di diciotto persone da assumere, diciotto lavoratori di Casoria. Ma quello era previsto dal contratto. E poi alla fine non se ne è fatto nemmeno niente...». Un film già visto. «Meno male che il gip le carte se l'è lette bene e tutte, maronna... Grazie, grazie tanto al gip». Antonio Pugliese tormenta il telefonino sul treno che lo sta riportando a Napoli da Roma, lì dove si è precipitato per andare a parlare con Riccardo Nencini, il capo del suo partito. Chiama collaboratori e assessori e il capo della provincia, ma poi c'è la telefonata che gli fa tornare il sorriso ed è quella che gli ricorda la festa di Napoli sulla nave delle crociere. L'aria sognante: «Ci sta Sophia Loren stasera a Napoli...». Avrebbe avuto anche l'allenamento sportivo nel suo club di Capodimonte, Antonio Pugliese. «Tutti i giorni lo faccio. Lo sport è fondamentale: altrimenti mica potevo andare a farla la maratona di New York». Che sapere a quale posto è arrivato non si può. «Però l'ho fatta tutta fino in fondo», garantisce il vicepresidente della provincia di Napoli che è anche assessore al Patrimonio, Economato, Provveditorato, Gare e Contratti, Avvocatura, Affari Generali, Demanio, così come elenca dovizioso un biglietto da visita che adesso sembra l'elenco delle sue accuse. «Ma io non lo so di cosa sono imputato, ancora ». Il treno arriva a Napoli, il cielo è ancora chiaro e l'aria e tiepida. Antonio Pugliese alza gli occhi. « Mo' magari se mi sbrigo con l'avvocato ce la faccio ancora ad andare alla festa con la Loren... ». (Alessandra Arachi da il Corriere della Sera)
Di Palma sospende Pugliese
Provincia di Napoli - Il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, ha deciso di sospendere il vicepresidente Antonio Pugliese. Pugliese, in una lettera inviata a Di Palma, ha comunicato la sua decisione di sospendersi dall'incarico con decorrenza immediata. "Le indagini della Procura di Napoli - scrive Pugliese - condotte sull'attività del Comune e della Provincia di Napoli vedono coinvolte la mia persona. Nello spirito di una corretta collaborazione con te e con la Giunta, al fine di tutelare l'Istituzione provinciale, ti comunico la mia volontà di rimettere le deleghe". "La mia decisione - aggiunge Pugliese - scaturisce dall'esigenza di potermi difendere dalle accuse che mi vengono mosse, anche perché, a tutt'oggi, non ho ricevuto alcun avviso di garanzia e, nel contempo, di salvaguardare l'onorabilità tua e dei colleghi della giunta". "Sono come sempre fiducioso nell'operato della magistratura - ha affermato Di Palma - e sono certo che ogni questione verrà adeguatamente chiarita. Auguro a Pugliese di dimostrare la propria innocenza per i fatti contestatigli".
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