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domenica 1 febbraio 2009

Bufera tra i giovani Pd rinviata l'elezione del segretario campano

Un nuovo «caso Campania» investe il Pd, sebbene stavolta tocca ai giovani esserne protagonisti. La prima assemblea regionale dei giovani democratici che avrebbe dovuto, in queste ore, eleggere il nuovo segretario campano, è stata rinviata di dieci giorni. L'altra notte, il segretario nazionale junior del Partito democratico, Fausto Raciti, ha deciso di annullare la convocazione. In un messaggio inviato ai vertici nazionali e locali del partito ha spiegato che «data l'attuale indeterminatezza della platea pare opportuno posticipare la data di convocazione dell'assemblea dal 31 gennaio al 10 febbraio 2009». Donato Montibello, nominato «verificatore», dovrà accertare perché dei 93 delegati napoletani previsti, ne figurano 15 in meno. «Non credo », sostiene, «che perderemo molto tempo per compiere questi accertamenti. Il rinvio è indispensabile per evitare di ritrovarci, in seguito, con un risultato contestato e annullabile». Alcuni sussurrano che dalla platea manchino i delegati che fanno riferimento al consigliere comunale Emilio Montemarano, figlio del potente assessore regionale alla sanità. Altri insinuano addirittura che sia stata la ministra ombra per le politiche giovanili del Pd, Pina Picierno, a sfilare la tela laboriosamente tessuta per non andare incontro ad un epilogo a lei sgradito: l'elezione di un segretario iscritto a Red e vicino ad Antonio Bassolino. Il dibattito, ieri, è proseguito vivace anche su Facebook, sulla bacheca di Raciti. Ma la Picierno ha respinto ogni accusa: «Sono basita», ha commentato, «io non mi sono mai occupata di questa vicenda. Non avrei neanche il tempo per occuparmene. Anzi, provo imbarazzo per una discussione che non avrebbe dovuto divampare così, in quanto si spera che i ragazzi possano rappresentare una speranza diversa rispetto agli adulti. Ma in questo caso la speranza è stata delusa. Per me», ha aggiunto, «il congresso andava celebrato e non rinviato, avremmo evitato anche un nuovo ‘‘caso Campania''. Certo, il mio successo è legato alla possibilità che si giunga ad una candidatura unitaria, ma non sono parte in causa». Un anno fa l'assemblea regionale non era stata neanche prevista: un partito giovane — fu detto — non può che coinvolgere i giovani direttamente in prima linea. Invece, successivamente fu stabilito che si sarebbe dovuto procedere con le primarie (celebrate il 21 novembre scorso), facendo riferimento a un solo listone con preferenza doppia di genere (un voto a un maschio e un altro a una donna) su base provinciale. Insomma, una vera campagna elettorale per impegnare gli aspiranti delegati all'assemblea regionale a scendere a patti almeno con una delle componenti interne al Pd. Ieri, infine, la convocazione dell'assemblea campana per eleggere il nuovo segretario. I due candidati sarebbero stati (e forse lo saranno anche tra dieci giorni) l'ex leader della Sinistra giovanile, Michele Grimaldi, salernitano, iscritto a Red e ritenuto «tiepidamente » bassoliniano. L'altro, Raffaele Sgueglia, casertano ed ex popolare come la Picierno. «I ragazzi campani», commenta amareggiato Grimaldi, «hanno diritto ad ottenere la giusta occasione per confrontarsi e votare. Il partito nazionale dovrebbe smettere di usarci per guerre interne di posizione, ma lasciare ampia autonomia ai giovani democratici. Un'assemblea di giovani composta da 197 ragazzi non può essere confusa con un gregge». (Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)

Il Pd si liberi di Dc e Pci

domenica 23 novembre 2008

I giovani democratici votano per eleggere il vertice

Si sono svolte ieri le primarie dei Giovani democratici per eleggere il segretario, l’assemblea nazionale e venti organismi regionali. I seggi sono rimasti aperti dalle 7 alle 22 in molti circoli del Partito democratico, mentre a circa tremila ammontano i volontari impegnati nelle operazioni di spoglio. Quattro i candidati: Salvatore Bruno, Giulia Innocenzi, Dario Marini e Fausto Raciti (foto). Scontata l’elezione di quest’ultimo, 24 anni di Ragusa e ultimo segretario dell’organizzazione giovanile dei Democratici di sinistra.

Seggio Penisola Sorrentina (Piano di Sorrento)
Votanti 77
Giulia Innocenzi 70
Fausto Raciti 7

Pd: congresso a Castellammare di Stabia sette le liste alla resa dei conti

lunedì 29 settembre 2008

Pd, parte il cantiere per le primarie dei giovani

Si avvicinano le primarie dei giovani del Pd, e come avvenne un anno fa per quelle dei compagni di partito più grandi, non mancano le polemiche. I giovani democratici il 17 e 18 ottobre saranno chiamati ad eleggere l’assemblea nazionale, composta da 1000 membri in rappresentanza delle diverse realtà regionali, e il segretario nazionale. Tre le condizioni per partecipare al voto: avere un’età compresa tra i 14 ed i 29 anni, versare 1 euro e sottoscrivere l’appello per l’Organizzazione giovanile del Partito Democratico. Per ora la situazione è ancora in evoluzione visto che il termine per presentare le candidature scade il 3 ottobre. Al momento sono già tre la candidature per la carica di segretario nazionale. Il candidato favorito è Fausto Raciti, 24 anni, catanese ed ex segretario della Sinistra Giovanile. L’altro candidato alla segreteria è Dario Marini, membro della direzione provinciale del Pd bresciano. La terza candidata è donna: Giulia Innocenzi, 24 anni di Rimini, radicale e coordinatrice studenti dell’associazione Luca Coscioni. Giulia, da buona radicale, si è mostrata sin da subito battagliera. È da lei che sono partite una serie di polemiche sulla disinformazione che ha avvolto l’evento. La giovane radicale, avendo saputo delle primarie decide di candidarsi ma ecco cosa scopre appena qualche giorno fa: «Apro il sito del Pd: zero, nemmeno una parola. Allora telefono al partito: ma, pure lì, nessuno sa niente». Giulia non si dà per vinta, crea il suo blog e fa addirittura un sit-in davanti alla sede del partito.

Massimo D'Alema commenta le parole di Silvio Berlusconi secondo cui il dialogo "con questo Partito democratico e' impossibile". "E' una delle poche cose su cui sono d'accordo con Berlusconi", ha detto l'ex ministro degli Esteri a margine del Festival della salute a Viareggio. "Nel senso che e' molto difficile il dialogo con lui, che lo concepisce solo come il diritto dell'opposizione di dire che e' d'accordo con lui - ha proseguito D'Alema - Questo non è il dialogo". Per l'ex ministro Berlusconi "è abituato a gestire il potere come se fosse la sua azienda, non e' abituato a dialogare, e purtroppo lo ha dimostrato in questi mesi".

Chiamparino: occorre ricostruire il Pd